Etichette

giovedì 3 ottobre 2013

Lo Sapevate Che: La Burocrazia...


No, qui da noi per il concorso esterno
Bisogna prima aver vinto quello interno        

Ormai la burocrazia imperversa e i confini del mondo si fanno sempre più stretti.
Anche nelle società più onorate dilagano moduli e partite doppie. L’Europa non perdona. Il numero chiuso e il controllo aziendale la fanno da padroni.
Una stretta sui collaboratori esterni farebbe risparmiare alla mafia
Almeno un picciotto per cento, gli uomini insostituibili e sciogliendo
Gli altri in vasche apposite. Un modo spiccio ma efficace per fare
Chiarezza anche nelle istituzioni. Per far capire anche ai non credenti
Che dal colore locale si è passati senza soluzione di continuità al
Colore generale. La posizione filosofica dell’organizzazione è
Perfettamente chiara: la cosa importante è essere, guai ad apparire,
e questo porta molti proseliti attratti dalla semplicità del denaro.

www.massimobucchi.com – Venerdì di Repubblica – 27 settembre 2013

Ricette Anticrisi: Veloci e Gustose...



La Zucca 

L’utilizzo più noto degli scarti della zucca sono i semi: bisogna spolverizzarli di sale e tostarli in forno a 100° per 30’. Dopo di che basta sbucciarli…Non si pensa invece alla buccia, che appare dura e inutilizzabile: basterà lavarla bene e lessarla per circa 30’ in pentola a pressione. Poi si frulla, o si passa con lo schiacciapatate, e si utilizza al momento oppure si surgela.

Paglia e Fieno 

Una ricetta classica ma preparata con gli scarti: passato di buccia di zucca per il giallo, foglie di ravanelli lessate e frullate per il verde. Inoltre, se trovate qualche fondo di prosciutto in un angolo del frigorifero, potete tagliarlo a dadini e unirlo al condimento.

Ingredienti

400 gr di farina, 4 uova, 50 gr di passato di buccia di zucca, 50 gr di foglie di ravanelli lessate, 70 gr di prosciutto cruso, 1 ciuffo di rosmarino, 100 ml di panna fresca, 50 gr di formaggio grattugiato, olio evo.

Amalgamare la polpa di buccia di zucca con 2 uova. Impastatela con 200 gr di farina e 1 cucchiaino d’olio e lavorate l’impasto fino a ottenere una pasta liscia e soda. Poiché le verdure sono umide, potrebbe essere necessario aggiungere un po’ di farina in più. Ripetete lo stesso procedimento con gli altri 200 gr di farina, aggiungendo il passato di  foglie di ravanello alle uova rimaste. Con gli impasti formate 2 palle, avvolgetele in pellicola alimentare e fatele riposare per 30’ minuti a temperatura ambiente. Suddividete ogni impasto in 4 porzioni, poi passatele, una alla volta, tra i rulli della macchina per la pasta. Ripetere il procedimento per 3 o 4 volte, poi tagliate le sfogli in tagliolini. In una padella fate rosolare il prosciutto tagliato a dadini con 1 cucchiaio d’olio e un ciuffo di rosmarino. Amalgamate in una zuppiera la panna e il formaggio grattugiato, quindi unite il prosciutto. Lessate i tagliolini in abbondante acqua bollente salata, scolateli al dente e versateli nella zuppiera. Mescolate e servite.

 Cucinare senza sprechi – Andrea Segrè


Con la Zucca...


Flan di Zucca e Rosmarino

Per 4 persone

300 gr di polpa di zucca, 2 scalogni, 70 gr di maizena, 3,5 dl di latte, 80 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo intero, 50 gr di burro, 2 rametti legati con refe di rosmarino. Burro per gli stampi, rametti di rosmarino e 100 gr di pancetta a julienne per la guarnizione.

Fare cuocere a vapore la zucca per 15 minuti tagliata a pezzi.  Tritarla col passaverdura. Pulire gli scalogni, appassire in una padella con un cucchiaio di burro e il rosmarino legato. Aggiungere la purea di zucca e farla insaporire nel soffritto a fuoco medio finchè risulti bene asciutta. Eliminare il rosmarino, aggiungere 2 pizzichi di sale e pepe. Versare il latte (meno ½ bicchiere) in una casseruola, scaldare e prima che raggiunga il bollore, aggiungervi la maizena sciolta nel latte residuo, mescolare sino ad ottenere una salsa densa. Incorporarla alla purea di zucca, aggiungere l’uovo, il parmigiano grattugiato e regolare di sale. Foderare uno stampo o diversi stampini individuali con carta da forno imburrata, riempire con il composto e mettere in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti. Fare intiepidire, sformare e guarnire con rametti di rosmarino e la pancetta rosolata velocemente in un padellino.


Contorno Saporito di Zucca

Per 6 persone

800 gr di zucca, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 10 gr di zenzero fresco, 2 pizzichi di timo fresco, ½ cucchiaino di semi senape, 3 foglie di curry, 1 cucchiaino di prezzemolo, olio, sale, pepe.

Sbucciare la zucca e tagliarla a tocchetti non molto piccoli. Tostare velocemente i semi di senape, cercando di non bruciarli, pestarli nel mortaio. In una padella fare scaldare 4 cucchiai d’olio e rosolare la cipolla tritata insieme al timo. Mescolare bene. Aggiungere aglio e zenzero tritati, la senape, il prezzemolo, le foglie di curry. Lasciare cuocere a fuoco moderato per qualche minuto, quindi versare i tocchetti di zucca, regolare di sale e pepe. Coprire e lasciar cuocere, sempre a fuoco dolce per 15 minuti. Servire la preparazione calda, sia come contorno, oppure accompagnata da riso pilaf.


mercoledì 2 ottobre 2013

Pensieri: Saluto

Amo - La - Natura

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. 

Charlie Chaplin

Buona serata a tutti!

Pensieri: Saluto


Roberto Tona - foto Petringola Anna

Buona giornata a tutti!

Lo Sapevate che: Senza Frontiere...


Chi Ci Guadagna Con L’Accordo Sulle Armi

Assad è più debole.
Obama, Putin e Israele possono essere soddisfatti.
Ma il conflitto non è risolto. E occorre trattare ancora

L’accordo del’ultimo momento tra Stati Uniti e Russia sulla confisca e la distruzione dell’arsenale chimico siriano ha sventato il rischio di un altro conflitto in Medio Oriente, ma molti adesso si chiedono che cosa tale accordo implichi per l’equilibrio dei poteri nella regione, il corso della guerra in Siria e le opportunità di ulteriori sviluppi diplomatici. Esistono molti modi con i quali la Siria e le opportunità di ulteriori sviluppi diplomatici. Esistono molti modi con i quali la Siria potrebbe procrastinare l’attuazione pratica dell’accordo, ma è poco plausibile che lo faccia in modo palese. Qualora Damasco frenasse un accordo russo-americano, danneggerebbe la credibilità di Mosca , il suo più importante alleato globale, e di conseguenza eviterà in tutti i modi di farlo. Per di più, gli Stati Uniti non hanno escluso del tutto un intervento armato.
Per il Regime Siriano l’accordo sulle armi chimiche rappresenta un vantaggio sul breve periodo: cedere il controllo del proprio arsenale chimico è meno deleterio che essere sottoposti a un attacco militare su vasta scala da parte dell’esercito americano. Quindi dal punto di vista militare il regime sarà più debole rispetto a quanto era appena poche settimane fa, ma non così debole come se ci fosse stato il blitz statunitense. Le armi chimiche non sono mai state un fattore di primo piano nelle battaglie interne del regime contro la sua opposizione armata: la guerra andrà avanti utilizzando armi convenzionali. Inoltre, l’accordo comporta che Assad resti dov’è, partner di un processo internazionale, quanto meno fino alla metà del 2014 come è previsto dall’accordo stesso.
Sul lungo periodo, tuttavia, la perdita dell’arsenale chimico lascia il regime di Assad più debole. Di certo, ad Assad non sarà sfuggito il fatto che quando altri regimi, come quello di Gheddafi in Libia, hanno rinunciato ai propri programmi di sviluppo di armi di distruzione di massa hanno perduto anche buona parte del loro potere deterrente e alla fine sono stati rovesciati da interventi esterni. Si dovrebbe tenere conto che il programma nucleare in fase iniziale di Assad è stato interrotto da un blitz aereo israeliano nel 2007, ma si dice che Damasco abbia nel proprio arsenale anche armi biologiche. Di queste ultime nell’accordo Usa-Russia non si parla.
I ribelli siriani considerano l’accordo che è stato raggiunto un tradimento, una secca sconfitta. Speravano in un blitz su vasta scala da parte degli Usa, tale da alterare l’equilibrio dei poteri sul terreno, e invece l’intervento armato è stato sospeso e Assad ha ricevuto una sorta di rinnovo, in qualità di partner di un accordo internazionale. La possibilità che egli perda il proprio arsenale chimico non modificherà non modificherà granché il corso dei combattimenti sul terreno. Al contrario, l’opposizione forse ha sempre sperato che ne facesse uso proprio per creare le premesse per un intervento occidentale contro il regime.
Obama Sembra Aver avuto una grandissima fortuna. Ha ottenuto più di quello che voleva e ha evitato il pantano di un’altra guerra in Medio Oriente. Voleva impedire che la Siria attaccasse di nuovo con i gas e ha ottenuto invece l’impegno formale da parte dei russi a togliere ad Assad tutte le armi chimiche. Ha minacciato di fare la guerra, ma non ha dovuto andare fino in fondo e può ora tornare a occuparsi di urgenti questioni di politica interna. La decisione più importante che deve prendere per andare avanti è se aumentare seriamente gli aiuti statunitensi all’opposixione siriana non jihadista.
Israele è soddisfatto. Non soltanto aveva paura delle armi chimiche in mano ad Assad, ma qualora quest’ultimo fosse stato destituito temeva che quelle armi potessero finire nelle mani di Hezbollah o di gruppi jihadisti dell’opposizione siriana. La decisione di togliere completamente alla Siria l’arsenale di armi chimiche è lo scenario migliore che Israele potesse desiderare. Oltretutto, si dovrebbe anche tenere conto che se gli Stati Uniti sono riusciti a esercitare la deterrenza nei confronti della Siria con una semplice minaccia di attacco, allora la deterrenza statunitense è viva e vegeta e potrebbe essere ancora praticabile nei confronti del programma nucleare iraniano.
Putin Si E’ Affermato come politico diplomaticamente abile a livello globale, anche se non potente dal punto di vista strategico. Agli altri paesi della regione – soprattutto l’Iran – non sarà certo sfuggito il fatto che quando gli Stati Uniti hanno minacciato la Siria e Assad si è rivolto al suo alleato globale, la Russia, Mosca non ha avuto potere deterrente nei confronti degli Usa, e il consiglio migliore che la Russia è riuscita a dare al suo assistito è stato: “Rinuncia alle tue armi”. Resta ancora da vedere se la svolta diplomatica sulle armi chimiche porterà a un progresso diplomatico risolutivo del conflitto siriano. La cooperazione tra Stati Uniti e Russia è sicuramente uno sviluppo gradito, e Assad potrebbe rendersi più disponibile adesso a partecipare alla conferenza Ginevra II. In ogni caso, il conflitto in Siria appare lungi dall’essere risolto. Il regime di Assad considera tuttora i propri nemici come mercenari e terroristi da eliminare, e l’opposizione è troppo divisa e radicalizzata per trovare una posizione unitaria. E per di più in buona parte non è disposta a negoziare con Assad. La comunità internazionale deve adoperarsi quindi, a partire dal recente accordo, per esercitare pressioni su entrambe le parti affinchè siedano al tavolo delle trattative, e per aumentare gli aiuti umanitari ai milioni di civili siriani che stanno soffrendo per questo devastante conflitto.
Direttore del Carnegie Middle East Center di Beirut in Libano – traduzione di Anna Bissanti

Paul Salem – L’Espresso – 26 Settembre 2013

Lo Sapevate Che: Tra le Truppe di Silvio....


Tra le truppe di Silvio, costrette a recitare
Il solito, vecchio, copione

“Ma quanto ve rode a voi? Eh? Eh?”. Mi giro, mi intorno, ma davanti al singnore all’improvviso arringa, in linea d’aria ci sono solo io, anche se in quel momento non sono da solo, anzi. Il signore pare aver deciso di
incalzarmi proprio mentre sto parlando amabilmente di Forza Italia. A pochi metri dal portone della sede del nuovo vecchio partito di fresco inaugurata, l’uomo ha bruscamente interrotto la nostra piacevole conversazione sull’immortalità di Silvio Berlusconi.
“Ma quanto ve rode a voi comunisti eh?”. Ecco, ora è chiaro, il signore ce l’ha proprio con me, oltre i miei meriti, ma questi sono dettagli. Lo tranquillizzo, cerco di alleggerire l’attacco confermandogli che a noi rode più o meno da sempre, ma più che un rodimento è uno stato dell’animo che ci spinge alla continua nonché vana ricerca di qualcosa di meglio, perennemente insoddisfatti del mondo e della nostra incapacità di renderlo un posto migliore, con una sofferenza mista ad accidia che fa della passione politica un percorso quasi religioso, una via crucis ormai disincanta, zeppa di delusioni ma dettata dalla speranza del sol dell’avvenir che ovviamente non arriva mai. Anche perché spesso camminiamo in direzione opposta. Questo in estrema sintesi.
“Ma quanto ve rode a voi comunisti pieni solo de odio, eh?”. Niente, la tregua non arriva, anzi, le vene del collo del signore improvvisamente si gonfiano d’odioso amore, od i amore odioso, tese verso di me per l’attacco finale. “La verità è che siete na manica de figli de na mignotta!”. Sì sorride, si porge l’altra guancia, la si butta in burletta, si tranquillizza la ragazza di Forza Italia imbarazzata dall’improvviso affondo del suo compagno di partito, o movimento, o quel che è:. “Sì, ma bisogna distinguere”, mi dice lei scusandosi a voce non abbastanza alta da farsi sentire dal signore. “ A lui non posso dirlo, poi mi metterei contro uno del mio partito”. Così vanno le cose tra soldati dell’esercito appostati nel dì di festa davanti al quartier generale del leader supremo.
Al netto del circo mediatico, lì davanti, il giorno dopo il disperato appello in tv del leader condannato, c’è meno gente del temuto da chi ha visto in quel dito puntato da Berlusconi la chiamata alle armi definitiva. Le sparute truppe presenti, dirigenti di partito esclusi, sembrano non godersi più niente. Proprio come noi, qualsiasi cosa noi si sia. Noi che per la via ci dicono “comunisti”, e ben che ci vada avremo un giovanile leader democristiano. O un partito così.

Diego Bianchi – Venerdì di Repubblica – 27 Settembre 2013