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domenica 22 luglio 2012

Pensieri: Saluto



Buona domenica a tutti!

Lo Sapevate Che: L'Emilia...


L’Emilia “Resistente” Tra Filosofia E Osteria

Siamo un popolo resistente. Lo ha detto Michelina Borsari, anima del festival
Della Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, annunciando che dal 14 al 16 settembre, nonostante il terremoto, le piazze di quelle splendide città emiliane si riempiranno, anche quest’anno, di una bella umanità assetata di conoscenza e di intelligenza. La partecipazione come antidoto civile contro la rassegnazione.
Lo stesso antidoto che Giovanni Cuocci somministra da anni ai ragazzi di La Lucciola, una struttura di riabilitazione per giovani disabili che opera tra Stuffione di Ravarino e Bomporto, nella campagna modenese. La terapia è fatta di solidarietà e di lavoro in comune. Gli ospiti della comunità coltivano tipicità, gestiscono una deliziosa osteria, la Lanterna di Digione, e producono un pregiatissimo aceto balsamico.
Purtroppo il sisma ha gravemente danneggiato l’acetaia. Ma il popolo della Lucciola non ha fatto una piega. Ha stretto i denti ed è ripartito. Con uno slancio vitale più forte delle scosse.
“Siamo gente che non si fa abbattere facilmente” ha detto Cuocci facendo idealmente eco alla frase di Michelina Borsari. Lontani solo in apparenza, i due esempi rappresentano i fili forti di uno stesso tessuto comunitario. E’ l’Emilia generosa e fiduciosa, ospitale e solidale, che fa appello al cuore e alla mente di tutti noi.
E diventa il simbolo di un’Italia che resiste.
Marino Niola – Venerdì di Repubblica 6-.7 .-12

Se Ti Prendo....Per La Gola....


Bruschetta Marinara

Per 4 persone

8 fette di pane casereccio tostate, 300 gr di filetto di pesce spada, succo di limone, 200 gr di pomodori maturi e sodi, un gambo di sedano tenero, 1 scalogno, un ciuffo di prezzemolo, 15 olive nere snocciolate, olio, sale e pepe.

Lavare i pomodori e farli scottare in acqua in ebollizione, privarli della buccia e dei semi, tagliare la polpa a dadini, metterli in un colino per 15 minuti, a perdere l’acqua di vegetazione. Privare il sedano dei filamenti, lavarlo e tagliarlo a rondelle. Sbucciare lo scalogno, lavarlo e tagliarlo a rondelle sottili. Lavare il filetto di pesce spada e, con un coltello affilato, tagliarlo trasversalmente nel senso delle fibre, ottenendo fettine molto sottili. Versare 2 cucchiai di succo di limone in un piatto fondo, adagiarvi le fettine di pesce spada e irrorarle con il succo di un limone. Farle riposare in frigorifero per 30 minuti, coperte da pellicola. Rigirarle delicatamente 3 o 4 volte. Scolarle, metterle in una terrina, irrorarle con l’olio e farle riposare per altri 10 minuti, rigirandole un paio di volte. Aggiungervi i dadini di pomodoro, il sedano, le olive tagliate a rondelle e le rondelle di scalogno. Insaporire con un pizzico di sale e di pepe e cospargere con il prezzemolo, lavato e tritato finemente. Al momento di servire, distribuire il composto sulle fette di pane tostato.


Crepes Malsuka: Brik Con Carne e Uova

Per 12 malsuka

200 gr di semola di grano duro, 3 uova, olio. Per l’interno: 200 gr di carne di manzo tritata, 30 gr di parmigiano grattugiato, 3 uova, burro, olio, sale e pepe.

Sbattere poco le uova in una ciotola, incorporare la semola. Lasciare riposare per un’ora. Cuocere in padella antiaderente, oliata, le malsuka, che devono risultare sottilissime. Servono per confezionare i Brik:
Preparare i Brik: rassodare un uovo, freddarlo sotto l’acqua corrente e ridurlo a dadini. In una padella rosolare in un po’ di burro la carne tritata. Mettere la carne cotta in una terrina, mescolarvi l’uovo duro e le altre 2 uova sbattute preventivamente con parmigiano. Salare e pepare. Suddividere il composto nei malsuka, chiuderli a cilindro e friggerli in una padella con olio in ebollizione, dorandoli da tutte le parti.



Fagottini Al Granoturco

Per 4 persone

2 uova, gr 150 di farina, 6 dl di latte, gr 300 di grani di granoturco in scatola, gr 60 di parmigiano grattugiato, gr 200 di ricotta, 1 cipolla, la scorza grattugiata e il succo di 1 limone, 1 porro, finocchietto selvatico, 100 gr di burro, sale e pepe.

In una scodella, sbattete le uova con il sale, la farina e dl3 di latte, fino a ottenere una pastella liscia, poi fatela riposare in luogo tiepido per 30 minuti. In una padellino, fatevi dorare 30 gr di burro, quando sarà caldo, versatevi un mestolino di pastella, facendola spandere uniformemente sul fondo. Non appena la crepe sarà cotta da un lato, giratela dall’altro lato. Continuate fino a esaurimento della pastella. In una casseruola con 50 gr di burro, aggiungetevi la cipolla tritata, fatela rosolare, unitevi i chicchi di granoturco, scolati del liquido di vegetazione, salate e pepate. Aggiungete 50 gr di farina, mescolando. Togliete la casseruola dal fuoco e versatevi a filo il latte rimasto, rimettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione, continuando a mescolare, facendo addensare. Incorporate la ricotta, il parmigiano grattugiato, la scorza e il succo di limone, insaporite con sale e pepe. Distribuite questo composto sulle crêpes che legherete a fagottino con le foglie di porro tagliate per lungo a strisce, dopo averlo sbollentato per pochi minuti in acqua bollente. Decorate con i rametti di finocchio.
p.s. Il granoturco si può realizzare, se è stagione , con le pannocchie con grani maturi ma non ancora giunti a maturazione completa: Pulire le pannocchie delle barbe e delle foglie e farle bollire in acqua salata per almeno mezz’ora. Farle raffreddare leggermente e sgranarle. Asciugare prima dell’uso i grani di granoturco con l’aiuto di carta da cucina assorbente.

sabato 21 luglio 2012

Pensieri: Proverbi 19:2


Chi cammina
in fretta
sbaglia strada

Pensieri: Saluto


Buon Sabato a tutti!

Lo Sapevate Che: Dal Brasile a Bologna...


Dal Brasile A Bologna:
L’Unica Soluzione E’
Ridurre Gli Sprechi

Abbiamo imparato a usare le lampadine a basso consumo, ma il 3 per cento dell’energia, insieme a miliardi di metri cubi d’acqua, lo perdiamo gettando tonnellate di cibo, buono.

La prima regola della sostenibilità, il concetto attorno a cui ha ruotato il summit Onu di Rio concluso pochi giorni fa, è non sprecare. Ma alle volte gli sprechi sono nascosti, si moltiplicano perché sfuggono alla nostra attenzione. Per portarli alla luce sono nate le campagne di Last Minute Market, spin off della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, che hanno ottenuto l’appoggio dell’Unione europea.
Nel 2012 l’obiettivo è l’abbattimento degli sprechi energetici. In questo campo è stato fatto molto: abbiamo cambiato buona parte delle lampadine di casa mettendo quelle ad alta efficienza e quando compriamo un elettrodomestico guardiamo la tabella che indica i consumi dell’apparecchio, perché sbagliare vuol dire far salire la bolletta elettrica. Ma ci sono aspetti di cui si parla ancora poco e la campagna “Un anno contro lo spreco, 2012: l’energia” li sottolinea. Ad esempio, nei Paesi occidentali una percentuale fra il 10 e il 30 per cento del consumo totale di energia è imputabile alle filiere agroalimentari. In Italia la perdita energetica attribuibile al solo spreco di cibo è pari a circa il 3 per cento della produzione nazionale: corrisponde al fabbisogno di un milione 650 mila persone.
Correggere questi errori non è impossibile: basterebbero acquisti più mirati e politiche governative meno ondivaghe. Secondo stime dell’Enea, poi, l’adozione di misure di efficienza energetica e il rilancio delle energie rinnovabili potrebbero garantire non meno di 11 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, pari al 56,5 per cento dei consumi del settore agroalimentare.
Tra l’altro, sprechi di cibo e sprechi di energia spesso comportano grandi sprechi d’acqua, un’altra risorsa che i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più preziosa. Il libro Blu degli sprechi idrici in Italia, curato da Andrea Segrè e Luca Falasconi e appena pubblicato come e-book da Edizioni Ambiente (pp. 208, euro 4) li sottolinea: nel 2010 abbiamo buttato via 12,6 miliardi di metri cubi d’acqua,  impiegati nella produzione di 14 milioni di tonnellate di prodotti agricoli abbandonati nei campi.
Anche la dieta conta perché, a livello planetario, il 7° per cento dei consumi di acqua dolce è impiegato dal settore agricolo. Ci vogliono circa 3.600 litri al giorno per un’alimentazione a base di carne, mentre ai vegetariani ne bastano 2.300: ogni chilo di carne di manzo ci costa 16 mila litri di acqua. In un anno la dieta mediterranea utilizza poco più di 1.700 metri cubi di acqua pro capite contro i 2.600 metri cubi di quella anglosassone.
Antonio Cianciullo – Venerdì di Repubblica 29-6-12

Fa caldo: Insalate..sì.. ma di Pesce....


Tris Di Pesce Con Patate E Maionese

Per 6 persone

500 gr di seppie pulite, 500 gr di calamari, 500 gr di moscardini, 800 gr di patate, 2 spicchi di aglio, prezzemolo, 200 gr di maionese, curry, olio, sale e pepe.

Lessate le patate con la buccia e scolatele. Quando sono raffreddate, sbucciatele e tagliatele a pezzetti. Separate le sacche e i ciuffi dei calamari e dei moscardini. Togliete le interiora e l’osso contenuto nella sacca e gli occhi e il becco che trovate nel centro dei ciuffi. Spellate i calamari e i moscardini, lavateli insieme alle seppie e lessateli in acqua bollente salata per 20 minuti. Scolateli e quando sono tiepidi, tagliate le sacche a rondelle e i ciuffi a metà. Mettete le patate in un grande piatto di portata, con aglio e i molluschi. Cospargete di prezzemolo tritato e condite con poco sale e pepe e con 2 cucchiai d’olio. Lasciate insaporire le patate e i molluschi per un’ora, poi togliete l’aglio. Condite con la maionese aromatizzata con un cucchiaio di curry.


Gravlax di Salmone ( o Ricciola, Spigola, Gallinella)

Per 12 persone

Un salmone di 2 kg o un pezzo di salmone dello stesso peso ,sale marino grosso 60 gr, zucchero di canna gr 30, 1 cucchiaio di pepe bianco in grani, 1 cucchiaio di aneto, o finocchietto , tritati. Per la salsa 2 cucchiai di senape forte, 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di aceto, 4 cucchiai di aneto tritato, un bicchierino di cognac, olio 1 dl.

Chiedete in pescheria di sfilettarvi il salmone, lasciando i due filetti interi e la pelle squamata. A casa, asciugatelo senza lavarlo. Con una pinzetta eliminate le spine rimaste. Spargete la metà del sale in una pirofila e posatevi sul lato della pelle, un filetto di salmone. Unite l’aneto al pepe pestato e allo zucchero di canna. Versate il tutto sul filetto e spruzzate con il bicchierino di cognac. Posatevi l’altro filetto, con la pelle che rimanga esterna. Coprite con il sale rimasto e chiudetelo con carta d’alluminio. Sistemate un peso sul pesce  e mettetelo in frigorifero per 2 giorni. Eliminate il condimento, tagliate a fettine sottilissime (senza pelle) e servite con pane nero imburrato e con la salsina: mescolate in una ciotolina la senape con l’aceto e lo zucchero. Unite l’aneto tritato e versate l’olio a filo, mescolando con un cucchiaio.

 n.b. La stessa ricetta si può anche fare usando altri filetti di pesce: con filetti di ricciola, spigola o gallinella (pesci un pò meno grassi del salmone)