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venerdì 2 gennaio 2015

Lo Sapevate che: Solo il condom ci salverà....



Paul R. Ehrlich, oggi presidente del Centro per la conservazione della biologia della Stanford University, è il Thomas Malthus della modernità. Nel 1968 il suo saggio “La bomba demografica” diventò un best seller mondiale e il dibattito sul sovrappopolamento conquistò l’attenzione pubblica. Enrlich è famoso anche per la celebre formula sull’impatto ambientale umano, che secondo il biologo statunitense dipende da tre fattori: quanti siamo, quanto consumiamo e quanto inquinano le tecnologie che usiamo. Professor Ehrlich, sembra che la popolazione continuerà sempre a crescere: come immagina un mondo sempre più affollato? “Non ho mai creduto che nel corso di questo secolo la popolazione globale potesse diminuire spontaneamente, cioè grazie a un calo della popolazione globale potesse diminuire spontaneamente, cioè grazie a un calo della natività come sarebbe auspicabile. Mi preoccupa invece che ciò possa accadere a causa di un drastico aumento della mortalità. Il nostro impatto sull’ambiente è già oggi insostenibile e se non porremo un freno ai mutamenti climatici, al degrado degli ecosistemi, alla perdita di biodiversità e all’abuso di sostanze tossiche in agricoltura, rischiamo di non raggiungere affatto gli 11 miliardi, e non per nostra scelta”. Come lo possiamo evitare? “Possiamo ridurre la popolazione senza traumi dando alle donne gli stessi diritti e le medesime opportunità degli uomini. E consentendo a chiunque l’accesso ia ai moderni contraccettivi sia, in caso di gravidanze indesiderate, all’aborto”. L’impatto ambientale dipende però anche dai nostri consumi. Non potremmo ridurre i consumi anziché la popolazione?. “Come dico spesso, non c’è preservativo contro i consumi eccessivi. Per ridurre i consumi in modo significativo dovremmo chiedere ai cittadini delle nazioni più ricche di rinunciare al loro stile di vita e ipotizzare mutamenti radicali nel sistema capitalista, che includano una sottrazione di potere alle multinazionali e ai politici corrotti che fanno affari con loro. Sarà d’accordo con me che diminuire la popolazione è più semplice”.
Paul R. Ehrlich – Scienze – L’Espresso – 25 dicembre 2014 -

giovedì 1 gennaio 2015

Un Regalo per l'Inverno!....




 Lo Zenzero
 Un toccasana naturale contro l’influenza, dal potere antinfiammatorio e analgesico, molto simili a quelli dell’aspirina. Le sostanze contenute si chiamano gingerolo e shogaoli e sono contenute nell’olio essenziale, che dà allo zenzero il tipico aroma pungente.
Lo zenzero è ricchissimo di oli essenziali, resine e mucillagini ed è un antinfiammatorio ed un antipiretico naturale, ma non solo perché lo zenzero stimola anche la digestione (per questa ragione è spesso utilizzato in cucina, in piatti unti o elaborati), per la circolazione sanguigna, potente antiossidante e fortissimo anti-nausea. Non mai da utilizzare se si soffre di calcoli biliari dato che stimola cistifellea.

Per combattere influenze, bronchiti, raffreddori, preparate un decotto con 4 o 5 fettine di zenzero fresco o con ½ cucchiaino di quello secco. Bevetene diverse tazze al giorno. Il liquido serve anche per fare degli impacchi al petto. Serve se si soffre di piccoli disturbi intestinali e ha straordinari effetti antinausea.
Lo zenzero grattato sul cibo aumenta le secrezioni gastriche favorendo la digestione: è ottimo soprattutto dopo un pasto un po’ pesante.
E’ anche un ottimo rimedio contro la febbre: tagliate alcune fettine sottili di radice fresca, versatevi sopra una scodella di acqua bollente, lasciate in infusione coperto per pochi minuti e bevete ben caldo. Lo stesso infuso agisce come preventivo contro il contagio delle malattie infettive e potrà servirvi per combattere il mal d’auto, di nave e di aereo.
Lo zenzero è uno stimolante dell’appetito, quindi una tazza di infuso presa prima dei pasti aiuta chi soffre di disappetenza: preparatelo versando un litro d’acqua bollente su un grammo di radice sminuzzata, coprite e lasciate in infusione per una decina di minuti, filtrate, lasciate raffreddare e bevetene una tazza come aperitivo. Se invece avete la digestione difficile, bevete una tazza da tè della stessa tisana (calda) dopo il pranzo. Se soffrite di nausea, soprattutto se aspettate un bambino, le proprietà dello zenzero verranno in vostro aiuto: prendetene 2 grammi di polvere e…la nausea sparirà.

Tisana disinfettante allo zenzero: come preparare il tè bancha
Il tè bancha è un tipo di tè utilizzato nella cucina macrobiotica, è un tè ricco di ferro, calcio e vitamina A ed è quasi completamente privo di caffeina risulta quindi un validissimo alleato per la nostra salute.
Una tisana rinvigorante scaccia malanni è utilizzare due cucchiaini di tè, 2 chiodi di garofano, un piccolo pezzetto di cannella ed una grattugiata di zenzero essicato oppure un pezzetto di zenzero fresco direttamente nella tazza con l’acqua bollente. L’infusione deve durate dai tre ai cinque minuti con la tazza coperta.
Questa tisana presa 3 volte al giorno aiuta a tener lontana mal di gola e raffreddore e per i primi sintomi anche a combatterli.

Potrete usare l’olio essenziale soprattutto esternamente e con molta attenzione, non superando mai le dosi indicate perché, dato il suo alto potere riscaldante, può causare irritazioni cutanee. Vi tornerà utile per curare reumatismi, artriti e dolori muscolari. Preparate perciò un olio da tenere nell’armadietto dei medicinali. In una bottiglietta di vetro scuro da 30 centimetri cubi, con tappo a contagocce, versate olio di sesamo o di girasole fino a ¾ , fate cadere 3 gocce di olio essenziale di zenzero, 3 di olio essenziale di origano e 3 di olio essenziale di rosmarino. Riempite con altro olio o di sesamo o di girasole. Massaggiate le parti dolenti del corpo con questo preparato.

Lo Sapevate che: Come dire......



Sostiene er cecato
Fra le prime notizie degli arresti disposti dalla Procura di Roma a seguito dell’inchiesta contro gli affari politico-criminali romani c’è stato il nome dell’inchiesta stessa e i soprannomi degli imputati. Rispettivamente: “Mafia capitale” e “er Cecato”, “er Pirata, “er Cicorione”, “er Cane”, “er Miliardario”, “er“Forfora”, “il Tanca”, “Diabolik”, “Rommel”, “Garibaldi”, “er Negro”. Non so se sia mai stato tentato uno studio delle denominazioni delle inchieste, che spesso rivelano qualcosa della mentalità degli inquirenti (basti pensare a Mani Pulite). Magia capitale fa molta impressione, e grave. Echeggia “Romanzo criminale” e accosta due termini, uno dei quali è ambiguo, tra aggettivo e sostantivo. Dire “Capitale corrotta” non basta più, e non parliamo del “Roma ladrona” dei tempi in cui Borghezio non avrebbe certo pensato di potervisi mai candidare. Qui la Mafia, mafia mortale, assoluta, mafia della Capitale. In quanto ai soprannomi, su quelli della Camorra Roberto Saviano ha pubblicato pochi mesi fa un lungo articolo, in cui spiegava come a renderli necessari non è l’esigenza di clandestinità (che è invece tipica della lotta partigiana). Il soprannome è un’identità ulteriore: si attacca alla persona quando il carattere le si è già formato, che sia gradito o sgradito, terribile o ridicolo (un killer camorrista gas tritico aveva sempre dei biscotti con sé, e perciò veniva chiamato Pavesino, racconta Saviano). Nei soprannomi camorristici Saviano rileva una funzione di prestigio, non solo per Sandokan, ma anche per il capo ultras “Genny ‘a carogna” (“fosse stato soltanto Gennaro De Tommaso, quanti titoli avrebbero fatto i giornali su di lui?”). In quelli romani parrebbe invece essere sempre presente l’inclinazione alla beffa (Er Cicorione) o comunque a una brusca e non attenuata presa d’atto della realtà (Er Cecato) Per la Mafia (della) Capitale le motivazioni sembrano però mescolarsi con la folkloristica propensione romana al sarcasmo, rappresentata a un buon livello dal cinematografico
“er Monnezza”.
Stefano Bartezzaghi – Come dire – L’Espresso – 25 dicembre 2014 -

Lo Sapevate che: Ragazzi sull'orlo di una crisi di nervi....



L’adolescenza è un’età difficile, caratterizzata da una instabilità emotiva che tenta di controllare molteplici processi di adattamento. E questa instabilità, fattore di rischio per l’insorgenza di sintomi d’ansia e di depressione, per un ragazzo su tre e una ragazza su due di fatto si traduce in disturbi clinicamente significativi, di gravità tali da richiedere attenzione e cure, che devono essere psicoterapiche (talora con limitato ricorso ai farmaci). Ma il 14 per cento di tutti i disturbi mentali dell’adulto (compresi quelli psicotici) comincia prima dei 14 anni e il 75 prima dei 24 anni. Per capire meglio le cause e per dare risposte sono stati fatti molti studi che hanno fatto seguito per anni, con misure biologiche, genetiche e psicosociali tutte le persone nate in un determinato giorno. Uno studio neozelandese ha reclutato tutti i bambini nati a Dunedin dall’aprile del 1972 al marzo 1973 e da allora li segue con regolarità. Con questo tipo di lavori si intende identificare le cause dei disturbi meglio di quanto non si sia fatto con metodi epidemiologici che, anche se condotti in campioni vasti, possono solo suggerire associazioni tra eventi e disturbi, non provare rapporti di causa-effetto. Sul piano dei rimedi la risposta da dare è creare e potenziare i servizi di salute mentale dedicati ai giovani e curare con grande attenzione il collegamento tra servizi per l’infanzia-adolescenza e per gli adulti. Per discutere questi temi si è svolto nei giorni scorsi a Venezia un Congresso a cui hanno partecipato i principali esperti di tutto il mondo: “Dalla continuità delle psicopatologie alla continuità delle cure”. Perché a Venezia? Non perché l’Italia stia facendo alcunché di significativo in questo settore, ma perché l’organizzatore, Giovanni de Girolamo, è uno degli studiosi italiani più attenti e informati su quello che si muove in giro per il mondo nel campo della salute mentale.
Centro Oms di Ricerca sulla salute mentale, Università di Verona
Michele Tansella – Psichiatria – L’Espresso – 25 dicembre 2014 -