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venerdì 29 marzo 2013

Pensieri: Saluto

Primula 
Ph.Tony De Cono
Viaggiando attraverso le meraviglie della Natura

Buona serata a tutti!

Pensieri: Saluto

´*ღ*ჱܓ
Foto di Rifugio di Kim

Petali di Luce
Noi che si cercava un gettone per telefonare...
Il cellulare non esisteva...
Noi che si comprava della carta colorata per scrivere una lettera..altro che mail..
Noi che si ascoltava i 45 giri..altro che ipod...
Noi che non si aveva paura di uscire la sera...
... Noi che aspettavamo il carosello per andare a letto..
Noi che si giocava con barbie e coi lego..altro che play station..
Noi che con 100 lire compravamo tante caramelle..
Noi che al cinema andavamo solo per Natale..
Noi che la tv l'abbiamo vista in bianco e nero..altro che tv al plasma...
Noi che avevamo un diario segreto..altro che blog...
Noi che ci divertivamo con poco ma che per noi era veramente tutto.
Noi che i valori di una volta li portiamo nel cuore e nessuno mai ce li potrà far dimenticare...

Buon Venerdì Santo a tutti!

Lo Sapevate Che: La Natura...

….
Quando camminate o vi fermate nella natura, onorate quel regno essendo lì totalmente. Siate quieti. Guardate. Ascoltate. Osservate come ogni animale ed ogni pianta è completamente se stesso. Diversamente dagli esseri umani, le piante e gli animali non si sono divisi in due. Essi non vivono attraverso le immagini mentali di sé e in questo modo non hanno bisogno di preoccuparsi tentando di proteggere e di rinforzare quelle immagini. Il cerbiatto è sé stesso. La giunchiglia è sé stessa.

Ogni cosa in natura, non solo è in totale unione con sé stessa, ma anche con la totalità. Essa non si è separata dalla struttura del tutto, reclamando un’esistenza separata: “me” ed il resto dell’universo.

La contemplazione della natura vi può liberare da quel “me”, da quel gran piantagrane.
…
Eckhart Tolle – Parole dalla Quiete

Lo Sapevate Che: Usa e Getta....


 I Lavoratori Usa E Getta Nel Tempo Del Declino

I tre milioni di disoccupati dichiarati, più uno di non dichiarati. Quattro milioni di precari che stanno invecchiando. Migliaia di piccole imprese che chiudono ogni mese. Il tutto vuol dire milioni di vite ferite, compromesse, assediate da un futuro di disperazione.
….
Davanti a simile catastrofe, i dirigenti confindustriali ivi citati riescono a dire che l’Italia “è un Paese in cui è difficilissimo fare impresa”. Più che una dichiarazione di insipienza, è un’offesa alla memoria dei loro predecessori, sia nel privato che nel pubblico. Quelli che in meno di vent’anni fecero di un Paese semidistrutto dalla guerra, che ancora nel ’51 aveva più del 40 per cento di occupati in agricoltura, un grande paese industriale. Non era certo un Paese in cui fosse facile fare impresa. Non c’erano né operai né strade, né materie prime, né capitali. Ma quegli imprenditori inventarono la Vespa e la Lambretta, fabbricarono milioni di auto utilitarie e di elettrodomestici, mentre i dirigenti pubblici moltiplicavano per cinque la produzione di acciaio, costruivano flotte di magnifiche navi e si imponevano nel mondo tra le grandi sorelle del petrolio. Tutti insieme, crearono milioni di posti di lavoro stabile e decentemente retribuito. Si chiamavano, nel settore privato, Piaggio e Valletta, per citarne solo alcuni. Che avevano di fronte dirigenti pubblici ed economisti come Oscar Sinigaglia, Enrico Mattei, Pasquale Saraceno, Giuseppe Glisenti. Una generazione di grandi imprenditori e dirigenti, nel privato come nel pubblico, che non sembra aver lasciato nessun discendente. Non dimentichiamo che oggi c’è la crisi, si suole obiettare. E’ una realtà che nessuno può negare. Tuttavia, ad onta della crisi, non è che la produzione di auto e elettrodomestici, di navi e di abbigliamento di gamma alta nel mondo sia cessata. Prosegue più che mai, però, però non in Italia. Il peggio è che non sembra essere arrivato quasi nulla a sostituirlo. Çe medie e grandi imprese italiane non inventano quasi più nulla di realmente nuovo. Da decenni, non solo da quando c’è la crisi, spendono una miseria in ricerca e sviluppo, e in formazione. Gli impianti sono in media tra i più vecchi d’Europa. Le fabbriche qui e là ci sono ancora, ma fabbricano in prevalenza disoccupati e mal occupati.
Il degrado ormai macroscopico delle condizioni di lavoro incluso i modi in  cui lavoratori e lavoratrici sono etichettati come esuberi e buttati fuori da un giorno all’altro, nel modo americano che tanto piace ai riformisti nostrani, è il riflesso ultimo della mancata riproduzione sociale e culturale di una intera classe di imprenditori e di dirigenti pubblici. Con un certo numero di eccezioni, ovviamente, sennò saremmo ormai all’assalto dei forni. Ma piuttosto che piangere sulle supposte difficoltà di fare impresa in Italia, bisognerebbe cercare di capire perché gli imprenditori di vaglia – ma anche i dirigenti pubblici di comparabile livello – sono diventati così pochi, i capitali si dirigono preferibilmente verso impieghi improduttivi, i brevetti depositati in Italia e all’estero scarseggiano e hanno modesti contenuti tecnologici.
Se non si cercherà di fare qualcosa lungo questa strada, la pratica dei lavoratori e delle lavoratrici utilizzati come oggetti usa e getta, di cui qui si parla, continuerà a diffondersi ed a mortificare esistenze.
Luciano Gallino- Venerdì di Repubblica – 22-3-13

Venerdì Santo di Pesce!...


Branzino con Carciofi

Per 4 persone

4 filetti di branzino da 200 gr caduno, 6 carciofi, 2 spicchi d’aglio, succo e scorza di 1 limone, un ciuffo di prezzemolo, olio, sale, pepe.

Tagliare dai carciofi i gambi e sbucciarli sino alla parte tenera. Togliere le foglie esterne dure ai carciofi e le spine. Togliere il fieno interno. Tagliarli a spicchietti fini per il lungo e man mano metterli in acqua acidulata con succo di limone. Strofinare uno spicchio d’aglio sul fondo di una padella, mettere 2 cucchiai d’olio e far rosolare i carciofi ben sgocciolati, a fuoco dolce. Aggiungere un bicchierino di acqua calda, salare, pepare e lasciare cuocere per 15 minuti. In un’altra padella cuocere i filetti di branzino con un filo d’olio, sale e pepe. Tritare fine il prezzemolo, lo spicchio d’aglio e la scorza del limone. Togliere dal fuoco il pesce, metterlo in un piatto da portata con attorno i carciofi, profumandoli cospargendoli con il trito misto preparato. Servire subito.


Pescatrice al Cartoccio con Funghi

Per 4 persone

8 tranci di pescatrice dello spessore di 3 cm, 240 gr di funghi porcini surgelati, 2 spicchi d’aglio, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, una presa di timo secco, 1 limone, olio, sale e pepe.

Fate sgelare i funghi, dopodiché tagliateli a fette di 2 mm di spessore, nel senso della lunghezza e trasferiteli in una padella dove avrete fatto dorare in 4 cucchiai d’olio, 2 spicchi d’aglio tagliati a metà. Fateli cuocere a fuoco vivo per 3 minuti, salateli, distribuitevi sopra il prezzemolo tritato, il timo secco e togliete dal fuoco. Preparate 4 fogli grandi di carta da forno ed in ognuno mettete 2 tranci di pescatrice, salateli, profumateli con una macinata di pepe, irrorateli con un cucchiaino di succo di limone e un filo d’olio.. Suddividetevi intorno i funghi. Chiudete i cartocci e cuocete in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti


Trancia di Tonnetto alla Pizzaiola

Per 4 persone

4 fette da 120 gr di tonnetto, 300 gr di pomodori maturi, ½ cipolla, 2 spicchi d’aglio, 4 filetti di acciuga sotto sale, prezzemolo, origano, olio, sale, pepe.

Scottare i pomodori per qualche minuto in acqua bollente, pelarli, tritarli grossolanamente. In un tegame  fare appassire cipolla e aglio, tritati, in qualche cucchiaio d’olio, aggiungere le acciughe, diliscate e divise a pezzi, poco sale e pepe. Far cuocere per 5 minuti, unire origano e prezzemolo tritato. Su una griglia o padella antiaderente, far dorare i filetti di pesce dalle due parti. Adagiarli quindi nel tegame del sugo preparato, continuando la cottura per 8 minuti, e irrorandoli con il sugo di cottura.