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domenica 3 giugno 2018

Speciale: Oggi tutto Dolce!...


Torta Tartre Tatin alle Pere
Per 6 persone

Pasta brisè 250 gr di farina, 120 gr di burro, un pizzico di sale, ½ dl di acqua fredda, (segue ricetta), 750 gr di pere ben sode, 100 gr di burro, 125 gr di zucchero, 1 bustina di vanillina, panna fresca.

Fondere il burro in un recipiente che si possa mettere sia in forno che sul gas. Quando si sarà completamente sciolto, cospargere zucchero, mischiato con la vanillina, mescolare e fare cuocere ancora qualche minuto. Togliere dal fuoco, sbucciare e affettare le pere, disporle nella tortiera tutto attorno e poi nel centro. Lasciare sobbollire a fiamma bassissima, finché intorno alle pere si sarà formato un caramello biondo, poi fare raffreddare.
Stendere la pasta brisé con il mattarello ricavandone una sfoglia sottile, ritagliare da questa un cerchio di pasta più grande di quello della tortiera e adagiarlo delicatamente sulle pere. Aiutandovi con un cucchiaio, fare in modo che la sfoglia vi inserisca tutto intorno, tra la tortiera e le pere, racchiudendole bene. Bucherellare la superficie e fare cuocere per 15 minuti in forno preriscaldato a 220° quindi abbassare la temperatura a 170° e proseguire la cottura ancora per 20 minuti, finché la superficie della torta sia dorata. Sformare la torta rovesciandola su un piatto da portata, servirla accompagnandola con una ciotola di panna fresca.

Per la Pasta brisè
Per 6 persone

250 gr di farina, 120 gr di burro, un pizzico di sale, ½ dl di acqua fredda.
Mettete la farina sul piano di lavoro. Metteteci al centro, formando un incavo il sale e il burro a fiocchetti. Lavorate gli ingredienti con la punta delle dita e poi tra i palmi delle mani, formando un composto a briciole. Versate al centro mezzo decilitro di acqua fredda e impastate rapidamente gli ingredienti per non scaldarli. Avvolgete la pasta brisé in un foglio di pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per mezz’ora. Stendetela la pasta sul piano di lavoro leggermente infarinato in una sfoglia rotonda o quadrata spessa 2 o 3 mm. Avvolgetela sul mattarello e srotolatela nello stampo preparato, imburrato e infarinato. Fate aderire la pasta ai bordi dello stampo e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. Riempirla con il ripieno preparato, formando con la pasta avanzata un cordoncino attorno allo stampo e metterla in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti.

La pasta brisé riesce bene anche lavorata nel mixer. Con le stesse quantità, frullate prima la farina con il burro e il sale, finché avrete un composto a piccole briciole. Versate poi, poco a poco, l’acqua mentre fate andare l’apparecchio. Lavorate il composto fino ad avere una palla compatta, quindi prelevatela con le mani e avvolgetela nella pellicola per alimenti. Fatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Poi procedete come la ricetta precedente.

Cannoli alla Ricotta
Per 4 persone

500 gr di ricotta di pecora, 250 gr di farina, 150 gr di zucchero, 1 cucchiaino di cacao amaro, 1 albume, 1 cucchiaio di Marsala o Rum, 1 pizzico di vanillina, 50 gr di arancia candita, 100 gr di pistacchi non salati, 50 gr di cioccolato fondente, zucchero a velo, 30 gr di strutto, olio, sale. Farina per il piano di lavoro. (Si può utilizzare anche la pasta sfoglia preconfezionata, ne occorre gr.350)

Impastare la farina con lo strutto, il cacao, il Marsala, 1 cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale, aggiungendo man mano l’acqua necessaria per ottenere un impasto sodo e omogeneo. Avvolgere l’impasto fatto a palla in un canovaccio e lasciare in frigorifero per 1 ora. Stendere la pasta su di un piano di lavoro infarinato con un matterello non troppo sottile. Ricavarne dei dischi di 8 cm di diametro e tirarli leggermente con le mani per renderli ovali. Avvolgere i dischetti attorno agli appositi cannelli di alluminio cilindrici, facendolo combaciare i bordi con l’albume perché non si aprano durante la cottura. Rialzare leggermente il bordo della pasta alle due estremità con la punta di un coltellino in modo che, cocendo, i cannoli assumano una forma svasata.
Farli friggere in abbondante olio caldo, pochi alla volta, facendoli dorare da tutte le parti, sgocciolarli su carta da fritto e farli raffreddare prima di sfilarli dall’alluminio. Sbollentare i pistacchi, pelarli, asciugarli e tritarli grossolanamente.
Lavorare la ricotta con un cucchiaio di legno, incorporandovi lo zucchero rimasto, la vanillina e un pizzico di sale. Aggiungere il cioccolato a scagliette e conservare in frigorifero.
Farcire i cannoli pochi minuti prima di servirli, spolverizzandoli con zucchero a velo, guarnirli con le fettine di arancia e aggiungere i pistacchi nella crema solo da un lato. Preparare le cialde dei cannoli anche qualche giorno prima e conservarli in scatole di latta. Farcirli solo all’ultimo momento, affinché la pasta del cannolo rimanga croccante.

Granita di Ciliegie
Per 6 persone

400 gr di ciliegie, 100 gr di zucchero semolato, 1 cucchiaio di vino bianco.

Snocciolare le ciliegie con l’apposito attrezzo dopo averle lavate. Tagliarle a pezzettini e metterle in una padella. Rosolarle con il vino per 4 minuti mescolandole di tanto in tanto. Togliere dalla padella 1 cucchiaio di ciliegie e tenerle da parte.
Mettere tutto il residuo nel frullatore e frullare. Dopo unire anche le altre.
Nel mentre fare bollire per 3 minuti 1 dl di acqua e zucchero. Unire il composto di ciliegie all’acqua raffreddata. Versare nella gelatiera, fare girare le spatole per 10 volte e poi fermare per ½ minuto. Continuare fino a quando la granita sia pronta.
In mancanza della gelatiera, si può usare il freezer: si versa la miscela nella vaschetta per il ghiaccio (senza divisori) e, quando è già quasi del tutto gelata, si passa al frullatore. Poi si rimette nella vaschetta e si lascia ghiacciare un’altra volta. Alla fine si passa ancora nel mixer. Ed è pronta per essere servita. Una vera delizia!

Sciroppo per Granite e Limonate

Spremere i limoni, filtrare il succo e pesarlo. Unire lo stesso peso di zucchero e il doppio di acqua. Per esempio a 100 gr di succo unite 100 gr di zucchero e 200 gr di acqua.
Versate il tutto in un pentolino e scaldate a fuoco basso. Fate sobbollire per 10 minuti e poi spegnete.
Questo sciroppo si mantiene in frigorifero per 1 o 2 settimane.
Per conservarlo più a lungo, sterilizzatelo in una bottiglia a chiusura ermetica, facendola bollire per mezz’ora.

Lo Sapevate che: Scrivere un libro è come fare un figlio. Quasi...


….(..) oggi non parlerò di un nipote, ma di un figlio. Un figlio particolare, fatto di carta e di parole, ma caro al cuore del genitore quasi quanto un figlio umano, con il vantaggio che non richiede vaccinazioni né pannolini. È un libro, l’ultimo dei tanti che ho scritto, forse troppi, che da qualche giorno è uscito di casa per muoversi da solo nel mondo sempre più spopolato delle librerie. Non so dire se sia bello o brutto e se valga gli euro necessari per comprarlo, perché no genitori siamo sempre i giudici peggiori dei nostri figli. Ma so che questo libro che ho intitolato Il lato fresco del cuscino, nasce da una necessità che in questi anni ho sentito crescere in proporzione inversa alla confusione che ci assale e ci insedia da ogni lato della nostra vita. Il bisogno di ricordare cose e oggetti che hanno reso più sopportabile l’afa dell’esistenza, com’era appunto il lato fresco del cuscino nell’età senza condizionatori. Diceva un editore che si dovrebbero scrivere soltanto i libri che si sente il bisogno di scrivere, non per soldi (se ne fanno pochi, se non azzecchi il numero alla lotteria), per vanità per passatempo. E quando un libro è un figlio vero, la trepidazione con la quale lo guardi uscire di casa non è molto diversa da quell’ansia che ti assale quando la tua bambina improvvisamente prende le chiavi della macchina o sale sul motorino scomparendo in fondo alla strada, casco tra i tanti caschi. Hai impiegato mesi per partorirlo, notti insonni fra conati per quello che stavi gestendo e paralisi di terrore al pensiero di perderlo, perché è parte di te, con tutti gli strafalcioni genetici del tuo Dna e tutti i sogni che lo accompagnano. Un libro è qualcosa che esisterà per sempre. Ricordo bene l’emozione incredula di mio padre quando venne a trovarmi a Washington e lo portai alla biblioteca del Congresso americano dove, dopo una semplice ricerca su un terminale, la stampante sputò l’elenco dei suoi libri pubblicati in Italia. Non gli dissi che la Library of Congress catalogava tutte le pubblicazioni ovunque uscissero nel mondo, e che raccoglieva anche i manuali per riparare una Volkswagen Maggiolino o una Fiat 600. Chi riesce a pubblicare un libro – e se ne stampano troppi in Italia, credo 180 al giorno, inseguendo un numero sempre più ridotto di lettori – conosce lo stesso smisurato orgoglio del genitore che vede il proprio figlio primeggiare in una competizione, o l’abisso di sconforto che ti afferra quando arranca. Ma sono quelli che fanno meno bene nella vita i più amati. Ho venduto alcuni benissimo e altri malissimo, e sono i respinti, i reietti, i bruttini, i somarelli coloro ai quali sono più affezionato, perché mi sembra che la vita sia stata ingiusta con loro e che li debba proteggere dai nemici. Quest’ultimo è nato da una notte di depressione di novembre, quando mia moglie e io vedemmo l’America, la nazione dove avevamo voluto radicare la nostra famiglia, scegliere come proprio simbolo e presidente un inverosimile fumetto con una specie di fienile in testa da clown. Ebbi paura di avere sbagliato tutto e feci quello che tutti noi animali facciamo nei momenti di crisi, reagendo istintivamente. I cavalli spaventati corrono. I cani inquieti abbaiano. Le orse assaltano per proteggere i loro cuccioli. E gli scrittori scrivono. Mi misi a scrivere furiosamente, non di politica della quale avevo la nausea, ma di cose vere e serene, spesso per ore di fila, sobbalzando quando mia moglie mi posava una mano sulla spalla scuotendomi dalla trance per invitarmi ad andare a dormire. Ora quel libro l’ho guardato uscire, augurandogli di trovare sempre un lato fresco del cuscino. Comunque un posto in casa, accanto ai suoi fratelli e sorelle, lo avrà sempre, se vorrà tornarvi.
Vittorio Zucconi – Opinioni – Donna di La Repubblica – 26 maggio 2018 -

sabato 2 giugno 2018

Speciale: Menù per la festa della Repubblica!...


Prosciutto e pesto di Avocado
Per 4 persone

Prosciutto cotto 2 etti, prosciutto crudo 2 etti, 2 avocado maturi, un cipollotto. Tabasco, sale.

Sbucciate ed eliminate il nocciolo a 2 avocado, maturi. Tagliateli a dadini e metteteli in una ciotola. Unite un cipollotto tritato, una presa di sale e qualche goccia di tabasco e con una forchetta riducete tutto in crema. Mettete il pesto in frigorifero per mezz’ora, prima di servirlo con il piatto di prosciutti.

Salmone, code di Gamberoni e Misticanza
Per 4 persone

200 gr di code di gamberoni, 120 gr di filetto di salmone fresco, 1 vasetto di yogurt magro, 120 gr di maionese, 120 gr di rucola, 1 scalogno, succo di ½ limone + 1 limone intero, 200 gr di misticanza (insalatina mista: lattuga, rucola selvatica, valeriana, ecc.), olio, sale, pepe.

Pulire lo scalogno, ridurlo a fettine e metterlo nel mixer con 120 gr di rucola, lo yogurt e frullare brevemente.
Trasferire il composto in una terrina e unirvi la maionese, un pizzico di sale, pepe e qualche goccia di limone.
Cuocere il filetto di salmone al vapore, dopo averlo lavato e asciugato. Tagliarlo a fettine non troppo sottili e tenerlo da parte in un piatto ovale di portata.
Pulire le code di gamberoni dall’eventuale sbudellino nero e sbollentarle in acqua in ebollizione salata per 5 minuti. Scolarle e sgusciarle dal carapace. Unirle nel piatto di portata accanto alle fettine di salmone.
Lavare e asciugare delicatamente tutta la misticanza, metterla in una scodella e condirla con 3 cucchiai d’olio leggermente battuto con 1 cucchiaio di succo di limone e un pizzico di sale e pepe. Tagliare a fettine il limone rimasto, ben lavato e asciugato e metterle tutte attorno al piatto del pesce. Servire il pesce, accompagnando con l’insalatina e la crema di yogurt. Una fresca delizia!

Volendo si può preparare questa preparazione in conchiglia vuote di cappesante, sistemando da una parte il pesce, vicino un ciuffo di misticanza e un cucchiaio di salsina.

Cannelloni con crema al Sedano
Per 4 persone

16 cannelloni, 1 sedano verde, 300 gr di ricotta di pecora, 60 gr di gherigli di noci, 60 gr di parmigiano grattugiato, 4 cipollotti, ½ lt di latte 50 gr di burro, 2 cucchiai e mezzo di maizena, noce moscata, olio, sale.

Pulire il sedano, lavarlo bene e asciugarlo. Tagliare le foglie verdi e tritarle finemente. Tagliare le coste di sedano a dadini piccoli. Pulire e lavare i cipollotti e ridurli a anelli sottili.
In una padella con 3 cucchiai d’olio far soffriggere le coste di sedano e i cipollotti, aggiungere ½ bicchiere di brodo vegetale, salare e coprire. Cuocere a fiamma dolce per 10 minuti. Lasciare raffreddare.
In una terrina mescolare la ricotta con 30 gr di parmigiano. Unire il soffritto di verdure, il parmigiano rimasto, i gherigli di noci tritati finemente e le foglie di sedano tritate. Mescolare accuratamente e aggiustare di sale.
Preparare la besciamella col 50 gr di burro, ½ lt di latte e la maizena. Aggiungervi il parmigiano, sale e la grattata di noce moscata.
Far cuocere i cannelloni al dente in abbondante salata in ebollizione. Raffreddarli sotto l’acqua fredda. Scolarli e distenderli su un canovaccio.
Passare la crema di ricotta in una tasca da pasticceria con la bocchetta liscia e riempire i cannelloni.
In una pirofila unta di burro, mettere sul fondo un leggero strato di besciamella. Sistemare i cannelloni uno accanto all’altro e ricoprirli con la restante besciamella. Mettere in forno preriscaldato a 190° per 25 minuti.

ed infine il dolce:

Semifreddo con Mirtilli e Zabaione
Per 8 persone

4 tuorli, 300 gr di zucchero semolato, 200 gr di mirtilli, 250 gr di Marsala, 300 ml di panna.

In una piccola casseruola fare sciogliere 100 gr di zucchero in 100 ml di acqua. Abbassare la fiamma, aggiungere i mirtilli e fare cuocere per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Montare lo zucchero rimasto con i tuorli in un recipiente d’acciaio posto sopra una pentola con l’acqua in leggera ebollizione, sino ad ottenere un composto denso e spumoso, di colore giallo chiaro, poi aggiungere il marsala a filo, sempre usando la frusta. Continuare a montare lo zabaione per 10 minuti, sino a quando si rapprende. Togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Nel frattempo montare la panna a neve fermissima e incorporarla delicatamente allo zabaione oramai freddo, aggiungere anche metà del composto di mirtilli, senza mescolare troppo, per ottenere un effetto variegato.
Trasferire il dolce in un recipiente di metallo, coprirlo e metterlo in freezer. Al momento di servirlo, distribuire il semifreddo in coppette individuali e decorarlo con i mirtilli sciroppati rimasti.

Buona Festa della Repubblica a tutti, ciao! ♥

Lo Sapevate Che: Frasi, citazioni e aforismi sul 2 giugno - Festa della Repubblica...


Volgendo lo sguardo al nostro passato ci si accorge di quanto cammino sia stato fatto dalla Repubblica per garantire agli italiani democrazia, libertà, benessere, giustizia, diritti, qualità della vita. Di quanti ostacoli siano stati superati, quando è prevalsa la coesione, il senso di responsabilità, la lungimiranza. Di questo dobbiamo essere fieri, senza che questo possa indurre a trascurare i tanti problemi e le tante difficoltà che emergono.
Questa storia ci induce quindi a guardare al futuro con maggiore ottimismo e forza d’animo: il 2 giugno, oggi come ieri, è una festa per tutti gli italiani.
(Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, su La Stampa – 2 giugno 2016)

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.
(Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979)

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
(ART 1 della Costituzione Italiana)

Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati. Così l’hanno voluta coloro che la conquistarono dopo venti anni di lotta contro il fascismo e due anni di guerra di liberazione, e se così sarà oggi, ogni cittadino sarà pronto a difenderla contro chiunque tentasse di minacciarla con la violenza.
(Sandro Pertini, Discorso di insediamento, 1978)

O la Repubblica o il caos.
(Pietro Nenni In occasione del famoso referendum sulla monarchia)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà.
(Luigi Sturzo, Discorso, 1957)

Una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.
(Piero Calamandrei)

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione
(Piero Calamandrei)

La Patria non è un’opinione. O una bandiera e basta. La Patria è un vincolo fatto di molti vincoli che stanno nella nostra carne e nella nostra anima, nella nostra memoria genetica. È un legame che non si può estirpare come un pelo inopportuno.
(Oriana Fallaci)

La bandiera italiana è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che – ha detto – si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà.
(Carlo Azeglio Ciampi)

Popolo, ricordati che se nella Repubblica la giustizia non regna con impero assoluto, la libertà non è che un vano nome!
(Maximilien de Robespierre)

Questa Repubblica si può salvare. Ma, per questo, deve diventare la Repubblica della Costituzione.
(Nilde Jotti)

È una cosa che si è sempre vista, che buone leggi, che hanno fatto sì che una piccola repubblica diventasse grande, una volta che si è ingrandita le diventano di peso.
(Montesquieu)

In ogni repubblica vi dovrebbe essere un corpo adatto a correggere i pregiudizi, frenare le passioni smodate e controllare le opinioni incostanti di un’assemblea popolare.
(Alexander Hamilton)

Le repubbliche vengono create dalla virtù, dallo spirito pubblico e dall’intelligenza dei cittadini. Esse falliscono quando i saggi vengono banditi dai consigli pubblici, perché osano essere onesti, e gli sconsiderati vengono premiati, perché adulano la gente, in modo da poterla tradire.
(Joseph Story)

Una creatura perfettamente malvagia ma intelligente preferirà vivere in una condizione civile piuttosto che in uno stato di natura, per essere protetto dalla violenza che gli altri, essendo diavoli come lui, gli faranno sicuramente; e preferirà la repubblica al dispotismo perché il potere incontrollato di un despota che sia diabolico, come lui, è di gran lunga più pericoloso del potere diviso e regolato di una costituzione repubblicana.
(Immanuel Kant)

Venite a vedere come muore un garibaldino. Ah… muoio… muoio per la repubblica.
(Lamberto Duranti, ultime parole parole prima di morire, 5 gennaio 191
(aforisticamente.com)

“Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta.”
(Purgatorio canto 1 vv. 70-72)

Lo Sapevate Che: Due giugno: Festa della Repubblica...



Onora la tua patria

In qualunque paese andrai, o dimorerai,
e per qualunque tempo, non dimenticare
mai di essere italiano.
Sostieni l’onore della tua patria con la
rettitudine, con la dolcezza dei modi, con
la fermezza della buona volontà.
Amala questa patria, amala con amore forte,
perchè essa ha bisogno di chi l’ami veramente.
Luigi Settembrini

Lo sai, fanciullo, che cos’è la Patria?

È la casa dove tua madre
t’ha cullato sulle sue ginocchia e tuo
padre ha lavorato per te.
È il prato dov’è spuntata l’erba
trapunta di margherite, per la gioia
delle tue corse.
È la scuola dove s’è aperta la
tua piccola mente alle prime nozioni,
e il tuo cuore ai primi affetti.
È la terra su cui sventola la
bandiera dai tre colori.
È il cimitero dove riposano i
morti che i tuoi genitori piangono
ancora.
È il campanile da cui giunge
la voce che invita a pregare.
Sono i campi che producono
per te. Sono le pianure, le colline,
le montagne che tu calchi, di cui
tu respiri l’aria salubre.
È il cielo a cui tu volgi gli
occhi nella gioia e nel dolore.
(Poesia di Francesca Castellino
La  Patria )
Inno nazionale

Fratelli d’Italia 
L’Italia s’è desta, 
Dell’elmo di Scipio 
S’è cinta la testa. 
Dov’è la Vittoria? 
Le porga la chioma, 
Ché schiava di Roma 
Iddio la creò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.
Noi siamo da secoli 
Calpesti, derisi, 
Perché non siam popolo, 
Perché siam divisi. 
Raccolgaci un’unica 
Bandiera, una speme: 
Di fonderci insieme 
Già l’ora suonò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, 
l’Unione, e l’amore 
Rivelano ai Popoli 
Le vie del Signore; 
Giuriamo far libero 
Il suolo natìo: 
Uniti per Dio 
Chi vincer ci può? 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.
Dall’Alpi a Sicilia 
Dovunque è Legnano, 
Ogn’uom di Ferruccio 
Ha il core, ha la mano, 
I bimbi d’Italia 
Si chiaman Balilla, 
Il suon d’ogni squilla 
I Vespri suonò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.
Son giunchi che piegano 
Le spade vendute: 
Già l’Aquila d’Austria 
Le penne ha perdute. 
Il sangue d’Italia, 
Il sangue Polacco, 
Bevé, col cosacco, 
Ma il cor le bruciò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò
Approfittiamo di questa giornata per ricordarci i sacrifici e le lotte che ci sono state per far si che l’Italia diventasse una Repubblica libera, approfittiamo della giornata della Festa della Repubblica per sentirci tutti Italiani e tutti parte di un’unica Repubblica. Buon 2 giugno!!!

venerdì 1 giugno 2018

Speciale: Il Pesce nel piatto!...


Filetti di Salmone e Asparagi con salsina
Per 4 persone

800 gr di filetto di salmone, 20 asparagi privati della parte legnosa, olio, sale e pepe.

Spinate un filetto di salmone di circa 800 gr, sfregatelo con una presa di sale, mescolato con una macinata di pepe, e tagliatelo in 8 fette. Cuocete una ventina di asparagi per 5 minuti in acqua bollente salta, scolateli, fateli raffreddare e conditeli con un cucchiaio d’olio.
Spennellate le fette di salmone con un cucchiaio d’olio e cuocete 5 minuti per lato, su una griglia ben calda. Teneteli al caldo.
 In una ciotola emulsionate 6 cucchiai d’olio con il succo di un limone, un cucchiaino di senape in polvere, uno di senape in grani, uno di semi di cumino e una presa di sale. Condite con questa salsa sia il pesce che la verdura e servite con fettine di limone.

Insalata di Verdure e Cannolicchi
Per 4 persone

600 gr di cannolicchi, una grossa zucchina, 1 melanzana, 1 cedro, 4 peperoncini verdi dolci, 1 pomodoro grosso, vino bianco, maggiorana, olio, sale pepe rosa.

Lavare sotto l’acqua corrente i cannolicchi, sciacquarli bene e lasciarli a bagno per un’ora in acqua leggermente salata. Sciacquarli, e metterli in una padella, unendo ½ bicchiere di vino bianco secco. Coprire la padella e cuocere a fiamma alta per 4 minuti, finché si aprono. Eliminateli dai gusci. Eliminate quelli rimasti chiusi o vuoti. Staccate da ogni mollusco la vescichetta nera e scartatela.
Filtrate il fondo di cottura con un colino coperto da una garza. Versatene 2 cucchiai in una ciotola, unite 4 cucchiai d’olio, un cucchiaino di pepe rosa macinato e un pizzico di maggiorana.
Pulite le verdure, tagliate le melanzane a fette di ½ cm, i pomodori a spicchi, la zucchina per sbieco e il cedro a fettine sottili.
Cuocete i peperoncini e tutti gli ingredienti tagliati sulla griglia ben calda.
Disponete le verdure e il cedro tutto attorno ad un grande piatto di portata.
Al centro mettete i cannolicchi. Condite con la salsa preparata e lasciate insaporire una mezz’ora prima di portare in tavola. Deliziosi!

Fette di Tonnetto alla pizzaiola e Riso pilaf
Per 4 persone

4 fette da 120 gr di tonnetto, 300 gr di pomodori maturi, ½ cipolla, 2 spicchi d’aglio, 4 filetti di acciuga sotto sale, prezzemolo, origano, olio, sale, pepe.

Scottare i pomodori per qualche minuto in acqua bollente, pelarli, tritarli grossolanamente.
In un tegame fare appassire cipolla e aglio, tritati, in qualche cucchiaio d’olio, aggiungere le acciughe, diliscate e divise a pezzi, poco sale e pepe. Far cuocere per 5 minuti, unire origano e prezzemolo tritato.
Su una griglia o padella antiaderente, far dorare i filetti di pesce dalle due parti. Adagiarli quindi nel tegame del sugo preparato, continuando la cottura per 8 minuti, e irrorandoli con il sugo di cottura. Servire accompagnando con riso pilaf.

Lo Sapevate Che: L'Omeopatia è un effetto placebo a caro prezzo...


Sareste disposte ad acquistare una bottiglia di “Barolo omeopatico”, ottenuto con un processo di ripetute diluzioni in acqua? L’esempio è stato usato da Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, in un’intervista a Presa Diretta per spiegare cosa (non) contengono i preparati omeopatici. Da oltre 200 anni, l’omeopatia s basa sulla teoria del “simile che cura il simile”. Senza indagare le cause della malattia, si somministra la stessa sostanza che provoca il sintomo. Ma diluita. Una goccia di sostanza “curativa” è diluita in 99 gocce di acqua. Poi da questo nuovo “prodotto “si preleva un’altra goccia e la si diluisce in altre 99 e così via. Il CH che si legge sulle confezioni indica il numero di diluizioni che possono arrivare fino a 200 (200CH). Le gocce porterebbero con sé la “memoria” della sostanza così trasferita all’acqua nei vari passaggi. Nelle preparazioni a basse diluzioni (sotto le 12CH) ci potrà essere qualche “molecola di Barolo” (Lo considerereste ancora Barolo?) ma nelle più usate alte diluizioni non rimane nulla. Solo “acqua fresca” e zucchero. Un effetto placebo venduto a caro prezzo. Nella scorsa legislatura l’associazione delle aziende di prodotti omeopatici, Omeoimprese, ha inviato ai membri della Commissione Sanità del Senato i risultati dell’indagine sul “peso elettorale dell’omeopatia”. Tra gli obiettivi, anche capire, quanto fosse rilevante l’attenzione della politica nei confronti del settore. Agli “users omeopatici” indecisi sul voto, ad esempio è stato chiesto se di fronte alla valorizzazione dell’omeopatia da parte di un partito avrebbero potuto pensare di andare a votare. Da scienziato, mi colpisce che gli imprenditori dell’omeopatia, anziché promuoversi sulla base di evidenze scientifiche e prove di efficacie per la salute, puntino (ripieghino?) sul peso elettorale di chi usa questi preparati e sulla vox populi – dal siero di Bonifacio a Stamina – per modificare la normativa di settore. Compito della buona politica è invece essere legata ai fatti, allontanando i seduttori che promettono facili consensi. Lo ha fatto il governo inglese nel 2017, escludendo i prodotti omeopatici dal rimborso sanitario. In Italia i prodotti omeopatici sono fiscalmente detraibili ed esperti stimano che ogni anno sono richieste detrazioni per circa 50 milioni di euro, risorse che potrebbero essere investite, ad esempio, in assistenza ai malati cronici. Nel 2015 Nature ha inserito l’omeopatia tra i falsi miti duri a morire. Il motivo, forse, risiede anche nel fatto che a prescriverne i preparati sono medici e pediatri (in tutto in Italia sono circa 29mila quelli “omeopati”). Sia chiaro, l’assunzione del preparato non è rischiosa (non contenendo nulla), ma l’illusione che “curi” può ritardare l’assunzione di un trattamento necessario, con gravi conseguenze e, purtroppo, non mancano esempi. Negli Usa la FDA ha imposto che sui prodotti omeopatici sia specificato che non sono stati controllati scientificamente. E qualcosa si muove anche in Italia. Nel 2017, il Comitato nazionale di bioetica ha chiesto di sostituire il termine “medicinale” con “preparati” in etichette e fogli illustrativi di prodotti omeopatici, e di riportare la dicitura “di efficacia non convalidata scientificamente”. Mentre a marzo di quest’anno il Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli ordini dei medici ha accolto la meritoria richiesta del Presidente Filippo Anelli di istituire una commissione che riveda la posizione della Federazione in tema di omeopatia. Le parole sono importanti. Tanto più quando l’argomento è la nostra salute. Guai, quindi, a parlare di “cure” o “terapie” omeopatiche. Ed è sbagliato anche parlare di “medicina alternativa”, perché di alternativo alla medicina basata sulle evidenze scientifiche c’è solo la non-medicina. Che non-cura e non-guarisce.
Elena Cattaneo – Opinion – Donna di La Repubblica – 26 maggio 2018 –