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mercoledì 2 dicembre 2015

Speciale: Le Frittate...



Frittata con Patate
Per 4 persone

4 uova, 400 gr di patate, 60 gr di parmigiano grattugiato, 30 gr di burro, sale.

Sbucciate le patate e tagliatele a fette.
Lessatele in acqua salata per circa 10 minuti e scolatele con delicatezza.
Scaldate metà burro in una padella e fatevi dorare leggermente le patate dai due lati. Sbattete le uova con il formaggio e mezzo cucchiaino di sale.
Mettete il burro rimasto nella padella e versate le uova sbattute sulle patate. Cuocete per 10 minuti circa, girate la frittata, con l’aiuto di un piatto e cuocetela dall’altra parte ancora per 5 minuti.

Frittata di Pomodori Secchi
Per 6 persone

6 uova, 200 gr di scalogni, ½ bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 50 gr di parmigiano grattugiato, 1 cucchiaino di paprika forte, timo secco, 6 pomodori secchi sott’olio, 1 dl di latte, olio, sale.

Sbucciate gli scalogni e tagliateli grossolanamente.
In una padella con 4 cucchiai d’olio, unitevi gli scalogni, il cucchiaino di zucchero di canna. Rosolate a fiamma alta per 5 minuti. Salate, unite il vino bianco, fate evaporare, abbassate la fiamma e mettete il coperchio, fate cuocere per 15 minuti.
In una terrina, sbattete le uova con una presa di sale, la paprika, il formaggio grattugiato. Aggiungete un cucchiaio di timo e i pomodori scolati dall’olio e tagliati a tocchetti. Versate il composto negli scalogni. Cuocete la frittata a fiamma bassa, coperta per 5 minuti. Levate il coperchio, avvolgete il manico della padella in un doppio foglio di alluminio e terminate la cottura sotto il grill del forno. Servitela tiepida.

Frittata del Friuli Venezia Giulia : Frico con le Pere
Per 4 persone

1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, 3 grani di pepe interi, 1 foglia di alloro, 3 fogli di pasta pillo, 3 pere crude a dadini, 250 gr di Montasio stagionato 4 mesi, 100 gr di Montasio stagionato 6 mesi, 70 gr di Montasio stagionato 12 mesi, 30 gr di Montasio stagionato 18 mesi, 3 pere, 1 anello di cm 10 (lo trovate nei supermercati o casalinghi), 100 gr di burro.

Tagliare mezza cipolla sottilissima e farla rosolare in una padella a fuoco dolcissimo con 30 gr di burro, 1 spicchio d’aglio in camicia, 1 foglia di alloro e ì grani di pepe. Farla cuocere non facendola però colorire, se è il caso bagnate con un cucchiaio d’acqua. Eliminare il pepe, l’aglio e l’alloro.
Foderare l’anello con un foglio di pasta pillo e spennellarla con burro sciolto. Sopra posate un altro foglio di pasta pillo e spennellate anche questo col burro.
A parte preparare un impasto con i formaggi ridotti a dadini, le pere sbucciate e ridotte a dadini e ½ cipolla precedentemente tritata. Riempire bene l’anello, chiuderlo con un altro foglio di pasta pillo, eliminando l’eccesso della pasta e spennellante con  altro burro fuso. 
Mettere sul fuoco un padellino (che vada poi in forno) unto di burro e fare cuocere il tortino, a fiamma delicata, finchè sia colorito, girare e poi passare al forno a 180° per 3 minuti. Togliere dal padellino e servire la preparazione tagliata a metà.

Lo Sapevate Che: Niente vaccino per due medici su tre e se non lo fanno loro...



Roma Lo consigliano caldamente, mettono in guardia anziani e famiglie sui rischi che si corrono a non farlo, ma quando tocca a loro, lo evitano. I medici non vanno d’accordo con il vaccino, soprattutto con quello contro l’influenza. In un periodo in cui si susseguono gli allarmi sul calo dei tassi di copertura in Italia, e spesso sono proprio i camici bianchi a promuovere nella popolazione l’uso di questi farmaci, ecco il paradosso: almeno due dottori su tre non si vaccinano. Se si considerano gli infermieri, la situazione è ancora peggiore, si scende infatti al 15 per cento di copertura. Eppure il personale sanitario è inserito nelle categorie a rischio”, nelle quali rientrano anche gli ultrasessantacinquenni e i bambini colpiti da particolari patologie. Per rispettare quanto stabilito nei piani vaccinali, all’interno degli ospedali e delle aziende sanitarie deve essere nominato un medico con il compito di diffondere questo tipo di prevenzione tra i colleghi. Evidentemente non basta, tanto che alcune Asl, come di recente ha fatto quella di Verona, avviano campagne straordinarie per convincere i loro professionisti. “Andrebbero bloccate le assunzioni di chi non è vaccinato o non ha intenzione di farlo” taglia corto Susanna Esposito, direttore di Pediatria al Politecnico Università di Milano e presidente di Waidid, associazione mondiale delle malattie infettive, che ha diffuso i dati sulla scarsa adesione alle campagne di prevenzione. Naturalmente il vaccino influenzale non ha niente a che fare con quelli somministrati in età pediatrica. Di solito a distribuirlo ci pensano i medici di famiglia, che cedono quotidianamente nei loro studi persone a rischio come  anziani e malati e, proprio per questo, sono tenuti a non diventare veicolo della malattia stagionale. “Tra i medici di base una certa sensibilità al tema c’è” spiega Esposito, “il grande problema è negli ospedali. Un cardiologo con l’influenza può contagiare soggetti particolarmente fragili come i cardiopatici che ha ricoverato nel suo reparto”. Poi ci sono i vaccini da età pediatrica. Per gli stessi motivi, i medici che seguono i bambini dovrebbero farli, se non sono già coperti. Cosa devono pensare i cittadini se i primi a non fare la prevenzione sono i dottori? “A volte dietro questo atteggiamento da parte dei medici c’è una semplice carenza di informazione. In questo settore spesso arrivano nuovi prodotti, non è detto che tutti gli operatori li conoscano. E, infatti, oltre a non vaccinarsi, magari li sconsigliano”.
Michele Bocci – Il Venerdì di Repubblica – 27 Novembre 2015 -

Lo Sapevate Che: Non vivono tra noi, ma sanno tutto: i leader da talk show sembrano profeti...



In un passaggio difficile e pericoloso nella storia dell’Occidente il nostro Paese avrebbe il dovere di mettere a disposizione delle altre nazioni gli straordinari strumenti di problem solving, come dicono gli esperti, che abbiamo elaborato in questi anni. E’ già un atto di egoismo tenerci tutta per noi una classe dirigente al potere, che in pochi mesi ha avviato un programma di riforme invidiato dal mondo intero, risolto problemi secolari e trascinato l’Italia fuori dalla crisi economica, avviandola verso un nuovo boom, forse più clamoroso di quello degli anni Cinquanta. Questo almeno volendo credere alla versione ufficiale. Quello che però assolutamente non si può fare è costringere negli agusti confini nazionali l’eccezionale think tank che abbiamo creato davanti agli occhi di milioni di spettatori televisivi. Mi riferisco naturalmente agli ospiti dei talk show. E qui bisogna sfatare un luogo comune.Negli ultimi vent’anni l’Italia è il Paese europeo in cui la politica ha meno investito in cultura, formazione e ricerca, ma in compenso ha investito di più in talk show. Una scelta che potrebbe apparire idiota. E invece questo esperimento ha prodotto un risultato sbalorditivo. Oggi noi abbiamo selezionato un gruppo di quaranta, cinquanta persone al massimo, che sono in grado ogni giorno, davanti a milioni di spettatori, di trovare soluzioni rapide e semplici a problemi estremamente complessi. Si tratti di terrorismo o scontrini di note spese, riscaldamento globale o delitto di paese, ondate migratorie o minoranze interne di partito, questa coraggiosa “compagnia picciola”, per usare un appropriato riferimento dantesco, in poche ore viene a capo senza paura di questioni di fronte alle quali tremano premi Nobel e statisti. Com’è possibile un tale fenomeno? E’ probabile che la natura di questo gruppo – in prevalenza politici e giornalisti, che però non frequentano da anni la realtà esterna – aiuti a sviluppare facoltà profetiche. Si tratta insomma di un paradossale vantaggio derivato da uno stato di totale isolamento mentale e fisico. Un po’ come i Precog di Minority Report, magnifica invenzione del genio di Philip Dick tradotta in grande cinema da Spielberg, che prevedono gli avvenimenti futuri pur essendo allevati dalla nascita in una specie di acquario. Ora, possiamo noi negare ancora al mondo una tale risorsa? Io mi appello ai ministri Gentiloni e Franceschini perché organizzino a nome dell’Italia conferenze e incontri dei quaranta Precog nostrani nei luoghi dove si fa la storia, l’Onu e la Casa Bianca o il congresso cinese.
Curzio Maltese – Contromano –  Il Venerdì di Repubblica - 27 Novembre 2015 -

martedì 1 dicembre 2015

Pensieri: Saluto...



Buona Serata a Tutti, Ciao

Beati quelli che sanno ridere di se stessi, perché non finiranno mai di divertirsi. (San Tommaso Moro)

Pensieri: Saluto...



Dolce Pomeriggio di Dicembre, Ciao♥♥♥

E alla fine ti accorgi che....
Ci vuole tutta una vita per capire che non è necessario capire tutto.