Etichette

mercoledì 2 gennaio 2013

Lo Sapevate Che: Lupi e Cacciatori


Lupi, Cacciatori O Miniere
Chi Sta Decimando
Le Renne Di Natale?

Il Branco di Caribù del Labrador si è ridotto in Vent’anni da 900mila a 27.600 esemplari. Varie, e contrastanti, le ipotesi sulle cause del crollo. Un’indagine darà risposte entro il 2014

Nella tundra nord canadese, lungo il fiume George, vive da sempre il branco di renne più grande al mondo, che si sposta tra Labrador e Quebec, in cerca di cibo e clima più mite. Fino ai primi anni Novanta gli esemplari erano 900 mila. Ora, secondo gli ultimi dati del ministero delle Risorse naturali e della fauna canadese, che monitora questi animali con censimenti fotografici e radio collari, sono ridotti a 27.600 e la diminuzione più consistente è stata negli ultimi due anni.
Eppure i cosiddetti caribù del Nord America (Rongifer tarandus), che secondo la leggenda trainano la slitta di Babbo Natale, sono animali resistenti, capaci di sopravvivere a temperature rigidissime grazie al doppio strato di pelo, di muoversi al buio perché vedono fino all’ultravioletto e di percorrere anche tremila chilometri in poche settimane. Che cosa li sta decimando?
Il Biologo Steeve Còte della laval University di Quebec City, che da anni studia il branco, ritiene che sia messo a dura prova dai continui attacchi di orsi e lupi e dalla scarsa quantità di cibo offerta oggi dalla tundra. Secondo altri a dare il colpo di grazia sarebbe stata la caccia dei popoli indigeni del Sud Africa che utilizza le renne non solo per i trasporti, ma anche per la carne, il cuoio e il latte. Così, l’amministrazione del Quebec ha chiesto a Innu e Cree di contenere le uccisioni, riducendo la stagione di caccia nel Labrador da otto a tre mesi e consentendo a ogni residente di cacciare un animale anziché due.
La decisione è stata però subito contestata dall’organizzazione per la salvezza dei popoli indigeni Survival International, che ha sottolineato come, anche secondo  uno studio della Banca Mondiale, gli indigeni siano i migliori custodi dell’ambiente. Le renne sono un elemento centrale della cultura e della vita spirituale degli Innu e del Cree, che hanno convissuto con questi animali per 7500 anni senza mai compromettere la riproduzione.
Secondo le popolazioni indigene, responsabili del declino dei caribù sarebbero, al contrario, i programmi di sfruttamento intensivo del territorio: negli ultimi vent’anni sono state scavate miniere di ferro, costruite dighe e centrali idroelettriche che hanno interrotto i percorsi migratori degli animali e inquinato i terreni nei quali cercano cibo. “Ora la Quest Minerals” ha detto George Rich, un anziano del popolo degli Innu, “Ha annunciato che costruirà una strada nel cuore delle zone di riproduzione del branco e dai siti di esplorazione è un via vai continuo di elicotteri e aerei”.
L’amministrazione di Labrador e Terranova ha ora deciso di approfondire e ha stanziato due milioni di dollari per uno studio che sarà finito entro il 2014: a quel punto si saprà chi minacci davvero le renne di Babbo Natale.
Sara Ficocelli – Venerdì di Repubblica 21-12-12

Lo Sapevate Che. "Mi Manda La Cosca"


C’è più mafia al Sud o al Nord?
Domanda sbagliata: c’è in tutti i posti
In cui la famiglia conta più del marito
E’ indiscutibile che la mafia è partita dal sud all’inizio del secolo scorso e ha invaso non solo il nord Italia ma anche paesi esteri. Che poi non sia la stessa mafia di allora, i cui componenti non sapevano neppure sillabare, è evidente. Nel frattempo si sono evoluti pure loro mandando i loro figli (ora operano i nipoti ancora più istruiti e raffinati) a studiare nelle migliori istituzioni scolastiche del pianeta, ed è evidente che li ritrovi attualmente con certificati di nascita non più in Bagheria o dell’altopiano della Sila ma di città del Nord Italia.
Che poi abbiano trovato terreno fertile tra i nordisti per la loro mancanza di etica e del senso dello Stato è altrettanto indiscutibile. Al nord, secondo me, la mafia non opera solo per cercare voti, ma per lottizzare la finanza e il territorio, i voti li prende al Sud, e con quelli arriva a Roma nei centri di potere. Il 21 ottobre 2012 Francesco Pelella (fpelella@live.it) ha scritto nel suo blog: “Secondo me Saviano, parlando della presenza della delinquenza organizzata al Nord, fa un errore di fondo: confonde la sicura presenza della mafia nel mondo degli appalti e dei rapporti con la politica con una presunta presenza capillare della stessa sul territorio. La mia opinione è che al Nord non ci sono (almeno per il momento) estorsioni a tappeto né omertà generalizzata; ma non c’è neanche una tale presenza della mafia sul territorio da garantire grosse quantità di voti ai politici. Inoltre Saviano non può negare che, almeno fino ad oggi, la criminalità organizzata è gestita, anche al Nord, soprattutto da meridionali d’origine” Da parte mia plaudo a Saviano, che comunque è un uomo, e perciò fallibile, per aver avuto il coraggio civile di tentare, dico, tentare di smascherare il nostro grave cancro, tutto italiano, rappresentato dalla mafia.
Fulvia Steardo – Chiavari


Non so che importanza abbia stabilire se oggi c’è più mafia al Sud o al Nord. A mio parere la mafia è solo la punta dell’iceberg di una cultura tutta italiana, dove la struttura della parentela ancora prevale si quella della cittadinanza. Se per trovare un lavoro è necessaria una raccomandazione, se per un avanzamento in carriera bisogna dare qualcosa in cambio, magari anche solo la sottomissione e l’acquiescenza, se per vincere un concorso universitario o un primariato in un ospedale occorre avere un padrino, se un politico che vince le elezioni comunali, provinciali, regionali, sceglie gli uomini a cui affidare gli incarichi in base alla loro appartenenza, se la meritocrazia in Italia è una parola vuota, per cui i migliori sono costretti ad andare all’estero, se questo è il tessuto sociale di noi italiani, la mafia è tanto al Sud quanto al Nord, e pensare di estirparla senza prima aver modificato questo tessuto sociale che ci caratterizza è un’impresa impossibile.
La parola “famiglia”, come suole chiamarsi l’associazione mafiosa, riproduce esattamente quella struttura della parentela dove si privilegiano i figli, i nipoti e i conoscenti ai meritevoli. E così il Paese degrada non solo perché la mafia in senso proprio crea un’economia illegale e violenta che fa concorrenza a quella legale, ma perché, e forse soprattutto, non sono le persone più meritevoli e capaci quelle che ricoprono posizioni di potere, ma amici, parenti e conoscenti.
Gli antichi Greci, già nel V secolo a.C. avevano capito che la legge della cittadinanza doveva prevalere sulla legge del sangue, perciò, come ci racconta Sofocle, Antigone venne condannata a morte per aver sepolto il fratello che aveva tradito la città quando la legge lo impediva. Dopo 2.500 anni noi questa lezione non l’abbiamo ancora imparata.
A proposito poi di Roberto Saviano si possono fare tutte le puntualizzazioni che si ritengono opportune, ma la cosa più importante è chiedersi se dobbiamo considerare “civile” un Paese che costringe un giovane scrittore, poco più che trentenne, a vivere segregato e scortato e quindi privato della sua libertà. E poi ci scandalizziamo se i musulmani hanno emesso una fatwa che prevede la condanna a morte del romanziere Salman Rushdie. La condizione di Saviano non è molto differente e questo va ricordato a quanti (non dico di lei e di chi le ha scritto quel testo riportato nella sua lettera) storcono il naso quando sentono i suoi discorsi. Così facendo concorrono a diradare il consenso intorno alla sua figura, che è poi la condizione più favorevole perché la mafia possa mandare a segno i suoi propositi.
Umberto Galimberti – Donna di Repubblica – 8-12-12
 

Qualcosa di...Leggerino?...


Minestra di Patate e Pasta

Per 4 persone

280 gr di spaghetti, 250 gr di patate, 3 spicchi d’aglio, 2 peperoncini piccanti, prezzemolo tritato, 60 gr di parmigiano grattugiato, olio, sale, pepe.

Sbucciare le patate, tagliarle a cubetti e farle lessare in una casseruola in acqua salata. Quando saranno tenere, aggiungere gli spaghetti e portare a cottura. In un padellino, far rosolare in 3 cucchiai d’olio gli spicchi di aglio tritati con i peperoncini. Unire il tutto nella casseruola con la pasta. Scolare il tutto e far saltare in padella per qualche minuto. Prima di servire cospargere con parmigiano e prezzemolo.


Minestrone Light, alla Milanese

Per 4 persone
8 foglie di cavolo, 2 cipolle bianche, 3 carote, 3 patate, 2 gambi di sedano, 3 zucchine,
5 asparagi ( a piacere ), 150 gr di piselli sgranati, 100 gr di fagioli lessati a parte, 2 pomodori maturi, 120 gr di riso da minestra, 100 gr di pancetta a dadini, 1 bicchiere di bino bianco secco, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 80 gr di parmigiano grattugiato, olio, sale, pepe.
Pulire, lavare e tagliare a dadini le foglie di verza, le cipolle, le carote, le patate, il sedano e le zucchine. Ridurre a tocchetti anche gli asparagi, lasciando le punte di 2 cm. In una casseruola capiente, portare a bollore 2 lt di acqua e sbollentare separatamente le verdure per 2 minuti. Poi passarle per 4 minuti in una ciotole piena di acqua ghiacciata, scolandole poi definitivamente. A parte lessare al dente il riso, ben sciacquato preventivamente. Scolarlo e tenerlo al caldo. In una padella antiaderente fare rosolare la pancetta, senza grassi, bagnare col vino bianco e lasciare sfumare. Passare il tutto da un colino, onde scolare il grasso della pancetta. Riprendere l’acqua di cottura delle verdure e farla bollire sin quando sia ridotta circa a 1 lt. Unirvi le verdure, i pomodori pelati e ridotti a tocchettini, la pancetta e quando la massa riprende il bollore, far bollire ancora per 5 minuti, unendo anche i fagioli già cotti. Regolare di sale e pepe. Lasciare intiepidire e unire il riso, il prezzemolo tritato, il parmigiano grattugiato, 1 filo di olio. Servire in zuppiera riscaldata.


Zuppa di Porri e Zucca

Per 6 persone

900 gr di zucca privata della scorza e dei semi, 1 porro, un pizzico di zafferano in stimmi, 1 lt di brodo vegetale, 1 foglia d’alloro, una baguette, 60 gr di formaggio Brie, burro, sale.

Fate sciogliere 40 gr di burro in una casseruola, unite lo zafferano e il porro tagliato a fettine. Fate rosolare a fuoco medio per 5 minuti. Aggiungete la polpa di zucca tagliata a dadini, mescolate, coprite e cuocete ancora a fuoco lento per 10 minuti, finchè la zucca si sarà ammorbidita. Unite 1 lt di brodo vegetale bollente e la foglia d’alloro, coprite e proseguite la cottura per 30 minuti. Eliminate la foglia d’alloro, frullate il tutto con un mixer e servite la zuppa calda, accompagnata con fette di baguette tostate sotto il grill e fettine sottilissime di formaggio Brie.

martedì 1 gennaio 2013

Pensieri: Saluto



"Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice". (Madre Teresa di Calcutta)
.. che sia il buon proposito per il 2013.. AUGURI A VOI...
Foto di Vangelogiovane

Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice". (Madre Teresa di Calcutta)
.. che sia il buon proposito per il 2013.. AUGURI A VOI...
Buona serata a tutti!

Pensieri: Saluto


passa il mouse quì ---> @[129151603791098:274:cristallo di cuore] si apre una finestra e clicca su MI PIACE grazie di ♥
Critallo di Cuore

Buon Anno, Amici
Tante cose belle, ogni giorno, per tutti i 365 giorni dell’anno 2013!
Ma l’augurio che vi faccio, a Voi e a me, è che in questo breve volger di tempo, troviamo ogni tanto la capacità di fermarci, di restar soli, di guardare dentro di noi.
Rinchiudersi troppo nel proprio io, snatura d’altronde la nostra personalità: un giusto compromesso fra queste due esigenze è pertanto il segreto per vivere serenamente.
E’ una ricetta unica, non esiste cari-gentili amici!, ciascuno ha in sé la propria, l’importante è trovarla! Auguri!

Carla Cassinelli Bianco

Lo Sapevate Che: Il Sale Della Vita


….

Non ho ancora finito? No!
…. Fischiare con un filo d’erba teso tra le dita e le labbra,
stare tra le coperte ad ascoltare la pendola Westminster nella cucina di Bodélio che batte ogni quarto d’ora un ritornello sempre più lungo, sentire in lontananza il sibilo della “vacca” di Moelan-sur-Mer, che è una boa sonora al largo della costa nebbiosa, vedere un tumultuoso stampede in un western, accarezzare la pelle morbida e rugosa delle mani di una signora anziana, chiamare vostra madre con un vezzeggiativo, vostra figlia “tesoro” e vostro marito “amore” e sentire che non sono parole di circostanza, cenare ai Bons Enfants in un cortiletto interno, assaporare l’umorismo di un apologo rabbinico, cantare Quand on s’promène au bord de l’eau all’unisono con Jean Gabin, conoscere la pronuncia esatta di Cunlhat (è il nome di un paesino in Alvernia), aprire una lettera con il cuore che martella, trovarsi all’aperto quando il diavolo fa l’amore (what? Chiedo venia, è un proverbio: “quando piove con il sole…), sapere che domani pioverà osservando i raggi del sole al tramonto, apostrofare un adolescente in tono solenne dandogli del “signore”, ascoltare la voce mielosa di Rina Ketty che aspetta il ritorno dell’amato quando canta J’attendrai e quella piccante di Mireille in Ce petit chemin (“quel bel sentierino…/ che profuma di nocciola”), cadere in estasi di fronte a un colore azzeccatissimo, saltellare ascoltando Charles Trenet e sbirciare le gambe delle ragazze in altalena come Yves Montald quando canta Une demoiselle sur une blançoire, sentire un tuffo al cuore la prima volta che chiamate per nome un vostro idolo che vi ha pregato di darli del tu,
…….
Françoise Héritier – Il Sale Della Vita

Pensando al Dopo Pranzo o Dopo Cena....

Caffè alla Turca

Per 1 persona
Un cucchiaio e mezzo di caffè, 1 tazzina d’acqua, 2 cucchiaini di zucchero.
La miscela del caffè deve essere macinata finissima. Per ogni persona mettere in un pentolino ( se non avete l’apposito recipiente IBRIK ) il caffè, l’acqua e lo zucchero, su fiamma dolce e attendere che la miscela prenda il bollore, formando sulla superficie una schiuma densa. Togliere il tegamino dal fuoco e attendere che la schiuma si abbassi, poi rimettere sul fuoco. Ripetere questa operazione per 3 volte. Prelevare la crema che si sarà formata e distribuirla sul fondo di ciascuna tazzina. Molto delicatamente, versarvi sopra il caffè. Prima di degustare, attendere che la crema risalga la superficie, e permettere alla polvere di depositarsi al fondo delle tazze.


Punch al Mandarino

Per una persona
Mettete sul fuoco 4 cucchiai d’acqua, il succo di un mandarino, un pezzetto di noce moscata e un cucchiaino si zucchero. Scaldate mescolando, quando raggiunge il bollore, versate il tutto in un bicchiere da punch e unite 4 o 5 cucchiai di liquore al mandarino. Servite subito.


Punch all'Arancio

Per 4 persone
4 tazze di tè, 100 gr di zucchero semolato, 3 arance non trattate, il succo di altre 2, un bicchierino di Rum.
Versare il tè in una caraffa o in una zuppiera ampia, aggiungere lo zucchero, la polpa e il succo delle arance. Unire il rum e mescolare. Servire ponendo in ogni bicchiere un po’ di polpa delle arance.


Grog

Per una persona
Scaldate  su fiamma bassa 2 cucchiai di rum e 2 cucchiai di cognac, unite un chiodo di garofano, un pezzettino di burro e un cucchiaino di zucchero, 2 cucchiaini di succo di limone e un pezzo di scorza. Mescolate, aggiungete 4 cucchiai d’acqua bollente, girate e servite.