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venerdì 22 giugno 2012

pensieri: Saluto




Buon fine settimana a tutti!

pensiero: Saluto




Buon Venerdì a tutti, ci prepariamo per il fine settimana...

Lo Sapevate Che: Quegli Spot in Tv Che Disturbano Le Notizie Serie




Le reti televisive divorano, lo sappiamo, una montagna
Di pubblicità: uomo della carta stampata per tutta la vita,
usque ad mortem, assisto al fenomeno con equanimità, anche se con invidia, perché la pubblicità piace anche a noi. Si potrebbe discutere sulla suddivisione fra loro e noi: in altri Paesi la spartizione è decisa con altri criteri, ma non è questa la sede adatta per affrontare l’argomento. Vorrei esporre qualche riflessione, invece, sul modo in cui i cugini elettronici amministrano il bottino. Capisco che se lo tengano da conto, con avidità: è linfa vitale. Ma qualche volta mi sembra che esagerino. C’è il problema della contiguità fra notiziario e pubblicità: più aggressiva nel loro campo che nei giornali. Da noi, le notizie e gli annunci pubblicitari convivono a fianco a fianco. Da loro,  si elidono a vicenda. I conflitti, le incompatibilità esistono dunque anche da noi, ma sono meno offensive: un lettore continua a leggere tranquillamente il testo, anche se accanto al testo c’è una ragazza in sottoveste. Nel mondo televisivo, la ragazza in sottoveste (o il rotolo di carta igienica, insomma tutto quel che capita) non si affianca alla erogazione di notizie, la sostituisce. Il salto, qualche volta, disturba.
Succede che un austero personaggio, un cardinale o un Primo Ministro, stia dissertando sulle sorti dell’umanità, e improvvisamente ceda il campo a una ragazzotta che dice di essere disperata perché ha la pancia gonfia. Orbene, non si può pretendere che i programmi di vario genere, le notizie e le interviste, siano sempre sintonizzati con gli annunci pubblicitari, mediante una accorta regia. Ma gli amici televisivi dovrebbero essere un po’ meno ingordi. Già vivono nell’abbondanza, loro: la pubblicità televisiva trabocca da tutte le parti. Non potrebbero rimandare gli annunci ad altra occasione, per esempio, quando ospitano un uomo di governo, o quando mostrano i disastri prodotti dal terremoto? Un po’ di discrezione non sarebbe fuori luogo.
Piero Ottone – Venerdì di Repubblica 15-6-12




Frittelle Del Bosco


Per 4 persone

200 gr di pane carré, 1 bicchiere di latte, 200 gr di frutta di bosco ( fragoline, lamponi, mirtilli, ribes ), zucchero a velo, 1 uovo, 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di farina, zucchero a velo.

Spezzettate il pane carré a cui avrete tolto la crosta e lasciatelo a bagno con un bicchiere di latte. Lavate e asciugate la frutta di bosco. Cospargetela di zucchero e lasciatela macerare. Mettete pane carré e latte in una ciotola, schiacciate con una forchetta, unite 1 uovo, 2 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di farina. Amalgamate fino ad ottenere un composto denso e fluido allo stesso tempo. Immergetevi i frutti di bosco e mescolate bene. Portate a ebollizione abbondante olio in una padella e friggetevi a cucchiaiate il composto. Scolate le frittelle su carta assorbente da cucina, appoggiatele su un piatto da portata e cospargetele di zucchero a velo.

Oggi Pesce:


Cozze Aromatiche Con Verdure

Per 4 persone

1,5 kg di cozze, 2 pomodori maturi, un peperone verde, una cipolla bianca, aceto bianco, vino bianco secco, olio, sale e pepe.

Lavate accuratamente le cozze, mettetele in un tegame largo con un po’ di vino bianco. Fatele aprire a fuoco vivace, poi scolatele ed eliminate le valve che non hanno molluschi e quelle che non si sono aperte. Lavate e tagliate a dadini molto piccoli i pomodori, il peperone e la cipolla. Mettete le verdure in una terrina, salate, pepate e condite con 4 cucchiai d’olio e uno d’aceto. Mettete le cozze, nel metà guscio, in un grande piatto di portata, cospargetele con la verdura preparata e servitele.


Paella Marinara

Per 6 persone

1 kg di cozze, 200 gr di totani, 750 gr di scampi, 2 cipolle, un peperone verde e uno rosso, 2 zucchine, gr 200 di pomodori, 2 spicchi d’aglio, gr 250 di riso, gr 250 di piselli, una bustina di zafferano, burro, sale, pepe, 12 cappesante, ½ bicchiere di vino bianco.

Lavate le cozze e mettetele in un tegame, fatele aprire a fuoco vivo. Sgocciolatele, privatele del mezzo guscio vuoto. Passate il liquido di cottura attraverso un telo fine e tenetelo da parte. In un tegame con l’olio, fate soffriggere le cipolle tritate, gli scampi con la corazza, i peperoni tagliati a piccoli pezzi, sale e pepe. Mescolate, lasciate cuocere a pentola coperta per 10 minuti. Aggiungete le zucchine tagliate a piccoli pezzi, i pomodori senza pelle e sminuzzati, proseguire la cottura per ¼ d’ora. Unire il riso e lo zafferano, l’acqua delle cozze e altra acqua calda, sino a ricoprire gli ingredienti. Lasciate cuocere per 20 minuti. Dieci minuti prima della fine della cottura, unire le cozze, i totani a rondelle, prima puliti dalle interiora contenute nella sacca e dagli occhi e il becco al centro dei tentacoli, e i piselli. Mentre la paella cuoce, lavate le cappesante, togliete i molluschi dal guscio, lavateli, asciugateli e fateli insaporire in poco burro, bagnateli col vino e succo di limone, spolverizzateli con prezzemolo, facendoli cuocere ancora qualche minuto. Salate e pepate, togliere i molluschi dal tegame e rimetterli nelle loro conchiglie pulite e asciugate. Disponete la paella al centro di un piatto da portata e attorno disponete le cappesante.


giovedì 21 giugno 2012

Pensieri: Saluto



Che sia una felice estate per tutti!

Lo Sapevate Che: Contadini Della Domenica


Secondo Nomisma 2,7 milioni di italiani coltivano un orto sul balcone: una buona pratica. Ma l’inquinamento da polveri sottili è davvero preferibile ai pesticidi?

Gianluca Brivio Sforza, presidente Orticola Lombardia, promotore di Orticoltura urbana e MiColtivo.
“I risvolti positivi dell’orticultura nelle città sono numerosi: dare vita a polmoni verdi in metropoli industrializzate, recuperare aree degradate, abbandonate e inutilizzate, educare i cittadini alla coltivazione e alla corretta alimentazione. Inoltre, l’orto cittadino incrementa le occasioni di incontro tra le persone e garantisce piccole autosufficienze produttive. E’ possibile recuperare piante tradizionalmente prodotte sul nostro territorio e incentivare la vita all’aria aperta”. Ma coltivare verdure in città non comporta rischi per la salute?
“Le preoccupazioni si avvertono in merito alla ricaduta degli agenti inquinanti dovuti al traffico, ma hanno senso solo se l’orto è posizionato a pochi metri da una strada trafficata. Se si trova invece in aree sopraelevate, interne, o in zone distanti da intenso traffico, si può stare tranquilli. Dalle analisi svolte su orti situati in zone non a rischio è emerso che gli agenti inquinanti sono ben al di sotto dei parametri legali. Certo, bisogna sempre lavare accuratamente i nostri ortaggi per togliere le polveri sottili. Visti gli indubbi aspetti positivi dell’orto in città, Orticola di Lombardia ha promosso Orticola Urbana, movimento per sensibilizzare l’opinione pubblica alla cultura dell’orto che prevede la realizzazione di progetti che coinvolgono cittadini e scuole da qui al 2015, col sostegno di partner interessati al tema dell’Expo: Feeding the planet, Energy for life”. A livello nazionale, l’Italia Nostra (associazione salvaguardia e conservazione ambiente e territorio), con l’Associazione dei comuni di Italia, sostiene la creazioni di orti urbani privati, scolastici, per anziani e in case circondariali, oltre a programmi di ortoterapia per diversamente abili.

No
Corrado Giannone, tecnologo alimentare, direttore Conal – Società di analisi e progettazione alimentare, agricolo e ambientale, lavora (anche) per Legambiente.
“Bisogna prima di tutto distinguere tra orti in piena terra, cioè quelli sui campi cittadini, spesso assegnati agli anziani, e coltivazioni su terrazzi e balconi. Nel primo caso bisogna conoscere la provenienza dell’acqua usata per annaffiare: se proveniente da rete fognaria va evitata perché ricca di batteri patogeni molto dannosi per la salute. Poi, verificare che nella zona prescelta non ci siano aziende chimiche che producono sostanze inquinanti, né discariche. Per chi coltiva verdure in vaso sul balcone o in terrazzo il rischio di inquinamento si riduce perché il terreno è più controllato e l’acqua di irrigazione proviene in genere dall’acquedotto, ma resta il problema dello smog e delle polveri sottili. Un altro pericolo è il fai-da-te nell’utilizzo di sostanze chimiche di cui non si conoscono effetti precisi o dosaggi: letame e terriccio sono meglio dei pesticidi che vengono inevitabilmente assorbiti da frutta e ortaggi”. Tesi rafforzata da Chiara Gallo Stampino, nutrizionista all’Istituto Clinico S:Ambrogio di Milano: “Non improvvisandovi agronomi usando concimi chimici e diserbanti. E per difendervi dalle polveri sottili lavate gli ortaggi con molta acqua (un volume 4 volte superiore a quello dei cibi da lavare) e bicarbonato, prestate attenzione alle verdure a foglia larga come spinaci e rucola, e sbucciate sempre la frutta (come anche i prodotti acquistati al supermercato, ndr). Per ovviare al problema delle piogge acide, che possono determinare un’alta concentrazione di nitrati, si può usare una serra. I cibi dell’orto sul balcone possono essere ottimi e salutari, ma senza le dovute attenzioni un rischio per la salute c’è”.
Paola Scaccabarozzi – Venerdì di Repubblica 9-6-12