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martedì 3 febbraio 2015

Lo Sapevate Che: Alzati, respira e cammina...



Dimmi come respiri e ti dirò se hai mal di schiena. Bizzarro? Mica tanto, stando alle tante ricerche e osservazioni messe insieme da Silvia Biferale per il suo “La terapia del respiro”(..). Biferale è una terapista della riabilitazione che non si limita a scrocchiare ossa, premere punti nevralgici e torcere articolazioni come fanno molti suoi colleghi (santi e benedetti per chi ha bisogno del loro paziente lavoro). Lei, però, unisce l’arte del manipolatore alla riflessione profonda sul corpo umano. Lo osserva e lo sente vibrare. Meglio: lo sente respirare. E, nel corso degli anni, paziente, dopo paziente, si mette in testa che c’è un legame tra il modo in cui respiriamo, quello con cui ci muoviamo nello spazio e le patologie della colonna vertebrale. Non solo: fa del respiro l’asse delle sue riflessioni. Così nasce questo libro, che si muove su due assi paralleli e convergenti: la cura del corpo, la colonna vertebrale, il sostegno. E che perciò è una lettura interessantissima per chi, come i musicisti, col respiro ci lavora. Ma anche per chi continua a chiedersi il perché di certi dolori alla schiena, di tante sfasature nella deambulazione, di tanti momenti di incompatibilità tra il nostro corpo e lo spazio che ci circonda. Noi, bipedi imperfetti, ancora in cerca di una postura perfetta ben evoluta. “Stento veramente a credere all’efficacia delle correzioni; non penso che esista un modo “giusto” di stare col corpo e considero le patologie lievi come una splendida occasione di conoscenza di sé,  in un mondo troppo spesso fatto di relazioni tra il paziente e il suo terapeuta che ne ammaestra il respiro profondo per avviare un reale processo di guarigione e prevenzione. Che non è correzione di un errore, ma consapevolezza di sé.
Daniela Minerva – L’Espresso – 29 gennaio 2015 -

lunedì 2 febbraio 2015

Lunedì: Verdure accomodate... nel Carnevale!



Patate con Uova e Bacon
 Per 4 persone

4 patate di media grandezza, 100 gr di bacon a dadini, un uovo, un ramo di rosmarino, 50 gr di parmigiano grattugiato, burro, sale e pepe.

Avvolgete le patate con la buccia, lavate e asciugate, in un foglio di alluminio, quindi cuocetele a vapore per 30 minuti. Fatele intiepidire e toglietele dalla carta. Tagliate da ognuna una fetta, nel senso orizzontale che terrete da parte. Scavate un po’ di polpa da ciascuna patata, facendo attenzione a non romperle. Salatele internamente. Pelate la fetta di patata tenuta da parte e riducetela a dadini, assieme alla polpa tolta. Fate rosolare il tutto in una padella con 30 gr di burro, unite il rosmarino tritato, il bacon a dadini, l’uovo sbattuto con il grana. Salate, pepate e fate cuocere il composto amalgamando e mescolando continuamente. Riempite le patate con il composto e sistematele in una pirofila unta di burro. Mettete un fiocchetto di burro su ciascuna patata. Infornate a forno preriscaldato a 200° per 10 minuti. Deliziose...


Ratatouille con Verdure e Salsiccia Napoletana
 Per 6 persone

800 gr di ortaggi misti (carote, fagiolini, piselli, porri, cipolline, carciofi, melanzane, zucchine, patate), 300 gr di salsiccia napoletana stagionata poco piccante, 1 cucchiaio di succo di limone, olio, sale, pepe.

Privare la salsiccia della pelle e dividerla in pezzi di 2 cm. Spuntare carote, fagiolini e zucchine, sbucciare piselli, cipolline e patate, togliere ai carciofi le foglie dure, tagliarli a metà e togliere il fieno interno, togliere il picciolo alle melanzane e senza pelarle, ridurle da tocchetti. Tagliare i carciofi a fettine e immergerli in succo di limone. Tagliare il resto degli ortaggi a tocchetti (ad esclusione dei piselli). Cuocere le cipolline in acqua salata in ebollizione per pochi minuti. Scolarle e tenerle da parte. Cuocere separatamente gli ortaggi a vapore, tenendoli al dente. In un tegame fare scaldare 4 cucchiai d’olio, aggiungere le carote, i fagiolini, i piselli, i porri, i carciofi, le melanzane, le cipolline, le zucchine, le patate e cuocere il tutto per 3 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno, insaporire con sale e pepe, aggiungere la salsiccia a pezzi e continuare la cottura per 1 minuto.

Lo Sapevate che: "Grazie a Dio, sono ateo": una frase di Bunuel che nessuna dice più...



“Grazie a Dio, sono ateo”. Chissà se è ancora possibile oggi rivendicare un felice ateismo come quello di Luis Bunuel. Un onesto e sincero ateismo che non ha bisogno di giustificare se stesso. Pare infatti che ormai non sia più possibile dichiararsi non credenti senza aggiungere subito parole di estremo rispetto per le religioni ed elogi entusiastici al Papa. Al contrario, i credenti non si sentono affatto obbligati a esprimere rispetto nei confronti degli atei e, anzi, in qualche caso si stentono autorizzati a insultarli e a compatirli. Ora pensate se io qui scrivessi che compatisco o provo tristezza per un cristiano o un musulmano, apriti cielo. Quanto a papa Francesco, dice belle cose e ne fa alcune importanti, soprattutto sul paino simbolico, che pure conta. Sul piano pratico, tuttavia, la Chiesa rimane una gerarchia di potere perfettamente funzionale a un mondo dove l’1 per cento degli uomini dispone ormai delle stesse ricchezze del rimanente 99 per cento. Con gloriose eccezioni, naturalmente, di minoranze che lottano dalla parte dei poveri come imporrebbe il Vangelo. Ma anche con clamorosi scandali che si perpetuano, come la permanenza dello Ior, paradiso fiscale gonfio di capitali di oscura origine. Lo stesso discorso si può fare per le gerarchie dell’Islam, che benedicono società ingiuste nel nome di Allah. Le religioni hanno in genere un cattivo rapporto con la democrazia e la giustizia sociale, per motivi anche ovvi di principio e di prassi. Se la sovranità non spetta ai popoli ma a Dio, se la giustizia non è di questo mondo ma dell’aldilà, non v’è ragione di battersi per i diritti in questa vita. Su questo punto le religioni monoteiste differiscono pochissimo ed è bizzarro voler stabilire classifiche fra Islam o Cristianesimo o Ebraismo. Tutte le religioni storicamente preferiscono regimi dispotici alle istituzioni democratiche. Nel secolo scorso il Vaticano ha trattato molto meglio con Mussolini e Hitler e Franco che non con i governi repubblicani. In Sudamerica, come sicuramente ricorderà papa Bergoglio, le gerarchie cattoliche hanno affiancato i peggiori regimi fascisti e ne hanno coperto e giustificato i crimini contro l’umanità. Esistono, certo, altre eccezioni e il vasto mondo è pieno di associazioni cattoliche che praticano ogni giorno la fratellanza e la solidarietà, al pari e al fianco di altre associazioni di ispirazione laica. Se ne può dedurre che credere o non credere in Dio non influisce sull’epicità dei comportamenti. Intorno alla tragedia di Charlie Hebdo si è anche sviluppato uno strano dibattito sulla liceità della satira contro le religioni. Secondo molti giornali anglosassoni, quelli di Charlie se la sarebbero un po’ cercata, perché non bisogna offendere le religioni. Addirittura qualcuno si è spinto a sostenere che offendere l’Islam equivale a offendere tutti i popoli islamici e quindi si tratterebbe di razzismo, una teoria assurda quest’ultima. A chi ne è convinto bisognerebbe consigliare un corso di storia della comicità ebraica.
Curzio Maltese – Venerdì di Repubblica – 30 gennaio 2015 -

Lo Sapevate che: La dieta anti cancro...



E’ di questi giorni il dibattito su quanto conti il caso nel far ammalare di tumore. Ma è davvero così determinante? No, sostengono i ricercatori Airc. (..). Piuttosto, precisano: un tumore su tre si evita a tavola. Il punto, su ricerche vecchie e nuove, lo fa Adriana Albini, ricercatrice Airc e direttore del Dipartimento di ricerca dell’Istituto oncologico IRCCS di Reggio Emilia(..). Alla base c’è l’acqua: dì fondamentale. Seguita dal tè verde, che riduce la crescita delle cellule tumorali e dalle spremute di frutta fresca. Salendo di un gradino troviamo la verdura (a volontà) e la frutta, che dovrebbero costituire il nostro piatto forte quotidiano: al di là della regola aurea delle cinque porzioni al giorno, tuttora valida, la migliore abitudine è usarle come spezza-fame. Con una predilezione per le crucifere: broccoli, cavoli, verza, che hanno sicure proprietà anticancro. “Contengono indoli e isotiocianati che impediscono alle sostanze cancerogene di danneggiare le cellule”, spiega Albini. E poi mele, arance e frutti rossi. Spazio, infine, ai carboidrati. Sbizzarrendosi tra i cereali integrali: le fibre, infatti, hanno un’azione protettiva sui tumori gastro-intestinali. L’acclamato pesce azzurro, alternato al più grasso salmone, può avere posto nel piatto tre volte la settimana. Ottime poi le proteine dei legumi: “I derivati della soia contengono genisteina, dalla spiccata attività antiestrogenica”. E siamo ai condimenti: aglio e cipolla sono anti-infiammatori, si sa. L’olio extravergine di oliva combatte i radicali liberi. Tra le spezie, curcuma e zenzero sono anti-angiogenici, cioè contrastano la formazione dei vasi sanguigni che nutrono il tumore. Perché non creare un orto anticancro, anche in un vaso di casa? Menta, timo, origano, rosmarino e basilico contengono terpeni, ottimi antinfiammatori. Prezzemolo, coriandolo e cumino sono ricchi di apigenina, polifenolo anticancro. Infine i cibi di proprietà antitumorali non ne hanno affatto: carne e latticini, da consumare con moderazione. Nell’angolo degli strappi alla regola, trovano posto bevande gassate e superalcolici. Vino e birra non sono da bandire, ma da limitare. “Il luppolo”, aggiunge Albini, “contiene Xantumolo: derivati di questo polifenolo potrebbero diventare un farmaco preventivo per alcuni tumori”.
Daniela Condorelli – Venerdì di Repubblica – 31 gennaio 2015 -