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domenica 24 dicembre 2017

Speciale: Il Dopo Pasto delle Feste!...

Punch al Mandarino
Per una persona

Mettete sul fuoco 4 cucchiai d’acqua, il succo di un mandarino, un pezzetto di noce moscata e un cucchiaino di zucchero. Scaldate mescolando, quando raggiunge il bollore, versate il tutto in un bicchiere da punch e unite 4 o 5 cucchiai di liquore al mandarino. Servite subito.

Punch all'Arancio
Per 4 persone

4 tazze di tè, 100 gr di zucchero semolato, 3 arance non trattate, il succo di altre 2, un bicchierino di Rum.

Versare il tè in una caraffa o in una zuppiera ampia, aggiungere lo zucchero, la polpa e il succo delle arance. Unire il rum e mescolare. Servire ponendo in ogni bicchiere un po’ di polpa delle arance.

Punch Livornese
Per 4 persone

4 caffè fatti con una miscela superiore, rum, scorzette di limone, zucchero.
Il bicchiere dove va servito, deve essere basso, largo e di vetro spesso.
Il bicchiere va riempito a metà di un caldo e forte caffè di miscela superiore, al quale si aggiunge una correzione di rum e zucchero a piacere. Un tocco di classe, sciogliere lo zucchero con il vapore della macchina da caffè. Unire alla fine una scorzetta di limone.

Grog
Per una persona

Scaldate su fiamma bassa 2 cucchiai di rum e 2 cucchiai di cognac, unite un chiodo di garofano, un pezzettino di burro e un cucchiaino di zucchero, 2 cucchiaini di succo di limone e un pezzo di scorza. Mescolate, aggiungete 4 cucchiai d’acqua bollente, girate e servite

Digestivo Lassi al profumo di Menta

Si prepara mescolando 3 parti d’acqua e 1 yogurt intero. Si condisce con una macinata di pepe, una spruzzata di succo di lime e una bella spolverizzata di foglie di menta spezzettate.

Infuso di Bucce di Arance

Ingredienti: acqua, bucce di arance non trattate, pepe e timo.

Tagliate a strisce le bucce di arancia e fatele essiccare in forno a 5° gradi per circa 2 ore. Usatele per fare infusi digestivi con due grani di pepe e un rametto di timo.

Tisana digestiva alla Lavanda e Menta
Ingredienti:

2 cucchiai di miele
3 cucchiaini di fiori freschi di lavanda
1 tazza di foglie fresche di menta tritate
½ limone tagliato a fettine sottili

Fate bollire due litri d’acqua. Usate metà dell’acqua per scaldare la teiera e poi buttatela. Mettete nella teiera il miele, i fiori di lavanda e la menta. Aggiungete il resto dell’acqua calda. Lasciate in infusione per 10 minuti. Servite con una fettina di limone.

* Una tazza corrisponde a 200 gr di riso, 225 gr di zucchero, 115 gr di farina, 2,5 dl di liquidi.

Ginger Te, ricetta Indonesiana

Serve come digestivo, antinfiammatorio.

DOSI: 1 litro d’acqua, 40 gr di radice di zenzero, 1 o 2 stecche di cannella, 1 cucchiaino di pepe nero in grani, 2 cucchiai di zucchero di palma o canna, 125 gr di polpa di cocco.
Sistemare tutti gli ingredienti sul fondo di una casseruola, tagliando lo zenzero a fettine sottili, e il cocco a lamelle. Versarvi sopra l’acqua fredda e portare a ebollizione per 2 minuti. Lasciare riposare 15 minuti. Filtrare e servire nei bicchieri da te. Le lamelle di cocco a piacere si possono aggiungere nei bicchieri col te.

Infuso di Camomilla


Infuso di fiori e foglie, tonica e digestiva. Fate bollire 200 ml di acqua. Togliete dal fuoco e aggiungete la camomilla. Fate riposare 10 minuti. Filtrate in una tazza e bevete.

Lo Sapevate Che: Babbo Natale ci regala il permesso di dire: "Voglio"...

“In Che Senso” viene a casa nostra di notte”?”. “Beh, aspetta che dormiamo e poi arriva”. “Come un ladro?”. “No! È buono, vuole farci una sorpresa. “Puoi dirgli di non venire per piacere?”. “Perché?”. “Perché mi fa paura un signore sconosciuto che arriva di nascosto a casa mia, col buio. Digli di andare dagli altri bambini, se a loro va bene”. “E i regali? Chi te li porta se lui non viene piò?”. “Voi. Siete i miei genitori. Abitiamo insieme…Mi sembra più normale, no?”. Il mio Babbo Natale ebbe vita brevissima. Da figlia unica e pavida non avevo spalle abbastanza larghe per sostenere istruzioni aliene, seppure bene intenzionate. La mia infanzia fu costellata di troppi fantasmi perché mia madre ingaggiasse una battaglia per difendere un ospite paffuto e indesiderato. Il prepensionamento di Babbo Natale, tuttavia, non mi impedì di vergare lunghe liste di desideri, che consegnavo brevi mani ai suoi preferiti sostituti. Avevo la sfacciataggine di stilare elenchi infiniti di beni, tutti rigorosamente materiali, espressione del mio acerbo ma sfrenato consumismo. Al contrario di me, i miei figli non sono mai stati turbati dall’epifania notturna in soggiorno di un attempato e munifico figuro, cui probabilmente avrebbero preferito un personaggio ancora più eccitante, come un serial Killer o una testa di cuoio o un clown psicopatico. Con mia grande sorpresa, hanno accolto con gaudente naturalezza la – per me terrificante – prospettiva di un’invasione estranea la notte di Natale, e hanno continuato a crederci a dispetto del crescere degli anni e del buon senso, per amore di magia e di quei bontemponi dei loro genitori che si ostinano ad alimentare la leggenda. “Non mi hai ancora chiesto cosa voglio da Babbo Natale”, mi ha redarguito qualche giorno fa l’ultimogenito lussurioso, immerso in una vasca da bagno piena di schiuma da cui facevano capolino solo due occhi accusatori e dieci lunghissime dita di un paio di enormi piedi prensili, sproporzionati per i suoi 7 anni. “Hai ragione. Dimmelo adesso””.  “Vorrei una macchina fotografica per fotografare tutto il mondo e dei personaggi con le braccia e le gambe che si muovono e soprattutto un registratore”, ha risposto senza alcuna esitazione. “Un registratore?”, ho domandato perplessa. “Sì, un registratore per registrare la mia voce, per raccontargli i miei segreti. E anche per raccogliere quelli degli altri se hanno voglia di raccontarmeli. Tu li diresti i tuoi segreti al mio registratore?”. “Certo”. “Allora Babbo Natale deve assolutamente portarmelo”. Il bello dei desideri dell’infanzia è che, per quanto strampalati, sono esaudibili. Il figlio di mezzo ha qq anni e un amore viscerale non ricambiato per il calcio. “Per Natale voglio andare a vedere la Juventus allo stadio”. “E poi?”. “Voglio essere Buffon”. Il 14enne vuole trasferirsi a Nashville, in Tennesse, dove vive la ragazzina dei suoi sogni con cui chatta per ore mentre noi dormiamo. “Tu e papà potreste trovare un lavoro lì. Non sarà mica così difficile, no? Quei due balordi dei miei fratelli in qualche modo si arrangiano e io sto sempre con lei. Poi per i prossimi 20 Natali non vi chiedo più nulla, prometto”. Forse sta proprio nell’iperbole dei desideri la forza, laica e dirompente, di quel signore che si insinua nell’intimità dei sogni oltre che del focolare. Lui ci autorizza a dichiarare l’altrimenti incauto “io voglio” senza limiti alla nostra megalomania. “E tu cos’hai chiesto a Babbo Natale, mamma?”, ha domandato il piccolo, agitando i piedi tra le bolle di sapone. “Di diventare una campionessa di boxe e di yoga acrobatica”. “Perfetto. Così io potrò registrarti e fotografarti”. “Affare fatto. E Buon Natale”.

Claudia de Lillo – Opinioni - Donna di La Repubblica – 23 Dicembre 2017 -

sabato 23 dicembre 2017

Speciale: Gli ultimi consigli per gli Antipasti delle Feste!...

Mousse Affumicata alla Mela con Pan di Noci
Per 8 persone

300 gr di prosciutto di Praga, una mela renetta soda di gr 120, 200 gr di crema di formaggio spalmabile, una cipolla rossa, ½ cucchiaino di semi di cumino, 4 cucchiai di Cointreau, 30 gr di burro, fettine di pane alle noci, sale.

Affettare finemente la cipolla e farla stufare in una padella col burro e il cumino, poi unire il prosciutto tagliato a striscioline. Rosolare per cinque minuti, unire la mela pelata e tagliata a fettine. Far cuocere per 5 minuti, quindi irrorare con il liquore e far infiammare la preparazione. Lasciare raffreddare, quindi frullare unendo anche il formaggio spalmabile (ben freddo), sino ad ottenere una mousse. Metterla in una ciotola da portata e servirla con fettine di pane alle noci.(segue ricetta per il Pan di Noci)

Pan di Noci
Per 8 persone

300 gr di farina bianca, 300 gr di farina di castagne, 40 gr di lievito di birra, 200 gr di noci sgusciate, e tritate grossolanamente, gli aghi di un rametto di rosmarino, 1 tuorlo d’uovo, olio, zucchero, sale e pepe. Farina per il piano di lavoro.

In una terrina capiente, mescolare le due farine e versarle a fontana. Sciogliere in 2,5 dl di acqua tiepida il lievito di birra, con un cucchiaino di zucchero e uno di sale. Amalgamare bene e versare nella farina, mescolare incorporando piano la farina all’acqua sin a formare un panetto, aggiungere ancora 2 cucchiaini di sale e una macinata di pepe. Lavorare con forza gli ingredienti e tutta la farina, sino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare una palla e incidetela a croce in superficie. Coprire la terrina con un canovaccio e fare lievitare in luogo tiepido per un’ora e mezza. Tritare finemente gli aghi di rosmarino. Appoggiare l’impasto su di un piano di lavoro infarinato e lavorarlo energicamente. Incorporare le noci tritate e gli aghi di rosmarino, pure tritati. Lavorare ancora. Preparare uno stampo rettangolare da plum-cake ungendolo interamente con olio. Dividere la pasta in 5 parti dando ad ognuna una forma allungata che sia larga come lo stampo. Sistemare i pezzi dentro lo stampo uno vicino all’altro. Coprire lo stampo e far nuovamente lievitare per 40 minuti. Battere il tuorlo d’uovo con 1 cucchiaio di acqua e spennellare la superficie del pane. Mettere in forno preriscaldato a 220° per 30 minuti. Sformarlo e lasciare raffreddare.

Voul au vent ai Formaggi :

Alla Mousse di Tartufo e Ricotta
Per 6 persone:

12 – 16 voul au vent, gr. 100 di ricotta, gr,50 di burro al tartufo, gr. 200 di panna fresca, sale, pepe, prezzemolo.

In una ciotola riunite la ricotta, il burro ammorbidito, sale e pepe.
Quando il composto sarà cremoso e omogeneo, incorporatevi la panna montata. Con questa mousse riempite i voul au vent, disponeteli in un piatto di portata e guarniteli col prezzemolo.

Al Formaggio Gorgonzola
Per 6 persone

12 Voul au vent di media grandezza, 80 gr di Gorgonzola mascarponata, 60 gr di Emmental, 60 gr di Fontina dolce, 60 gr di parmigiano grattugiato, 1 tuorlo, noce moscata, latte, burro, sale, pepe.

Ridurre a piccoli dadini il Gorgonzola, la Fontina e l’Emmental. In un tegamino far fondere 30 gr di burro con 4 cucchiai di latte, unirvi tutti i dadini di formaggio e mescolare con un cucchiaio di legno, farli sciogliere a fuoco dolce. A metà operazione unire il parmigiano grattugiato. Fuori dal fuoco a fine cottura, incorporare il tuorlo leggermente battuto, una grattata di noce moscata. Regolare di sale e pepe. Riempire con la crema i voul au vent e al momento di servirli scaldarli in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti appoggiati sulla placca del forno foderata da carta da forno. Servirli subito.

Al Mascarpone e Ricotta
Per 6 persone

12 Voul au vent di media grandezza, 200 gr di mascarpone, 100 gr di ricotta, 2 uova, 1 cucchiaio di erba cipollina tritata finemente, 1 cucchiaio di Cognac, sale, pepe.

Amalgamare i formaggi mescolandoli in una ciotola con un cucchiaio di legno, unire l’erba cipollina e il cucchiaio di Cognac. Mescolare accuratamente sino ad ottenere un composto omogeneo, regolando di sale e pepe. Riempire i voul au vent e al momento di servirli farli scaldare in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti appoggiati sulla placca del forno foderata da carta da forno. Servirli subito.


Alla Ricotta e Mortadella
Per 6 persone

12 Voul au vent di media grandezza, 150 gr di ricotta Piemontese, 120 gr di mortadella, parmigiano grattugiato, 2 uova, 1 cucchiaio di Brandy, sale, pepe.

Mettere la ricotta in una ciotola e lavorarla con un cucchiaio di legno unendovi 2 uova battute leggermente e 50 gr di parmigiano grattugiato. Lavorare bene gli ingredienti poi unirvi la mortadella ridotta a dadini piccoli e mescolare dolcemente il tutto con 1 cucchiaio di Brandy. Riempire i voul au vent e al momento di servirli farli scaldare in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti appoggiati sulla placca del forno foderata da carta da forno. Servirli subito.

Nidi di Noodles al Granchio, Ricetta di Singapore
Per 20 porzioni

100 gr di noodles (vermicelli orientali, nei migliori supermercati), olio. Granchio piccante: 1 cucchiaio di olio, 2 cipollotti finemente affettati, 2 spicchi di aglio tritati, 1 cucchiaio di radice di zenzero fresca affettata, 1 peperoncino rosso senza i semi e tritato, 200 gr di polpa di granchio, 2 cucchiai di salsa di chili dolce, 4 cucchiai di coriandolo fresco finemente tritato.

Ungere leggermente 20 stampini rotondi. Dividere i noodles in 20 parti e riempire gli stampini in modo da formare dei nidi, coprendo bene il fondo. Spennellare ancora un po’ di olio e mettere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti, finché risultino croccanti. Rimuovere i nidi dagli stampini e lasciarli raffreddare. Preparare il granchio: fare scaldare l’olio in una profonda padella, unire cipollotti, aglio, zenzero e peperoncino e fare soffriggere per 3 minuti. Aggiungere la polpa di granchio e cuocere per 2 minuti, togliere dal fuoco. Condire con la salsa chili e il coriandolo, mescolando accuratamente con delicatezza. Guarnire i noodles preparati con un cucchiaio del composto preparato e servire.

Terrina di Salmone
Per 10 persone

650 gr. di salmone affumicato, tagliato a fette, 1 bicchiere di latte, 100 gr. di mollica di pane, 50 gr. di ricotta, gr.80 di burro fuso, ½ cucchiaio di pepe nero macinato, ½ cucchiaio di scorza di limone grattugiata, 5 cucchiai di liquore dolce, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 10 cimette di broccoletti già puliti, 2 carote, 8 asparagi, sale.

Foderate una terrina rettangolare con la carta trasparente. Mettete gr.200 di salmone sul fondo e sui lati. In una ciotola mescolate la ricotta con il burro, il pepe, e il salmone rimasto tritato, il prezzemolo e la scorza di limone. Aggiungete la mollica di pane, precedentemente ammollata nel latte e strizzata, irrorate con il liquore e salate. Amalgamate il tutto. Lavate, lessate, scolate e fate raffreddare le verdure. Mettete a strati nella terrina, metà del composto, poi le verdure, pressandole con un cucchiaio e infine il composto rimasto. Livellate la superficie e mettete in frigorifero.

Sushi di Salmone, Ricotta Giapponese
Per 6 persone

350 gr di riso giapponese o originario, ½ dl di aceto di riso, 1 cucchiaio di zucchero bianco, ½ cucchiaio di sale, 250 gr di salmone affumicato, 120 gr di uova di salmone, 2 cucchiaini di semi di sesamo tostati.

In una casseruola mettere ¾ di lt di acqua, portare a bollore e unire il riso, far nuovamente bollire, coprire col coperchio, abbassare il fuoco e cuocere per 15 minuti. Togliere dal fuoco, scolare molto bene il riso e con i rebbi di una forchetta separarne i chicchi. Unire l’aceto di riso, lo zucchero e il sale. Mescolare bene. Ricoprire una pirofila di circa 30 cm per 23 con pellicola trasparente e versarvi il riso, pressandolo molto bene. Metterlo in frigorifero per 12 ore, coprendo la pirofila con pellicola.
Per il sushi, tagliare in due il rettangolo di riso e coprirne una metà con le fette di salmone affumicato. Con una spatola di legno sollevare con delicatezza il secondo rettangolo e sovrapporlo al primo con salmone. Con un coltello molto affilato tagliare calcolando prima la lunghezza e la larghezza, dei quadrati o dei rombi di riso. Posarli su un piatto di portata e spolverarli con i semi de sesamo. Posare nel centro di ciascun quadrato un pizzico di uova di salmone. Tenere in frigorifero sino al momento di servire.


N.B. Se trovate difficoltà per la composizione del riso, si può usare un metodo facilitato: una volta cotto e raffreddato e condito prendere una porzione di riso grande come una noce e con le mani inumidite, schiacciare la porzione nelle mani sino a darle una forma di polpettina ovale. Appoggiarla sul piatto di portata e ricoprirla come spiegato nella ricetta.

Lo Sapevate Che: A cosa serve l'alternanza Scuola/Lavoro?

L’Alternanza Scuola/Lavoro rappresenta l’aspetto peggiore della pessima riforma della scuola ideata, e purtroppo in via di piena applicazione, da uno dei peggiori governi della storia italiana. Vediamone i motivi in rapida condensata sintesi. 1. Riduce in modo drastico il tempo della formazione caratterizzato dal pensiero critico e sottrae il godimento della lettura e la gioia delle scoperte umanistiche e scientifiche; 2. Distrugge lo spazio comune di una riflessione costante sugli eventi del mondo contemporaneo; 3. Smembra continuamente l’insieme classe e il senso dell’umana cooperazione; 4. Non aiuta la formazione psichica degli adolescenti, costretti a spendere subito in modo funzionale le ormai poche nozioni apprese e rafforzando il cinismo utilitaristico; 5. Contribuisce a rafforzare un immaginario mercantile totalizzante; 6. Accentua le nevrosi e nasconde la reale mancanza di lavoro per le nuove generazioni; 7. Crea, in modo molecolare, inediti iloti replicanti senza più respiro riflessivo, senza più studio critico e comparato; 8: impedisce uno sguardo complessivo sul mondo e riduce in modo misero la bellezza delle gratuite relazioni umane; 9. Crea stili nevrotici e al tempo stesso “oppiacei” appiattendo la ricchezza della vita su un uso scellerato e ed esagerato delle tecniche moderne. 10. Matura i presupposti per una drammatica e precoce stanchezza e toglie la vitale reazione agli eventi del mondo. Si profila, se non intervengono a presto, forti controtendenze, un gigantesco impoverimento umano e una tragica sottrazione del tempo di vita, aumentando infelicità e sofferenze psichiche già molto diffuse nel mondo giovanile. Ai tempi svelti, nevrotici, e “fordisti” i ragazzi rispondono con moderne narcosi e letargie.        Luigi Vavalà  l.vavala@me.com

Se Lo Scopo della sua lettera era quello di attaccare la riforma della scuola del governo Renzi, il suo tentativo non ha raggiunto lo scopo, perché le argomentazioni che adduce sono così astratte e fumose da risultare al limite incomprensibili, quando non del tutto prive di senso, almeno per quanto io mi sforzi di capirle. Detto questo, sono d’accordo con lei che l’alternanza scuola/lavoro non serve proprio a niente, se non a perdere ottanta ore di scuola all’anno. In queste ore, infatti non c’è alcuna possibilità di familiarizzarsi col mondo del lavoro e tanto meno si creano opportunità per trovare domani un lavoro. Sarebbe invece molto più utile. Al temine delle scuole secondarie. Impiegare tutti i giovani, maschi e femmine, per un anno di servizio civile, naturalmente ben organizzato e magare lontano da casa, utilizzando, per alloggiarli, le caserme dismesse, onde conseguire tre obiettivi assolutamente necessari: 1. Emancipare i giovani dalla famiglia; 2. Far loro conoscere e frequentare, non per ottanta ore, ma per un intero anno e a tempo pieno, le varie possibilità occupazionali; 3. Rendere questi giovani sensibili e utili ai bisogni della società, in modo che acquisiscano una sensibilità per la comunità di appartenenza e un senso civico che li renda rispettosi dello Stato e della necessità di concorrere al mantenimento dei servizi sociali che oggi stanno soffrendo, quando addirittura non vengono soppressi per via dei costi. Tornando ai problemi della scuola sarebbe assolutamente necessario tener fuori i genitori (resi partecipi della vita scolastica dal ministro Franco Maria Malfatti nel 1974 e da Luigi Berlinguer nel 1998). Nella scuola, infatti, i genitori si limitato a fare i sindacalisti dei figli, preoccupati solo della loro promozione, e per nulle della loro preparazione e formazione. Leggevo qualche settimana fa che è stata annullata la bocciatura di uno studente perché, dei due genitori separati, era stata messa al corrente del cattivo rendimento scolastico del figlio solo la madre e non il padre. Per questo vizio di forma si è promosso uno studente impreparato, recando grave danno a lui, e soddisfazione al padre che aveva fatto ricorso. Questo caso non è isolato perché molti presidi e molti professori, pur di non avere ricorsi, promuovono anche chi non merita, privando la scuola della sua serietà e delle sue capacità di dare avvio a quella meritocrazia della cui assoluta mancanza giustamente ci si lamenta quando ci si affaccia al mondo del lavoro. Infine, l’unica vera riforma utile alla scuola sarebbe l’abolizione del ruolo, perché quando un professore non sa motivare gli studenti, non sa comunicare e tanto meno affascinare (e la cosa è nota a studenti, insegnanti, genitori e presidi) non si può lasciarlo in cattedra per anni e anni, con l’unico risultato di demotivare gli studenti e renderli estranei a quel potenziale educativo che è la cultura. Ma forse, in Italia, la scuola è sempre servita più a dare occupazione agli insegnanti che, come invece dovrebbe, offrire cultura e apertura di orizzonti agli studenti.

umbertogalimberti@repubblica.it – Donna di La Repubblica – 16 – dicembre 2017 -

venerdì 22 dicembre 2017

Speciale: Antipasti, Primi e Secondi piatti con Pesce per le Feste!...

Insalata di Limoni e Acciughe
Per 4 persone

500 gr di acciughe fresche, 4 piccole burrate, 4 limoni non trattati, un ciuffo di prezzemolo, un ciuffo di basilico, 1 peperoncino piccante, 1 spicchio d’aglio, olio, sale.

Lavare e pulire le acciughe. Asciugarle, ridurle a filetti e metterle in un piatto. Pulire l’aglio, affettarlo e unirlo alle acciughe con il succo dei 2 limoni. Lasciare marinare per ½ ora. Nel mentre pulire e tritare il prezzemolo fine. Lavare i 2 limoni rimasti e affettarli finemente. Eliminare dalle acciughe l’aglio e scolarle. Tagliare le burrate a fettine e lasciarle scolare da un colino. Posarle in un piatto da portata, aggiungervi le acciughe ben disposte, spolverizzarle con il prezzemolo e il peperoncino piccante senza semi e tritato fine. Aggiungere le fettine di limone, mescolare delicatamente il tutto, condendo con sale e olio. Unire qualche fogliolina di basilico e servire.

Mazzancolle, Mele e Aceto Balsamico
Per 4 persone

12 mazzancolle della lunghezza di circa 20 cm, limone, cognac, vino bianco secco, aceto balsamico, 125 gr di farina, 2 uova, 3 mele renette, 1 cipolla bianca, pepe bianco, olio, sale.

Mettete in una terrina 125 gr di farina bianca, una presa di sale e 2 tuorli, poi aggiungete poco alla volta, un bicchiere di vino bianco, mescolate con una frusta. Incorporate due albumi montati a neve, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Passate nella pastella 3 mele renette, private del torsolo e tagliate nel senso della larghezza a fette dello spessore di ½ cm. Friggetele in una padella con abbondante olio caldo, scolandole su carta assorbente da cucina. Nel frattempo fate appassire in una larga padella con 5 cucchiai d’olio, 6 fette di una cipolla bianca e tenetele da parte. Mettete nella stessa padella 12 mazzancolle (tipo di gamberone) ben lavate e cuocete a fuoco vivo per 2 minuti. Giratele, spruzzatele con un bicchierino di Cognac e cuocete ancora 2 minuti. Versate un bicchiere di vino bianco secco, salate un po’ e cuocete ancora per 3 minuti a fuoco vivo. Bagnatele con il succo di mezzo limone e profumate con una macinata di pepe bianco. In un piatto di portata, distribuiteci attorno le frittelle di mele, spruzzatele con qualche goccio di aceto balsamico, al centro del piatto le mazzancolle, bagnate con il loro fondo di cottura e le fette di cipolle.

Risotto Verde e fritto di Scampi
Per 4 persone

gr 240 di riso Carnaroli, 12 code di scampo, 1 scalogno, un ciuffo di prezzemolo e un ciuffo di basilico, 750 gr di brodo vegetale, 1 confezione di panna, la scorza di 1 limone non trattato, 1 albume, pangrattato, 100 gr di burro, sale.

Pulire lo scalogno e tagliarlo a metà, lavare il prezzemolo e una manciata di foglie di basilico. Portare a bollore in una casseruola 1 lt di acqua e tuffarvi i pezzi dello scalogno per 10 secondi. Scolare i pezzi e tenerli da parte. Tuffare anche il prezzemolo e il basilico per 20 secondi. Sgocciolarli e passare le erbe nel mixer.
In una casseruola mettere la panna, le erbe frullate e i due pezzi di scalogno. Coprire con coperchio e cuocere a fuoco dolce per 5 minuti. Togliere dal fuoco, lasciare riposare la salsa per 15 minuti, eliminare i pezzi di scalogno.
Far fondere in un tegame 30 gr di burro, aggiungere il riso e farlo tostare, unire pian piano il brodo caldo e portare a cottura il riso.
Nel mentre, tritare finemente la scorza del limone e mescolarvi una tazza di pangrattato, battere leggermente l’albume. Passare le code di scampo, lavate e ben asciugate, nell’albume e nel pangrattato al limone, facendole friggere nel residuo burro per pochi minuti da entrambi le parti, salarle e trasferirle su carta assorbente da cucina, tenerle al caldo. A fine cottura del risotto versarvi la panna alle erbe, mescolare e servirlo nei piatti dei commensali, distribuendo 3 code di scampo in ogni piatto.

Tagliatelle, cozze e Zucchine
Per 4 persone

350 gr di tagliatelle, 1 kg di cozze, una zucchina, un cucchiaio di prezzemolo tritato, ½ bicchiere di vino bianco secco, una costola di sedano, 1 spicchio d’aglio, olio, sale e pepe.

Lavate accuratamente i mitili sotto l’acqua corrente.
In un tegame con 3 cucchiai d’olio, fate rosolare la costola di sedano tagliata a dadini e l’aglio schiacciato. Aggiungete le cozze e il vino bianco. Fatele cuocere per 4 minuti a tegame coperto, finché siano aperte. Lasciate intiepidire le cozze e toglietene la metà dal guscio. Eliminate le eventuali cozze rimaste chiuse. Filtrate il liquido di cottura e tenetelo da parte.
Lavate la zucchina, tagliatela a fettine sottili per il lungo. Fatele cuocere per 5 minuti nel liquido filtrato delle cozze, aggiungendo il prezzemolo tritato.
In una casseruola, con abbondante acqua salata in ebollizione, fate cuocere le tagliatelle al dente. Scolatele in una zuppiera da servizio. Mescolatele con le zucchine e un po’ del liquido di cottura. Aggiungete le cozze, sia quelle nel guscio che quelle senza. Mescolate con molta delicatezza e prima di servire irrorate con due cucchiai d’olio e una generosa macinata di pepe.

Polpo, Cipollotti e Patate
Per 4 persone

1 polpo di 1 kg, 2 spicchi d’aglio, 2 cipolle, 4 cipollotti, 2 foglie d’alloro, 2 ciuffi di prezzemolo, 5 patate, 1 bustina di zafferano, 1 limone, olio, sale e pepe.

Pulite il polpo, togliendo le interiora contenute nella sacca, l’occhio, il becco che si trova alla base dei tentacoli. Lavatelo bene sotto l’acqua corrente.
In una casseruola con 5 cucchiai d’olio, fatevi dorare gli spicchi d’aglio tritati con un ciuffo di prezzemolo e le 2 cipolle affettate. Aggiungete il polpo, tagliato a pezzi, cuocete, coperto e a fuoco basso, per circa un’ora, finché il polpo, bucandolo con i rebbi di una forchetta, sia tenero. Aggiungete se occorre acqua calda. Unite l’alloro, i cipollotti, le patate, sbucciate e tagliate a tocchetti, salate e pepate, unite la bustina di zafferano diluita in un po’ di fondo di cottura, mescolate e cuocete ancora per ¼ d’ora. Servite la preparazione tiepida, spolverizzata con il ciuffo di prezzemolo tritato, profumate con pepe e con un filo d’olio.

Orata Tandoori, ricetta Indiana
Per 4 persone

1 orata di 1 kg, già pulita, 1 lime oppure 2 limoni, 4 spicchi d’aglio, 1 pezzetto di 3 cm di zenzero fresco, 1/2 cucchiaio di peperoncino rosso in polvere, 1 cucchiaio di peperoncino verde, 1 cucchiaio di garam masala, 1 cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di semi di cumino, qualche foglia di menta fresca, 4 cucchiai di ghee o burro, ½ bustina di zafferano, sale.

Eviscerare e lavare sotto l’acqua corrente il pesce e farlo marinare con tutte le spezie per almeno 8 ore.
Nel frattempo scaldare il forno a 180°.
Disporre tutti gli ingredienti in una teglia unta di ghee o burro. Infornare per 10 minuti, abbassare la temperatura a 150° e cuocere altri 20 minuti.
Servire l’orata con i naan caldi (pane indiano: si trova la ricetta di seguito) e insalata fresca.
VARIANTE: sostituire il lime della marinata con ½ lt di yogurt, regalerà al piatto un sapore meno agro del limone.

Per in pane indiano Naan:
Per 4 persone

400 gr di farina, 30 gr di burro, 2 cucchiai di lievito, 1 cucchiaino di semi di finocchio, 1 cucchiaino di semi di cumino, acqua tiepida q.b., sale.


In una terrina mescolate la farina con il lievito, il sale, il burro e l’acqua. Impastate con le mani finchè il composto non ha raggiunto una consistenza omogenea. Trasferite la pasta su un piano da lavoro e lavoratela ancora per 5 minuti. Avvolgetela in un telo e fatela raddoppiare di volume (circa 4 ore). Quindi dividetela in una decina di pezzi e con le mani inumidite stendete ciascun tronchetto in forma tonda tipo piadina. Nel frattempo scaldate il forno a 200°. Spennellate i Naan con burro fuso, cospargeteli con semi di cumino e finocchio e disponeteli in una teglia. Infornate per 5 minuti. Serviteli caldi.

Lo Sapevate Che: Thomas Mann e la Democrazia stanca...

Nel discorso di Thomas Mann, tenuto il 6 giugno1945 nella biblioteca del Congresso, a Washington, c’è una valutazione della politica di stretta attualità, mentre si manifestano sintomi di stanchezza democratica. Si può leggere il testo in” Moniti all’Europa” appena pubblicati, dopo la prima edizione del’47 (sempre di Mondadori. Nell’antologia tra i numerosi scritti di Mann c’è la conferenza americana (tradotta dalla grande germanista Lavinia Mazzucchetti). Mann la pronuncia a settant’anni. Ne sono passati trenta dalle “Considerazioni di un impolitico” in cui esprime la parte più torbida di se stesso e dell’epoca, perlomeno sul versante tedesco, esaltando la guerra e schierandosi contro la democrazia occidentale. Quello era il suo stato d’animo, manifestato con convinzione, mentre era in corso la Prima guerra mondiale. A Washington prende la parola quando la Seconda guerra mondiale si è appena conclusa in Europa e lui è da tempo una delle espressioni più nobili dell’opposizione al nazismo, dopo essere stato un sostenitore della democratica Repubblica di Weimar. Hitler ha proibito le sue opere, ha confiscato i suoi beni, l’ha privato della nazionalità tedesca e Mann è diventato un cittadino americano con un cuore tedesco. La Repubblica federale, nata dalla sconfitta nazista, gli offrirà invano di diventare il suo presidente. Non ha mai voluto ripudiare apertamente le “Considerazioni” scritte tra il 1915 e il 1918. Il libro era una scheggia romantica da non estirpare e da non integrare. Da non accettare e da non rinnegare. Spiegherà l’autore: è “un’opera di travaglio e di scandaglio faticoso e schietto di me stesso”. È un suo passato che gli appartiene anche se non esprime più il suo presente. L’intreccio intellettuale contribuirà al confronto delle idee del tempo, nella “Montagna magica” (in particolare tra l’umanista Settembrini e il gesuita Naphta). La politica dice Mann nella conferenza di Washington, viene definita l’arte del possibile e in definitiva è una sfera affine all’arte in quanto è creatrice e mediatrice “fra lo spirito e la vita, l’idea e la realtà, il desiderabile e il necessario, la coscienza e l’azione, la moralità e la potenza”. Essa implica tanti elementi troppo umani e contaminati di volgarità, al punto che pochi uomini politici, sia pur carichi di meriti, sono esentati dal chiedersi se abbiano ancora il diritto di considerarsi persone rispettabili. Tuttavia la politica non potrà mai rinunciare del tutto alla componente ideale e spirituale, all’etica e alla rispettabilità della sua natura, riducendosi alla volgarità, alla corruzione o addirittura all’assassinio. La sua forza creativa, anche se spesso accomodante, non può degenerare in una sterilità indegna e criminosa. Se questo accadesse la politica non sarebbe più arte, “né ironia capace di realizzazione mediatrice e feconda. “La Germani e i tedeschi” è il titolo della conferenza di Thomas Mann. È dalla disfatta nazista che si rivolge, affrontando al tempo stesso il tema generale della politica, dice, sanno conservare, anche per istinto, l’unità tra coscienza e azione, tra spirito e potenza. Fanno politica come si esercita, appunto, un’arte della vita, in cui non mancano ingredienti di umana perfidia senza perdere di vista quel che è umanamente rispettabile e morale. Questo conduce a soluzioni basate sul compromesso può apparire ipocrita a chi per inettitudine alla politica la fraintende “con goffa onestà”.  Thomas Mann si sofferma sull’indole tedesca che, sebbene incline alle cose intellettuali e ideali, è arrivata a considerare la politica menzogna e inganno. Questa psicologia riaffiora, sotto altre forme, nelle democrazie stanche settant’anni dopo. Nell’introduzione all’antologia Giorgio Napolitano si sofferma su “Attenzione Europa”, un saggio pubblicato in Francia nel 1937, con una prefazione di André Gide. Si tratta di una lezione di storia in cui si prospetta il pericolo di “una rovina della civiltà”. E si mette in guardia dall’ambiguità dei sentimenti patriottici, quando assumono, diciamo noi, i connotati del nazionalismo. Mann avverte che un radicale “dissidio tra patria e cultura” non può che condurre alla sventura.

Bernardo Valli – Dentro e Fuori – L’Espresso – 17 dicembre 2017 –

giovedì 21 dicembre 2017

Speciale: Ancora Primi piatti per le Feste!...



Lasagne con Verdure
Per 4 persone

400 gr di lasagne integrali, 500 gr di spinaci, 250 gr di ricotta fresca, 60 gr di parmigiano grattugiato, 300 gr di salsa di pomodoro, 100 gr di fontina. Peperoncino rosso in polvere, sale

Per la salsa: 50 gr di farina di frumento semintegrale, 2 dl di acqua di cottura degli spinaci, timo in polvere, olio evo

Pulire gli spinaci, lavarli e farli lessare in acqua salata (tenere sa parte 2 dl di acqua di cottura). Scolarli, tritarli con l’aiuto della mezzaluna, metterli in una terrina e incorporarvi la ricotta.
Preparare la besciamella: mettere sul fuoco una piccola pentola con l’acqua di cottura degli spinaci e stemperavi la farina con 2 cucchiai d’olio, amalgamando bene e continuamente con la frusta affinché non si formino grumi, insaporire con un pizzico di timo. Cuocere qualche minuto dall’ebollizione.
Far cuocere le lasagne, poche alla volta (onde evitare che si attacchino), in abbondante acqua salata e l’aggiunta di un cucchiaio di olio. Toglierle man mano dall’acqua con l’aiuto di una schiumarola e posare su un canovaccio umido da cucina, una accanto all’altra. Ungere di olio una teglia e sistemarvi le le lasagne a strati alternandole a strati di ricotta e spinaci e a strati di salsa di pomodoro e una spolverata di parmigiano con qualche pezzo di fontina e qualche cucchiaio di besciamella. Mettere la teglia in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti (se tendessero a colorirsi troppo coprire la pirofila con carta di alluminio. Deliziose!
            
Lasagne ai Frutti di Mare
Per 6 persone

500 gr di lasagne, 1 kg di cozze, e kg di vongole, 300 gr di calamari puliti, 150 gr di gamberetti sgusciati, vino bianco secco, farina, 2 spicchi d’aglio, 30 gr di salsa di pomodoro, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, latte, pangrattato, noce moscata, burro, olio, sale e pepe.

Grattare e lavare le cozze e le vongole sotto l’acqua corrente, immergerle in acqua salata, da cambiare diverse volte.
In una padella con ½ bicchiere di vino bianco, ½ cucchiaino di prezzemolo tritato e una macinata di pepe, 1 spicchio d’aglio tagliato a metà, unirli le cozze sciacquate e coprire col coperchio. Lasciare cuocere a fuoco vivo per pochi minuti e comunque finchè si apriranno le conchiglie. Togliere i molluschi dalle valve aperte, eliminare le valve chiuse e quelle vuote. Filtrare il fondo di cottura da un colino foderato con una garza.
Rifare l’operazione con le vongole e unire i due liquidi filtrati. Lavare, asciugare e tagliare i calamari a rondelle sottili, infarinarli e friggerli per pochi minuti in una padella, con olio bollente. Scolare e fare sgocciolare l’olio su carta assorbente da cucina.
Mescolare in una ciotolina l’aglio tritato, la salsa di pomodoro e il prezzemolo rimasto.
In un altro recipiente mettete le cozze, le vongole, i calamari e i gamberetti sgusciati e sbollentati un minuto in acqua salata e scolati.
Preparare la besciamella: fare sciogliere 80 gr di burro in una casseruola piccola, unire 70 gr di farina, mescolate per 2 minuti a fuoco lento, poi versate 80 cl di latte caldo. Portate a ebollizione, sempre mescolando, versatevi il fondo filtrato dei molluschi, salare, pepare e profumare con una grattugiata di noce moscata. Terminare di cuocere la besciamella ancora qualche minuto, continuando a mescolare. In una casseruola con abbondante acqua salata in ebollizione, con l’aggiunta di ½ bicchiere di olio, far cuocere le lasagne al dente, immergendone poche per volta e prelevandole con un mestolo forato, appoggiatele ad asciugare su un canovaccio pulito, una accanto all’altra.
Imburrate una pirofila rettangolare e mettere nel fondo un cucchiaio di besciamella, allargandolo per tutta la base, fare uno strato di lasagne, uno strato di pesci, un po’ di besciamella, un po’ di pomodoro, prezzemolo e aglio, ripetere fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con le lasagne, spolverizzando con pangrattato e abbondanti fiocchetti di burro. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti, finché siano ben gratinate,

Rotolo di pasta con Verza e Zucca
Per 6 persone

350 gr di farina, 1 kg di zucca già pulita, ½ cavolo verza, 3 scalogni, 4 uova, brodo vegetale, parmigiano grattugiato, noce moscata, burro, olio sale, pepe.

Mettere la farina a fontana in una grossa terrina, mettere al centro 3 uova, 1 cucchiaio d’olio, un cucchiaino di sale. Lavorare gli ingredienti con le mani sino ad avere un impasto omogeneo. Avvolgere la pasta in una pellicola e lasciare riposare per ½ ora. Lavare la zucca e ridurla a tocchetti. Pulire la verza eliminando le foglie brutte esterne e tagliarlo a listerelle. Pulire gli scalogni ed affettarli finemente. In un tegame con 2 cucchiai d’olio e 30gr di burro, far soffriggere ½ degli scalogni, far soffriggere e aggiungere la zucca, lasciar insaporire, aggiungere un bicchiere e mezzo di brodo caldo, salare e lasciare cuocere a tegame coperto per 10 minuti. Togliere le verdure dal fondo di cottura e unirvi l’altra metà degli scalogni e la verza. Mescolare e cuocere le verdure coperte per 10 minuti. Aggiustare di sale, e a tegame scoperto fare asciugare il fondo di cottura. Frullare la prima preparazione di zucca e scalogni. Mettere il composto in una terrina, unirvi l’uovo, 60 gr di parmigiano grattugiato, 1 grattata di noce moscata. Mescolare bene e unirvi la seconda preparazione di cavolo e scalogni con il loro fondo di cottura. Se l’impasto risultasse troppo asciutto, aggiungere per poterlo amalgamare bene ancora un po’ di brodo caldo. Aggiustare di sale e pepe.
Appoggiare la pasta su di un piano di lavoro infarinato e stenderla in una sfoglia rettangolare ad uno spessore di 1 millimetro abbondante. Trasferirla su un canovaccio pulito.
Mettervi nel centro il composto di verdure, lasciando attorno un bordo libero di 3 cm. Arrotolare la pasta sul ripieno facendo attenzione a non far fuoriuscir il ripieno. Chiudere perfettamente il rotolo nel canovaccio e legare con refe da cucina.
In una casseruola che possa contenere comodamente il rotolo, portare abbondante acqua salata in ebollizione ed immergervi il rotolo. Cuocere a casseruola coperta per 35 minuti.
Scolare delicatamente il rotolo, togliere il refe e il canovaccio. Tagliarlo a fette e appoggiarle in una pirofila unta di burro. Cospargere le fette con burro fuso e parmigiano grattugiato. Mettere in forno preriscaldato a 220° e far grigliare per 8 minuti.