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mercoledì 2 settembre 2015

Lo Sapevate Che: In Norvegia un'autostrada per le api...



Un’autostrada per le api attraverserà Oslo. Non si tratta ovviamente, di una vera strada, ma di un percorso fatto di piccoli habitat accoglienti, giardini pubblici e privati e tetti ricoperti d’erba, pensato per facilitare l’attraversamento della città agli insetti impollinatori, in difficoltà per via dei pesticidi e dei cambiamenti del clima e degli habitat. L’idea, promossa dal gruppo ambientalista norvegese Bybi, è quella di offrire agli insetti una quantità sufficiente di alveari e aree verdi dove nutrirsi e trovare riparo durante il loro passaggio in città: una società per esempio, ha messo a disposizione un terrazzo al 12° piano di un palazzo ricoprendolo di piante e dotandolo di due alveari da 45 mila api. Gli organizzatori hanno anche realizzato un sito (www.pollinatorpassasjen.no) per coordinare l’iniziativa. La libertà di movimento delle api in regioni dove gli habitat sono compromessi da trasformazioni agricole, crescita delle temperature e uso massiccio dei pesticidi è cruciale perché non si aggravi una situazione già drammatica: dal 2006 a oggi in Europa e negli Usa ogni anno gli apicoltori hanno perso oltre un terzo delle loro colonie.
(giuliana aluffi) – Scienze – Il Venerdì di Repubblica – 21 agosto 2015 -

Lo Sapevate Che: Ormai ci si odia per la diversità del fuso orario...




Tutto sta nel porsi la questione della saltellante identità. Da quella nazionale a quella regionale a quella comunale a quella cittadina a quella di quartiere. E abbiamo appena cominciato. Ma non eravate a scuola insieme? Sì, ma lui fa colazione in un altro bar. Eppure eravate amici di famiglia. Ma poi lo zio si è trasferito a Grottaferrata, dove l’amministrazione è in mano ai nostri nemici. La sintonia è a geometria variabile, una passione sorta la mattina può essere cancellata dall’aggressione del branco la sera. E vuoi mettere il piacere della trasgressione e del ripudio? Alla fine l’odio per l’immigrato è solo un dettaglio. Chiaro che la pialla gigantesca che passa su di noi giorno e notte senza sosta abbia ridotto ognuno a precario di se stesso. Sì, può essere vero, ma quale se stesso?
maxbucchi@yahoo.it – Sottovuoto – Il Venerdì di Repubblica – 28 agosto 2015 -

martedì 1 settembre 2015

Speciale: Cucinando con il Riso "in compagnia"...



Riso Pilaf con Verdure
Per 4 persone

350 gr di riso Patna, 3 cipolla bianche, 1 spicchio d’aglio, 1 melanzana, 4 pomodori perini, 2 acciughe sott’olio, 6 dl di brodo vegetale, una presa di cumino in polvere, una di timo in polvere, burro, olio, sale.

In una pirofila da forno che si possa coprire, fate appassire una cipolla bianca in 50 gr di burro ( attenzione che se la pirofila fosse di vetro, dovete mettere sotto, sul fuoco, uno spargifiamma ), aggiungete il riso e sempre mescolando, cuocetelo per 4 minuti. Unite il brodo caldo e mescolate, portate a ebollizione, coprite la pirofila perfettamente e mettetela in forno preriscaldato a 180°, fate cuocere per 16 minuti, finchè l’acqua sia completamente assorbita.
In una padella con 4 cucchiai d’olio, fatevi rosolare lo spicchio d’aglio, tagliato in 4 parti, che poi eliminerete. Stemperate nell’olio 2 acciughe sott’olio, diliscate. Profumate con una presa di cumino e di timo. Unitevi i peperoni puliti del picciolo, nervature interne e semini, ridotti a listerelle, le residue cipolle sbucciate e tagliate finemente, la melanzana ridotta a dadini e i pomodori pelati a piccoli tocchetti. Salate, mescolate, coprite e cuocete per circa 20 minuti.
Servite la verdura calda in una grande zuppiera, dove accanto sistemerete il riso pilaf.

Riso alla Creola con Lonza, ricetta Spagnola
Per 4 persone

350 gr di riso Patna, 700 gr di lonza di maiale tagliata a dadini, peperoncino in polvere, succo di 2 lime, Vodka, 8 peperoncini verdi dolci, 1 carota, 2 fette di ananas, brodo vegetale, zucchero, sale, olio.

Versate il riso in una pirofila che si possa coprire e andare in forno. Coprite il riso con acqua che superi il suo livello di un dito, salate, mettete sul fuoco ( se la pirofila è di vetro, appoggiatevi sotto uno spargifiamma ) e portate a ebollizione.
Quando l’acqua sarà ridotta a livello del riso, coprite la pirofila e mettetela in forno preriscaldato a 130°, finchè l’acqua sia completamente assorbita.
Nel frattempo versate in un tegame con 3 cucchiai d’olio e una presa di peperoncino, la lonza tagliata a dadini, fate rosolare, bagnate con il succo dei lime e 2 cucchiai di Vodka, fate evaporare e aggiungete i peperoncini verdi dolci, la carota raschiata e ridotta a julienne, le 2 fette di ananas, tagliate a dadini, un cucchiaino di zucchero e mescolate. Fate cuocere, mescolando ogni tanto, per 10 minuti. Aggiungete, se occorre, brodo vegetale caldo, regolate con poco sale mescolate e cuocete ancora per 5 minuti. Servite la carne con il riso alla creola.

Riso con Ananas e Citronella, cucina Spagnola
Per 4 persone

300 gr di riso Patna, 400 gr di cozze, 4 sacche di calamari puliti, 200 gr di gamberi, 100 gr di polpa di granchio in scatola, ½ cipolla, 2 spicchi d’aglio, zenzero fresco, 2 radici di citronella – lemon grass – fresca, 100 gr di ananas fresco, 1 cucchiaio di pistacchi sgusciati, prezzemolo tritato, vino bianco, olio d’arachide, sale.

Lessate il riso in acqua in ebollizione salata, scolatelo molto al dente e intiepiditelo sotto l'acqua corrente.
Pulite e lavate accuratamente le cozze. Fatele aprire in una casseruola con un goccio di vino bianco, privatele delle valve ed eliminate quelle rimaste chiuse. Tagliate a filettoni le sacche dei calamari, lavate.
Private del carapace e del budellino nero i gamberi, sgocciolate dal liquido di conservazione la polpa di granchio.
In un largo tegame, scaldate 4 cucchiai di olio di arachide, unite il pesce e cuocetelo per 4 minuti, mescolando in continuazione. Aggiungete la ½ cipolla tritata finemente, i 2 spicchi d’aglio sbucciati e schiacciati, un cucchiaino di zenzero, sbucciato e grattugiato, 2 cm di zenzero tritato, 2 radici di citronella fresca, tagliata a fettine sottili e mescolate. Unite il riso, l’ananas tagliato a dadini, un cucchiaio di pistacchi tostati, regolate di sale e servite spolverando con prezzemolo tritato.

Lo Sapevate Che: Istruzioni per liberarsi dall'ultimo tabù...



Ricordo una cena a New York, all’epoca in cui sembrava che visitare i templi egizi sul Nilo fosse una vacanza “in”. Ero seduta accanto a un signore appena rientrato da una di queste vacanze- “Il Faraone Ramesse”, mi raccontò incredulo, “trascorse tutta la vita preparandosi alla morte”. Guardandomi attorno, pensai che quella di Ramesse era di certo una scelta più saggia della nostra, ovvero trascorrere la vita fingendo disperatamente che la morte non arriverà mai. “Forse gli Egizi non avevano tutti i torti”, dissi. “Mi sembra piuttosto un grosso abbaglio vivere senza considerare affatto la fine”. “La morte mi annoia”, ribatté lui con sufficienza, suscitando mormorii di approvazione. “In Europa centrale hanno delle caffetterie per certe cose: Kaffee mit Schlag, caffè con panna, e confidenze intime sulla morte e l’aldilà. Certe confessioni hanno un che di indecoroso. Io non voglio saperne di più”. Eppure diventa sempre più difficile cambiare argomento, sempre più difficile credere nello splendore degli abiti dell’imperatore nudo, mentre il prezzo da pagare per il modo in cui definiamo una vita di successo si fa via via più alto e doloroso. Negli anni Ottanta ho scritto una biografia di Pablo Picasso. Con l’avanzare dell’età e il lento approssimarsi della fine, evitare la morte divenne per lui una forza motrice. A rendergli le cose difficili, come a tutti noi, fu la morte di persone a lui care. Nel 1963 scomparvero due presenze fondamentali nella lunga vita di Picasso: il pittore Georges Braque ad agosto e lo scrittore Jean Cocteau in ottobre. Lui nascose la testa sotto la sabbia e continuò a lavorare. Cos’altro poteva sconfiggere la morte, se non il lavoro? (..). Nel giudaismo il lutto si divide in quattro fasi: tre giorni di lutto profondo, sette giorni di shloshim asar chodesh, durante il quale alcuni rituali proseguono a mo’ di commemorazione. Il cristianesimo, naturalmente, è basato sull’idea che Gesù si sia sottoposto al rito definitivo dell’umanità – la morte – e lo abbia superato attraverso la resurrezione. Nel buddismo invece non esiste un sé distinto separato dal resto dell’esistenza, perhè la morte coincide semplicemente con la rinascita in un’altra manifestazione della vita e dell’energia presenti nell’universo. In Occidente, evitando le conversazioni sulla morte e rendendola quasi un argomento tabù, ci siamo separati da ciò che la morte può insegnarci. Come ha scritto il dottor Ira Byock in Dying Well: The Prospect for Growth at the End of Life (in italiano “Morire bene”. Prospettive di crescita alla fine della vita”): “La nostra società riserva I suoi massimi elogi alla giovinezza, al vigore e all’autocontrollo, riconoscendogli una dignità, mentre la loro assenza è ritenuta indecorosa. I segni fisici della malattia o dell’età avanzata sono considerati degradanti per l’individuo, e il deteriorarsi del corpo, anziché essere visto come un processo umano inevitabile, diventa fonte d’imbarazzo”. (traduzione di Matteo Colombo)
Arianna Huffington – www.huffingtonpost.it– Donna di Repubblica – 22 agosto 2015 -

Lo Sapevate Che: Mezzo euro per una spiaggia...



Di Chi E’ La Sabbia su cui avete posato i piedi quest’estate? Del Demanio, ovvio, che l’ha data in concessione a uno stabilimento. In futuro, però le cose potrebbero ambiare e dal 2020 (salvo sorprese dalla Corte di Giustizia Europea) le concessioni delle spiagge dovranno essere affidate con una gara a evidenza pubblica, con nuove assegnazioni. Effetto della direttiva firmata a suo tempo dal commissario europeo alla libera circolazione dei beni e dei servizi, l’olandese Frits Bolkestein, che benché sia storia vecchia e risalga al 2006, in realtà sul tema spiagge è rimasta lettera morta. Il testo prevede che le circa 30 mila concessioni demaniali presenti in Italia non vengano rinnovate automaticamente (come accade oggi) ma riaffidate da zero. Decisione che fa infuriare i balneari italiani, preoccupati di perdere i loro privilegi e – sostengono – di non riuscire a competere con gli operatori stranieri. Ma che, invece, piace a chi si occupa di ambiente. Tra tutti il Wwf che, sul tema, sta preparando un rapporto e che dice: “La Direttiva Bolkestein prevede che al termine della concessione la spiaggia sia restituita allo stato originale, senza chioschetti, scivoli o altro. Inoltre romperebbe il sistema degli irrisori canoni d’affitto che i gestori, attraverso i versamenti che fanno ai vari Comuni, pagano al Demanio. Secondo i nostri calcoli, il canone medio di ciascuno dei 18 milioni di metri quadri di spiagge italiane è di circa 50 centesimi l’anno”. Un po’ poco per un sistema che, si stima, genera un giro d’affari di circa 2 miliardi l’anno,
Luciana Grosso – Concessioni Demaniali – New Economia – L’Espresso – 27 agosto 2015