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martedì 2 ottobre 2012

Lo Sapevate che: ...Parlare al Cuore....


Professori Parlate Al Cuore

Bisogna evitare che i giovani a scuola si sentano stranieri nella propria vita

Sono un’insegnante da poco tornata a sedere “in cattedra”, di fronte ai “miei ragazzi”: Molti di loro li conosco bene perché sono i miei alunni da quattro anni, altri un po’ meno bene, perché più piccoli, ma tutti sono accumunati da uno sguardo che mi ha sempre incuriosito per la loro grande volontà di imparare.
Sembrerà strano che un’insegnante dica così, perché noi ci lamentiamo sempre della scarsa volontà degli studenti, della poca attenzione ai nostri discorsi. In realtà, loro sono molto attenti, ma le nostre parole le sentono lontane e distaccate dalla loro realtà e allora non possono far altro che distrarsi e rifugiarsi in un mondo del tutto personale.
C’è da chiedersi perché molti di noi non sono in grado di avvicinarsi a loro, di compenetrarsi nei loro disagi, di commuoversi per le loro emozioni, di gioire per i loro successi. Credo che il motivo sia abbastanza ovvio: sono molto ignoranti, nel senso che ignorano che per far avvicinare un ragazzo alla cultura serve entrare in sintonia con il loro cuore. Non lo fanno con cattiveria, ma proprio non sanno cosa significa entrare in sintonia con qualcuno, neanche con i colleghi, con i genitori dei propri alunni, con i collaboratori scolastici, con nessuno. Avrebbero bisogno di fare dei “corsi di recupero”  per imparare a rapportarsi agli altri senza sentirsi al di sopra di tutti ed essere disponibili ad imparare dagli altri, anche da coloro cui dovrebbero insegnare. Un nuovo anno scolastico comincia, ma i problemi sono sempre gli stessi e, se possibile, sempre più gravi, perché in molti di noi c’è la certezza che il nostro operato sia ineccepibile e non sia responsabile dell’ignoranza delle nozioni dei nostri alunni.
Lettera firmata.

In cattedra si sale per impartire un’istruzione, ma lei aggiunge ai “miei ragazzi”. E in questo aggettivo possessivo c’è già quel riferimento affettivo, a cui la sua lettera allude come alla condizione essenziale perché l’istruzione possa essere efficace.
L’elemento affettivo fa la differenza tra “istruzione” ed “educazione” perché, a differenza dell’istruzione, l’educazione prevede anche la cura dell’emotività dello studente, in quella stagione adolescenziale dove i fattori emotivi sono non solo più potenti di quelli intellettuali, ma soprattutto la mente non si dischiude se non si apre quello che lei chiama il “cuore2.
Già Platone avvertiva che non si apprende se non per via erotica e ciascuno di noi può aver sperimentato che le materie che più ci interessavano erano quelle impartite da professori che ci avevano affascinato e che avevano coinvolto la nostra emotività. Attraverso questo coinvolgimento, i ragazzi costruiscono la loro identità, che è poi il sentimento che uno ha di sé, base della propria autostima, senza la quale non c’è impegno, non c’è interesse, non c’è motivazione. E di conseguenza non c’è apprendimento.
Ma quanti sono i professori che si preoccupano del coinvolgimento emotivo dei loro studenti? E sappiano condurli dall’impulso (che ci è dato per natura, e che si esprime con azioni e reazioni irriflesse e talvolta violente come nel caso del bullismo), all’emozione spesso spenta nei nostri ragazzi, che non di rado appaiono indifferenti ad ogni evento? Senza una partecipazione emotiva non si accede al sentimento che, come l’umanità ha sempre saputo, non è un dato di “natura” ma di “cultura”. Per questo in ogni tempo e in ogni luogo si è provveduto, con racconti mitici e oggi letterari,  a segnalare cos’è l’amore, il dolore, la noia, la disperazione, l’entusiasmo, la gioia. Infatti solo quando si conoscono i nomi e o percorsi di quanto si agita nel nostro cuore, è possibile evitare l’angoscia che sempre accompagna i turbamenti emotivi, così frequenti e intensi nell’adolescenza, soprattutto quando restano sconosciuti e, in quanto sconosciuti, ingestibili.
Senza questa cura per la formazione del sentimento, che è la via d’accesso all’apertura della mente, l’istruzione non arriva al cuore e perciò non diventa processo formativo, così importante in quell’età incerta e faticosa che è l’adolescenza, dove la comparsa della sessualità chiede, come ci insegna Freud, il duro lavoro di una riformulazione della propria visione del mondo, e dove la formazione della persona non solo è più importante delle competenze che si possono acquisire, ma è anche la condizione per cui si possono acquisire.
Umberto Galimberti – Donna di Repubblica – 29-9-12

Delizia del Palato!


Plum-cake in Salsa al Macchia

Per 4 persone

4 cucchiai di burro, 4 cucchiai di zucchero semolato, 2 uova, 1 cucchiaio di graniglia di mandorle e pistacchi, 1 bicchiere di farina, 6 albicocche secche, 1 bustina di lievito per dolci. Per la salsa: 1 cucchiaio di tè di macchia, 50 gr di cioccolato bianco, 1 cucchiaino di farina.

In una terrina battere con una frusta il burro prima tenuto a temperatura ambiente assieme allo zucchero semolato. Continuare a battere e aggiungere prima un uovo e poi la metà della farina. Quando il composto sarà ben amalgamato, aggiungere anche l’altro uovo, la restante farina, la graniglia e la frutta secca. Mescolare energicamente. Infine unire il lievito sciolto in poco latte e fare cuocere in forno preriscaldato a 180° per ¾ d’ora. Per la salsa: fare un infuso forte di tè verde maccha in una tazza d’acqua, lasciare intiepidire e aggiungervi il cioccolato fuso e la farina stemperandola bene. Portare per poco a bollore finchè la salsa non si addensa, spegnere la fiamma e lasciare raffreddare a temperatura ambiente, mescolandola ogni tanto. Servire il plum-cake a fette su un letto di salsa.

Speciale Pesce!


Filetti di Pagello al Cartoccio

Per 4 persone

4 filetti di pagello, 4 cucchiai di succo di limone, 8 champignon, 2 cipollotti, 2 cucchiai di mandorle a scaglie, 2 pomodori maturi, maggiorana, 50 gr di burro, sale e pepe.

Tritate i cipollotti, pulite gli champignon e affettateli finemente, pelate i pomodori e riduceteli a pezzi. Riscaldate il forno a 200°. Tagliate 4 fogli d’alluminio, ungeteli con il burro e sistematevi sopra i filetti di pagello. Cospargeteli con il succo di limone, un pizzico di maggiorana e di pepe, salate poco. Distribuitevi le fettine di funghi, le mandorle a scaglie, il trito di cipollotti, i pomodori a pezzi, salateli, pepateli un po’ e uniteci a dadini il residuo burro. Richiudete i fogli d’alluminio, disponeteli su una teglia e infornateli per 12 minuti.

Sfogliata di Salmone e Crescenza

Per 4 persone

2 dischi di pasta sfoglia rotonda fresca, 150 gr di salmone affumicato affettato, 100 gr di crescenza, 6 foglie di radicchio di Treviso, 1 cucchiaino di erba cipollina secca, 2 cucchiaini di succo di limone, pepe nero.

In una pirofila rotonda, imburrata ed infarinata, stendete un disco di pasta sfoglia, distribuitevi sopra 150 gr di salmone affumicato ridotto a listerelle, il formaggio crescenza a fettine e le foglie di radicchio a striscioline. Distribuite su tutto il cucchiaino di erba cipollina , i cucchiaini di succo di limone e una bella macinata di pepe nero. Coprite con l’altro disco di pasta, sigillando i bordi e fermando la pasta arrotolata interna al bordo. Mettere in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti. Servire tiepido.
 

lunedì 1 ottobre 2012

Pensieri: Saluto


Arriverà?....Buon pomeriggio a tutti!

Pensieri: Saluto



Felice settimana!

Lo Sapevate Che: L'Insondabile Mistero.....


L’Insondabile Mistero
Del Signor BreiviK

“Buttiamo via la chiave” si legge sui blog a proposito di Anders Behring Breivik, l’autore della strage di Utoya che, due settimane fa, è stato condannato a 21 anni da un tribunale norvegese. Poiché Breivik era stato colto sul fatto (aveva chiamato egli stesso la polizia) ed era reo confesso – anzi, al processo si è detto rammaricato di non essere riuscito ad uccidere più di 77 persone – il suo ruolo non è mai stato in dubbio.
Il dilemma dei giudici era un altro: decidere se fosse pazzo oppure no. Le due perizie psichiatriche effettutate affermavano l’una una cosa, e l’altra un’altra. Alla fine la corte ha stabilito che Anders Behring Breivik è sano di mente. Assistendo a Oslo alla giornata finale del processo, speravo di capire qualcosa di più dall’osservazione ravvicinata di quell’uomo. Ma da questo punto di vista il viaggio è stato, com’era prevedibile, inutile.
Quel volto inespressivo, vagamente effeminato, non ha lasciato intravedere nulla degli insondabili abissi dell’animo umano.
Anders Behring Breivik si è portato il suo mistero con sé, nella cella dove adesso è rinchiuso.
Ma anche se quella porta non si riaprirà più, il caso non è chiuso. Noi, che un anno fa apprendemmo con sgomento la notizia del massacro, continueremo a chiederci, senza trovare risposta, come sia stato possibile che una mente razionale abbia concepito quello che Breivik ha fatto.
Pietro Veronese – Venerdì di Repubblica – 7-9-12

Salutiamo la Settimana con la Verdura!


Gratin di Verdure Al Forno

Per 6 persone

600 gr di patate a pasta gialla, 600 gr di sedano rapa, 600 gr di carote, 150 gr di groviera grattugiato, 2 spicchi d’aglio, 1 scalogno, ½ cucchiaino di rafano, 30 gr di burro fuso, brodo vegetale o di carne, pangrattato, sale, pepe nero da macinare. Fiocchetti di burro per guarnire.

Lavare e pelare le patate, il sedano e le carote. Tritare finemente lo scalogno e gli spicchi d’aglio. Tagliare le verdure a fettine utilizzando la mandolina per ottenere fette dello stesso spessore. Tenere da parte 2 cucchiai di formaggio e mischiare il residuo con l’aglio, la cipolla e il ½ cucchiaino di rafano. Imburrare col burro fuso una teglia rettangolare che possa contenere le verdure. Disporvi uno strato di patate, uno di sedano rapa, uno di carote. Cospargere ogni strato con sale e pepe appena macinato e un pizzico del composto a base di formaggio e gusti. Terminare con uno strato di patate, irrorare con 2 bicchieri di brodo. Cospargere la superficie con il pangrattato mischiato al formaggio grattugiato. Cospargere con qualche fiocchetto di burro. Fare cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti, finchè la superficie risulti gratinata.



Strudel di Verdure e Riso

Per 12 persone

Per la pasta dello strudel: 300 gr di farina, 3 cucchiai d’olio, 2 uova, sale.

Per il ripieno: 350 gr di cipolle, 300 gr di zucchine, 200 di riso da risotti, 2 carote, 1 cima di broccolo, 150 gr di fontina, 1 bustina di zafferano, alloro, chiodi di garofano, burro, brodo vegetale, olio, sale.

Impastare la farina con l’olio, le uova, un pizzico di sale e 100 gr di acqua. Lavorare a lungo. Far riposare la pasta, coperta con un canovaccio, al caldo. Affettare le cipolle, farle soffriggere in una padella con 2 cucchiai d’olio, unire le zucchine a rondelle, le carote a fettine sottili. Salare e lasciare raffreddare. Soffriggere il riso con 2 cucchiai d’olio, una foglia d’alloro, 3 chiodi di garofano. Salare, unire 400 gr di brodo vegetale, lo zafferano sciolto in poco brodo, e far cuocere senza mescolare per 12 minuti. Fare raffreddare. Stendere la pasta in una sfoglia sottile, allargarla su un canovaccio, cospargerla con il riso freddo, le verdure, la fontina a dadini o a fettine sottilissime e avvolgere tutto nella pasta. Arrotolare lo strudel, sistemarlo su una placca coperta da carta da forno, spennellandolo di burro fuso. Farlo cuocere in forno preriscaldato a 200° per 45 minuti.