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mercoledì 22 agosto 2012

Pensieri: Saluto




Felice giornata a tutti!

Lo Sapevate Che: In Ricordo Di Gigino


In Ricordo Di Gigino,
Eroe Della Lotta
Contro La Discarica

“Non sarà una sigaretta ad uccidermi!” diceva Gigino
Un anno e mezzo fa, mentre l’aria intorno a lui,
per colmo dei colmi, si faceva improvvisamente migliore proprio grazie a quell’occasionale vizio.
Perché, se la sorte ha fatto sì che la casa che ti sei comprato nel 1999 per godere ogni giorno del patrimonio Unesco del Vesuvio sia diventata l’ultimo casello prima di accedere alla discarica della Cava Sari, ormai sei abituato a respirare ben altro.
Gigino, che tutti chiamavano Maestro o Compagno, nei giorni in cui Terzigno e Boscoreale finirono nei talk show per i camion bruciati, era il leader più pacifico e rispettato che rivolta di popolo potesse avere. Alla Cava Sari, funesta responsabile della contaminazione di uomini, animali, piante e raccolti della zona, il governo stava infatti affiancando la Cava Vitiello, “la più grande discarica d’Europa”.
Per Gigino, come per molti altri uomini e donne del territorio, divenne necessario passare giorni e notti al freddo del presidio permanente di una rotonda, sotto lo sguardo e il manganello vigile e poco solidale di forze dell’ordine straordinariamente presenti.
In quei giorni Gigino mi fece da guida. Lui, che nella Cava Sari praticamente ci abitava, mi portò al centro esatto della vergogna. Armato solo di inevitabile cinismo e sarcastica passione, mi raccontava e mostrava la fine colposa di un territorio unico per storia e fertilità, e di quando prima di me ci aveva portato giornalisti di Al Jazeera che, al cospetto di tanta mondezza reale e morale, gli avevano detto:” E il Terzo mondo saremmo noi?”.
Quella frase gli era rimasta in testa, Al Jazeera per lui era modello e deriva al tempo stesso, anche perché il fatto di esser costretto a comprare i broccoletti “di Al Jazeera”, invece di quelli buoni ma contaminati della sua terra, non gli andava giù.
Sarebbe bello, visto che nessuno in Italia lo farà mai, che Al Jazeera trovasse il modo di ricordare Gigino, eroe italiano. Lui ne avrebbe riso di gusto.
Diego Bianchi – Venerdì di Repubblica 10-8-12

Squisiti Piatti Unici...


Spaghetti Alla Carbonara Con Uova e Zucchine

Per 4 persone

350 gr di spaghetti, 6 zucchine piccole, 1 spicchio d’aglio, 1 cipolla, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 tuorlo d’uovo, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, 30 gr di burro, 4 cucchiai di olio evo.

Lavare le zucchine e tagliarle a rondelle. Fare soffriggere aglio e cipolla tagliati finemente, quindi unire le zucchine e fare cuocere per 15 minuti. Aggiungere il prezzemolo e salare. Fare cuocere gli spaghetti al dente in abbondante acqua in ebollizione. Preparare nel mentre una zuppiera da portata dove sbatterete il tuorlo con il parmigiano, unire il burro e gli spaghetti scolati, le zucchine calde preparate. Mescolare velocemente e servire subito.


Pappardello, Pollo, Funghi, Spek

Per 4 persone

250 gr di pappardelle fresche, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 120 gr di spek, 200 gr di petto di pollo, ½ bicchiere di vino rosso, 500 gr di pomodori, 2 cucchiai di erbe miste (basilico, mentuccia, prezzemolo, rosmarino),  2 etti circa di funghi porcini ( 2 funghi), una presa di timo, 60 gr di parmigiano grattugiato, olio evo, sale, pepe.

Tritate una cipolla con due spicchi d’aglio e fateli appassire in un tegame con 4 cucchiai d’olio, poi unitevi 120 gr. di spek e 200 gr di petto di pollo, tagliati a filetti sottili; mescolate e fate insaporire a fuoco medio per 4-5 minuti. Spruzzate con mezzo bicchiere di vino rosso, fatelo evaporare, unite 500 gr di pomodori pelati sgocciolati e tritati grossolanamente, salate e pepate. Cuocete per 40 minuti, unendo, se occorre, un po’ d’acqua calda. Poi aggiungete 2 cucchiai di erbe miste tritate e continuate a cuocere ancora per 15 minuti. Nel frattempo tagliate a fettine due funghi porcini e fateli rosolare in una padella con 3 cucchiai d’olio e una presa di timo. Lessate al dente 250 gr di pappardelle all’uovo, scolatele, trasferitele in una ciotola, conditele con il sugo di pomodoro, poi unite i funghi e 4 cucchiai di parmigiano.

martedì 21 agosto 2012

Pensieri: Saluto




Buona giornata a tutti!

Pensieri: Saluto


"La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore". 

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- Voltaire

Fa Caldo!.....

Lo Sapevate Che: I Nomi Del Meteo....


I Nomi Del Meteo
Fantasmi Di Paura

Se Caronte ha incendiato l’Italia con i suoi spiriti bollenti, è arrivata
Circe a raffreddarli. Da un po’ di tempo le ondate di caldo e le perturbazioni hanno nomi sempre più classici. Scipione, Minosse, Virgilio e siamo solo all’inizio. Anche perché la mitologia è un pozzo senza fondo. Ha cominciato un noto sito meteo italiano a battezzare così cicloni e anticicloni. Niente a che vedere con gli americani  Katrina, Igor, Paloma, Wilma . Appellativi ordinary people, da Paese a corto di storia. E’ solo una moda mediatica? Sì, ma una moda che lascia affiorare un’inquietudine diffusa di fronte ai cambiamenti climatici. La stessa che una volta portava gli uomini a personificare venti, tempeste maremoti in divinità. Come Eolo, Tifone, Borea, Cariddi
In realtà queste paure sono molto più antiche del buco dell’ozono. Al punto che Platone,  ben 2500 anni fa, se la prendeva con i suoi concittadini che, di fronte ad un caldo eccessivo e prolungato, pensavano che il carro del sole avesse sbagliato strada e stesse per investire la terra trasformandola in un deserto senza vita. Dimenticando tutte le siccità e le ondate di caldo che già in passato avevano colpito l’Ellade. Proprio come facciamo noi ogni anno, quando pensiamo  di vivere l’estate più torrida di sempre. La differenza è che nei nomi degli antichi  si nascondeva una teologia ambientale. Nei nostri un senso di colpa ecologico. Il fantasma delle nostre paure.
Marino Niola – Venerdì di Repubblica – 10 – 8 - 12

Delizia Del Palato!


Crostata Con Crema Al Limone

Per 6 persone

200 gr di farina più quella della spianatoia, 100 gr di burro freddo + quello per lo stampo, 100 gr di zucchero semolato, 2 tuorli, 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiato ( o un pizzico di vanillina), sale.

Per la farcitura: 3 limoni dolci, 2 uova, 200 gr di zucchero semolato, 80 gr di burro, 60 gr di Pan di Spagna o biscotti secchi, zucchero a velo.

Formare una fontana con la farina e mettere al centro il burro ridotto a pezzettini, lo zucchero, un pizzico di sale, le uova e la scorza del limone (se si usa la vanillina mischiarla con la farina). Impastare con la punta delle dita incorporando man mano la farina fino ad ottenere delle grosse briciole. Lavorare velocemente l’impasto senza troppa forza (altrimenti diventa elastico e durante la cottura indurisce). Formare un panetto piatto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigorifero per 2 ore. Stendere la frolla appoggiandola sulla spianatoia infarinata e tirarla con mattarello dal centro verso l’esterno staccandola spesso dal piano e rigirandola fino ad ottenere una sfoglia di non più di ½ centimetro. Imburrare lo stampo. Avvolgere la pasta sul mattarello e svolgerla sullo stampo. Farla aderire al fondo e ai bordi, passare sopra il mattarello per eliminare la parte che deborda e punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta. Ora si prepara la farcitura con la crema di limone: tagliare 1 limone a fettine sottili e degli altri grattugiare la scorza e spremerne il succo. Fondere il burro, aggiungere lo zucchero, il succo e la scorza dei limoni e le uova. Mescolare e fare addensare per 10 minuti. Coprire la frolla nello stampo con uno strato di Pan di Spagna (o di biscotti), versare sopra la crema e spargere le fettine di limone. Ricoprire con una grata fitta ricavata dagli avanzi di frolla con la rotella dentata. Mettere in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti. Sfornare, lasciarla riposare, sformarla e spolverizzarla con lo zucchero a velo.