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mercoledì 2 ottobre 2013

Delizia del Palato...


Palline di Fichi al Cioccolato

Per 30 bon bon:

20 fichi secchi morbidi, 4 cucchiai di maraschino (o altro liquore dolce). Per la copertura: 200 gr di cioccolato fondente, burro. Piccoli pirottini di carta.

Tritare i fichi finemente e metterli in una ciotola, unire 4 cucchiai di liquore e amalgamare bene il tutto e con l’impasto ottenuto, formare delle palline grandi come una nocciola. Metterle in frigorifero per almeno mezz’ora. Nel mentre tritare grossolanamente il cioccolato, metterlo in una casseruolina, unire una noce di burro e fare fondere mescolando ogni tanto con un mestolo di legno. Togliere dal frigorifero le palline di fichi e con un oggetto fine a punta, passarle rapidamente, una alla volta nel cioccolato fuso, ricoprendole totalmente. Scolarle e adagiarle su un foglio vegetale, lasciandole solidificare in luogo fresco. Disporli poi negli appositi pirottini di carta.


Ripieni di....


Tasca con Verdure

Per 6 persone

1 grossa fetta di vitello di circa ½ kg, 200 gr di vitello tritato da sugo, 1 cipolla, 1 carota lessata, 1 scatola piccola di piselli al naturale, 1 uovo, pangrattato, vino bianco secco, 1 rametto di rosmarino, noce moscata, olio, burro, sale e pepe.


Pulire la cipolla e tritarla finemente. Scolare i piselli, tagliare la carota lessata a piccoli cubetti. In una padella con 2 cucchiai d’olio fare appassire metà del trito della cipolla, unire la carne trita e rosolarla, schiacciandola con una forchetta. Unire ½ bicchiere di vino bianco, lasciare evaporare, salare e pepare. Togliere dal fuoco e mettere il tutto in una terrina. Unire l’uovo e 4 cucchiai di pangrattato, la grattugiata di noce moscata, mescolare bene. Unire i dadini di carota e i pisellini, mescolare il composto con delicatezza. Appoggiare la carne su un piano di lavoro e praticarle con un coltello affilato un taglio profondo al centro sino ad arrivare a 1 cm dai bordi. Riempire con il composto preparato e richiudere l’apertura della carne con un ago e refe da cucina. In un tegame con il rametto di rosmarino, 2 cucchiai d’olio e 30 gr di burro caldi, appoggiare la tasca e farla rosolare da entrambi i lati, bagnare con ½ bicchiere di vino bianco. Coprire, abbassare il calore e fare cuocere per circa 30 minuti girandola ogni tanto e bagnandola con poca acqua calda in caso di necessità. Verso fine cottura, salare e pepare.


Tacchino ripieno alle Prugne

Per 4 persone

1 fetta di fesa di tacchino di circa 500 gr, 120 gr di prosciutto di Praga tagliato a fette, 250 gr di prugne secche snocciolate, 2 mele rosse, un bicchiere di brodo vegetale, olio, sale e pepe.

Mettete le prugne a bagno in acqua tiepida per 15 minuti, poi strizzatele e tritatele grossolanamente. Sbucciate le mele e tagliatele a fettine sottili. Allargate la fetta di tacchino con il batticarne, salatela e pepatela, copritela col prosciutto affumicato a fette e disponetevi sopra le prugne e le mele. Arrotolate la fetta di tacchino e legatela bene con refe da cucina. In un tegame con 3 cucchiai d’olio, mettete il rotolo e rosolatelo bene da tutte le parti, bagnandolo con un bicchiere di brodo vegetale. Salate e pepate, fate cuocere a tegame coperto per 40 minuti.


martedì 1 ottobre 2013

Pensieri: Saluto




L’evento più affascinante che ti possa capitare consiste nel darti un traguardo e nel lottare per raggiungerlo.

M. Gramellini


Am0 - La - Natura

Buona serata a tutti!

Pensieri: Saluto



Ottobre

Un tempo, era d'estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d'autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell'anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t'inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch'è tutta una dolcissima agonia.
Vincenzo Cardarelli


Buona Giornata a tutti!

Lo Sapevate Che: Salute delle Ossa...


Mal di Schiena da Sigaretta

Il fumo, oltre ai molti danni più noti, indebolisce le ossa. I radicali liberi e le sostanze nocive contenute nella sigaretta, infatti, causano squilibri nel delicato circuito preposto a rinnovare le cellule ossee che vanno per perse, altera il quadro ormonale (il quale, a sua volta, influenza la densità ossea) e in definitiva, soprattutto nelle donne ma non solo, favorisce e accelera l’osteoporosi, aumentando il rischio di fratture. Ma anche si traduce in un peggioramento dei dolori lombari e in generale alla schiena.
La riprova giunge da uno studio in cui sono stati messi in relazione l’intensità del dolore alla colonna o alla gamba di oltre 6.700 per persone, che si sono rivolte per questo a uno specialista, con lo status di fumatore o di ex fumatore. Tra gli over 55 la percentuale di fumatori era pari all’8,9 per cento del totale, mentre tra chi aveva meno di 55 anni la stessa era superiore al 23,9 per cento.
Confrontando la gravità dei dolori ossei e articolari, gli autori, ortopedici  dell’Università di Rochestar, hanno visto sempre, in tutte le fasce d’età, che chi fuma soffre di dolori più intensi rispetto a chi non ha mai fumato o ha smesso da tempo e anche l’esito delle terapie specifiche è nettamente più lento e meno soddisfacente (spesso del tutto insoddisfacente) quando il paziente curato fuma.
Molti studi hanno poi dimostrato che smettere, a qualunque età (anche dopo la menopausa), fa bene alla densità ossea. Non è quindi mai troppo tardi, anche per quanto riguarda il rischio di fratture e di dolore alla schiena.
Agnese Codignola – L’Espresso – Scienze&Tecnologia – 3 Ottobre 2013


Lo Sapevate Che: Il Vetro Soffiato...


I Non Credenti E La Loro Coscienza

E’ solo ad essa che devono obbedire secondo quanto il papa ha indicato rispondendo a una delle mie domande.
E io condivido

La lettera che papa Francesco ja avuto la gentilezza di indirizzarmi rispondendo ad alcune domande che io gli avevo rivolto in due articoli pubblicati su “Repubblica”, ha suscitato un ampio dibattito che ha arricchito il dialogo tra credenti e non credenti, ponendo però un altro tema non meno importante: in che cosa credono i non credenti?
Il Papa ha dato già una sua risposta e una sua indicazione. Ha detto: debbono credere e obbedire alla loro coscienza.
Ho Riflettuto A Lungo sia su quella domanda che sulla risposta del Papa che perfettamente condivido. Lo faccio da molti anni ed ora vorrei esprimere su questa pagina le mie riflessioni, con una premessa però: ogni individuo ha un proprio pensiero e quindi una propria coscienza. Gli atei hanno un pensiero comune per quanto riguarda il suo aspetto negativo: non credono nella divinità trascendente, onnisciente, onnipotente. Ma differiscono nella positività; il rifiuto è uguale per tutti ed è il “no”; il “sì” invece differisce, ciascuno di loro (di noi) ha il proprio, il soggettivismo agisce su questo come su altri argomenti che chiamano in causa il pensiero.
Voltaire, tanto per fare l’esempio d’uno dei capofila del pensiero illuminista, credeva addirittura in un Creatore trascendente che aveva creato il mondo ma subito dopo si era ritirato per sempre dalle vicende alle quali il mondo e le creature che lo popolano sarebbero andati incontro. Era un “teista” Voltaire e non fu certo il solo nella storia delle idee. Lo furono anche Descartes, Leibniz, Kant. Hegel, Schelling e tutto l’idealismo, soprattutto nella sua variante romantica.
Non lo furono invece Diderot e d’Holbach e non lo furono Marx né Hobbles né Feurbach. Erano convinti che la materia fosse la base del mondo e della vita. Una materia la cui evoluzione era dominata in parte dal caso e in parte dalle leggi che operavano quando la natura avesse prodotto “forme”. In qualche modo precedevano Darwin, sebbene Darwin separasse nettamente la scienza dalla religione.
Qui nasce un secondo problema: quello del rapporto tra religione e scienza. Procedono separatamente e non si influenzano reciprocamente, oppure sono in qualche modo collegate l’una con l’altra? E quando prendono vie diverse, quale delle due prevale sull’altra? Sono, come si vede, due belle domande: in che cosa crede l’ateo? Qual è il rapporto tra religione e scienza?
A Questo Punto tuttavia dobbiamo chiamare in causa altri pensatori che hanno marcato anch’essi – oltre quelli già citati – la storia delle idee: i presocratici, Democrito, Lucrezio e le filosofie orientali, il buddismo, e il taoismo. E anche Copernico e Galileo.
Questi ultimi due non si pongono il tema generale del rapporto tra scienza e religione, ma agiscono su un terreno volutamente limitato: correggono la religione tutte le volte in cui la sua narrazione del mondo entra in contatto con la realtà scientifica: non è la terra il centro del nostro sistema bensì il sole e i pianeti girano intorno a lui; ogni stella è un sole e i pianeti vivono di luce riflessa.
I presocratici  - ma anche le filosofie orientali – pongono l’essere come base e tessuto dell’universo e gli enti come le specifiche forme che l’essere assume. Esiodo descrive l’essere come il caos dal quale le forme emergono per tocco divino. Per Parmenide l’essere sta, per Eraclito l’essere diviene, per Empedocle l’essere è formato dai quattro elementi che dominano il mondo e cioè l’aria, l’acqua, il fuoco, la terra.
Dio è forse l’essere e le creature ne sono gli enti? Per certi aspetti questo è il pensiero di Heidegger, ma non quello di Schopenhauer e soprattutto di Nietzsche.
In questa appena accennata rassegna di non credenti o semi-credenti o credenti in “qualche cosa” che non si riesce a precisare ma che comunque c’è, il mio pensiero è, ovviamente, una scheggia infima ma comunque vale la pena che lo esprima o, se volete, mi fa piacere dirlo.
Io penso che l’essere altro non sia che il caos il quale tutto contiene: materia energetica, campi elettromagnetici, il tutto privo di leggi e di forma, al di fuori di tempo e di spazio.
Si può dire che il caos è Dio? Certo, si puù dire, ma dà alle nostre menti un’idea di Dio forse mai pensata. Se le parole hanno un senso e se la parola Dio ha finora significato una forza ordinatrice, intelligente e creativa di specifiche forme e di specifiche leggi, questo non può essere identificato con il caos.
Io credo nel caos, non solo originario ma permanente e in perenne divenire. Se il “Big Bang” ipotizzato dalla scienza si è in realtà verificato, esso deve dunque partire dal caos. L’energia che esso contiene ad un certo punto esplode e il caos dopo quell’esplosione genera forme. Passano alcuni milioni di “nano-secondi” e il caos si riversa interamente nelle forme, ogni forma ha le sue leggi ma il caos resta dentro ciascuna di loro. L’essere sta (Parmenide) e al tempo stesso diviene (Eraclido).
Tutto ciò si può esprimere con una formula matematica? Einstein l’ha fatto. Si può esprimere con la fisica-chimica delle particelle elementari? La teoria dei “quanti” l’ha fatto.
Il Caos E’ Energia. Le forme , quando muoiono perché tutto ciò che ha un principio avrà sempre una fine, restituiscono la loro  energia all’intero creato.
Si può chiamare Dio l’energia? Certo si può con l’avvertenza che l’energia è immanente sta dentro tutte le forme e anima la vita e il caos che sta dentro di loro. “Deus sive natura” diceva Spinoza. Appunto.
Eugenio Scalfari – L’Espresso – 3 Ottobre 2013


Insalate particolari...



Insalata Murciana di Elis, ricetta della Murcia

Per 4 persone

gr 400 di patate, 3 uova sode, tonno una scatola da 160 gr, maionese casalinga. Per guarnire capperi, cipolline, carciofini, fette pomodoro, foglie basilico ecc. 

Tagliare le patate a dadini e farle bollire in acqua salata per 4 minuti, facendo attenzione che non si disfino. Scolarle e farle raffreddare. In una insalatiera tagliare le 3 uova a pezzetti, sminuzzare il tonno, unirlo e unire pure le patate, mescolare il tutto delicatamente unendo 4 cucchiai di maionese. Livellare la superficie e versarvi sopra 1 cm di maionese. Addobbare con capperi, cipolline, carciofini, fette di pomodoro, foglie di basilico e a piacimento anche peperoni tagliati a listerelle.


Maionese di Librada

1 uovo intero, 1 limone spremuto, un pizzico sale, 2 cucchiai da minestra di acqua, olio.


Col frullatore, frullare il tutto per 3 o 4 minuti aggiungendo contemporaneamente l’olio nella quantità che servirà. Regolare eventualmente il sale. 


Insalata di Bulgur nella Lattuga, ricetta Turca

Per 4 persone

350 gr di Bulgur (grano spezzato), 2 cucchiai di salsa di pomodoro condita con 1 cucchiaino di peperoncino piccante in polvere, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 2 pomodori maturi, una lattuga, 2 cipollotti tritati finemente, qualche foglia di menta tritata,limone, olio, sale.

Lavare accuratamente in un colino il grano spezzato sotto l’acqua corrente, cercando di eliminare le impurità residue. Scolarlo, metterlo in una casseruola capiente e ricoprirlo con acqua calda, lasciare riposare per mezz’ora. Nel mentre mettere in una ciotola la salsa condita col peperoncino il succo del limone, il prezzemolo, la menta, i cipollotti, mezzo bicchiere d’olio, un pizzico di sale. Mescolare bene. Lavare, togliere la buccia e i semi ai pomodori, ridurli a dadini e mescolarli delicatamente al bulgur,ben scolato e strizzato dall’acqua. Mescolare al grano il contenuto della ciotola, regolare di sale. Lavare e asciugare le foglie della lattuga. Sistemarle su un piatto da portata e mettervi nel centro l’insalata preparata.
Può essere anche servita anche su singoli piattini, con la stessa preparazione, accompagnando con un fresco aperitivo. 


Insalata di Mele con Salsa allo Yogurt

Per 4 persone

2 mele di qualità verde, un cuore di sedano, 1 vasetto di yogurt intero naturale, olio, succo di limone, sale, pepe nero.

Mettere in una ciotola lo yogurt, 2 cucchiai d’olio, 1 cucchiaio di succo di limone, salare leggermente, aggiungere un pizzico di pepe e mescolare delicatamente tutti gli ingredienti. Lavare le mele, tagliarle in due, detorsolarle e ridurle a fette non molto spesse. Irrorare le fette col succo di limone residuo. Togliere i filamenti al sedano, lavarlo, tagliarlo trasversalmente a lamelle sottili oppure a julienne, unirvi le fettine di mele, scolate del limone e condire con la salsa allo yogurt, cospargere con pepe nero macinato al momento e servire subito.