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giovedì 30 dicembre 2021

Speciale: Menù del 30 Dicembre 2021 e buon pranzo a tutti!


“Viaggia più veloce chi viaggia da solo.” Rudyard Kipling

 

 

Tagliatelle agli Scampi

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

350 gr di tagliatelle fresche, 16 scampi freschi interi, un ciuffo di prezzemolo, 1 cucchiaio di verdure per soffritto (cipolla, aglio, sedano, carota), 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, liquore Cognac, vino bianco secco, burro, olio, sale, pepe.

 

Sgusciare gli scampi. Lavare e tritare i gusci e le teste dei crostacei e farli rosolare in una casseruola in 3 cucchiai d’olio. Aggiungere 1 bicchierino di Cognac e fare evaporare. Aggiungere ½ bicchiere di vino bianco secco e fare evaporare. Aggiungere il cucchiaio di erbe per il soffritto, fare rosolare, coprire a filo con acqua calda, incoperchiare e fare cuocere per 30 minuti. Togliere dal fuoco e filtrare il brodetto, regolando di sale e pepe. Tenerlo al caldo. Fare cuocere le tagliatelle al dente in abbondante acqua salata. Tritare la metà degli scampi e tagliare a metà la parte residua. Fare rosolare tutto il pesce in un tegame con 30 gr di burro spumeggiante. Scolare la pasta e aggiungerla nel tegame con il pesce, bagnare col brodetto caldo, pepare, regolare di sale, mescolare velocemente e aggiungere 1 cucchiaio di prezzemolo tritato. Servire subito nel tegame.

 

 

 

Polpettone di Formaggio e Verdure con salsa al cren

Per 4 persone

 

1 kg di coste, 4 uova sbattute, 1etto di crostini abbrustoliti nel forno con pepe, 50 gr di semi di girasole, 200 gr di formaggio provolone o caprino a cubetti, 100 gr di panna, parmigiano grattugiato, maggiorana, burro, olio, sale. Per servire salsa al cren.

 

Lavare e scottare le coste in acqua salata in ebollizione. Scolarle e tagliarle pezzi di 2 cm. Mescolarle con tutti gli altri ingredienti, aggiungere le spezie, il parmigiano grattugiato e il sale. Versare l’impasto ottenuto in uno stampo da plum cake, precedentemente foderato con carta da forno, unta con il burro. Fare cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti. Servire con una salsina al cren.

 

 

                                                                    

Migliaccio

Per 8 persone

 

Ingredienti:

 

100 gr di semolino di grano (le sue origini nascono con la composizione di farina di miglio), 90 gr di burro, 450 gr di zucchero, 8 uova, la scorza di un limone non trattata, 300 gr di ricotta, 100 gr di cedro e bucce di arancia candide, 1 bicchierino di liquore limoncello, 1 bustina di vanillina, un pizzico di sale. Zucchero vanigliato.

 

In una casseruola portare a ebollizione il latte con 400 gr di zucchero, un pizzico di sale, e la buccia di limone. Quando il latte sta per bollire unire 60 gr di burro, mescolare bene fin che sia sciolto e prima che inizi a bollire il latte unire il semolino tutto insieme e velocemente mescolare, facendolo cuocere per 8 minuti, a fiamma moderata e sempre mescolando. Versare il composto in una ciotola per raffreddare e rimestarlo ogni tanto affinché non formi una pellicina in superficie. Eliminare la buccia del limone. Battere le uova in una terrina con i rebbi di una forchetta, aggiungere la bustina di vanillina, amalgamare bene e unire al semolino. Unire anche i canditi sminuzzandoli un poco e il liquore di limoncello. Mescolare con delicatezza gli ingredienti. Cospargere degli stampini da budino imburrati con lo zucchero e versare in ognuno il composto. Mettere gli stampini inforno preriscaldato a 170° per 30 minuti, finché si sia formata sulla superficie una crosticina dorata. Toglierli dal forno, lasciarli raffreddare e cospargerli con zucchero vanigliato.

 

Lo Sapevate Che: Rudyard Kipling: È stato uno scrittore e poeta britannico. Fra le sue opere più note: la raccolta di racconti Il libro della giungla, i romanzi Kim, Capitani coraggiosi, i componimenti in versi Gunga Din, Se e Il fardello dell'uomo bianco. Wikipedia


“Viaggia più veloce chi viaggia da solo.” Rudyard Kipling

 

Per gli amici, conosciuti e sconosciuti

La sua ricca produzione di racconti fantastici ancora oggi è capace di toccare nell'animo lettori giovani e adulti. Il gusto dell'avventura, il fascino dell'ignoto, la nostalgia di sogni infantili, la scienza e la magia, il fatalismo orientale, la natura selvaggia e la poesia di Kipling fanno riscoprire un senso di genuinità perduta. Rudyard Kipling è stato a lungo considerato come il cantore dell'Imperialismo britannico, e tardi ci si è accorti che egli esprimeva un'idea dell'Impero molto diversa da quella attribuitagli dai critici più superficiali. Il concetto dell'uomo bianco che porta la civiltà presso le popolazioni altrimenti condannate alla barbarie, giustifica il fatto che se Kipling aveva una fede incrollabile nella missione imperialistica dell'Inghilterra, era perché la credeva capace di amare e rispettare le nazioni e i popoli a lei sottomessi.

Joseph Rudyard Kipling nasce a Bombay, India, il 30 dicembre 1865, da genitori inglesi. Il padre John Lockwood Kipling era curatore del Museo di Lahore, nella regione del Punjab, ed insegnante di scultura architettonica: da lui il futuro scrittore erediterà quel discreto talento di disegnatore che avrebbe poi usato per illustrare alcune delle sue storie; la madre, Alice Macdonald, proveniva da una famiglia dell'alta borghesia.

All'età di sei anni, insieme alla sorella Trix, Rudyard viene inviato a Southsea, in Inghilterra, presso una famiglia di parenti, per studiare in una scuola di rigida tradizione puritana, affinché gli venga impartita una corretta educazione inglese.

La lontananza dai genitori, il distacco avvenuto in così tenera età provocano nell'animo del giovane Kipling una profonda e dolorosa ferita che non si rimarginerà. La famiglia Holloway utilizza metodi di educazione severi e malevoli: considerano Rudyard un po' selvaggio e gli infliggono punizioni fisiche e psicologiche talmente pesanti da compromettergli la salute e la vista.

Lo strazio di quei tormenti e le difficili condizioni di vita di quel periodo si ritroveranno descritte nel racconto di Kipling "Bee, bee, pecora nera" (1888), e nel romanzo "La luce che si spense" (1890). Quel tragico primo capitolo della sua vita vede la fine nel marzo del 1877 con il ritorno della madre, chiamata per assistere il ragazzo in precario stato di salute.

Nel 1878 Rudyard Kipling entra nello United Service College di Westward Ho (Devonshire), frequentato dai figli dei militari e funzionari in servizio. In quell'ambiente vive la durezza dell'educazione ottocentesca inglese, non priva di punizioni corporali inferte ai giovani allievi dagli stessi insegnanti o dagli studenti più anziani. Kipling narra dei quattro anni di collegio nell'opera "Stalky & C." (1899).

Nel 1882 Kipling torna in India, dove inizia il suo apprendistato nella "Civil and Military Gazzette", quotidiano inglese di Lahore. Qui pubblica la sua prima raccolta di poesie intitolata "Departmental Ditties and Other Verses" (1886).

Nel 1887 diviene viceredattore del "The Pioneer" - più importante quotidiano dell'India - di Allahabad, sede del giornale e città dove si trasferisce.

La sua carriera di scrittore inizia con la pubblicazione della prima raccolta di racconti dal titolo "Racconti semplici dalle colline" (1888), a cui fanno seguito altri volumi di racconti: "Il risciò fantasma e altre storie fantastiche" (1888), "Tre soldati" (1888), "La storia di Gadsby" (1888), "In bianco e nero" (1888). Queste storie pur mantenendosi ancorate alle atmosfere indiane sviluppano particolari elementi di stile e di contenuto che rivelano uno scrittore di talento.

Nel 1889 Kipling decide di tornare in Europa: passa per il Giappone, s'imbarca per gli Stati Uniti, approda a San Francisco, poi da New York raggiunge Londra dove, per la fama che lo aveva preceduto, l'accoglienza è calorosissima.

Tre anni più tardi pubblica il racconto "Il prezzo della vita", poi, per gravi problemi di salute e per un accumulo di eccessiva stanchezza, decide di sospendere la sua attività di scrittore a tempo indeterminato.

Per recuperare una condizione psico-fisica migliore i medici consigliano a Kipling di intraprendere un viaggio per mare, suggerimento che egli accoglie con entusiasmo. Inizia così un viaggio lungo sei mesi che tocca l'America, l'Africa, l'Australia e la Nuova Zelanda.

Torna a Londra nel gennaio 1892 e sposa Caroline Starr Balestrier, di origine americana. Poco dopo pubblica il volume "Le ballate di caserma". Questa raccolta di testi poetici aggiunge al suo nome e alla fama di narratore, quella di poeta. La popolarità di Kipling diviene enorme: sarà uno degli autori più pagati della sua epoca, letto come nessun altro, ascoltato e venerato come un oracolo.

Nello stesso anno Rudyard Kipling si trasferisce negli Stati Uniti, nel Vermont, dove vivrà per quattro anni e dove nasceranno due figlie: Josephine, che purtroppo morirà precocemente a sette anni, ed Elsie.

I successivi sono anni di intensa produzione letteraria in cui vengono pubblicati: "Illusioni" (1893), "Il libro della giungla" (1894, noto al grande pubblico per le diverse trasposizioni cinematografiche tra cui il film d'animazione Disney), "Il secondo libro della giungla" (1895), e la raccolta di poesie "I sette mari" (1896).

Nel 1894, in suo onore, due città del Michigan vengono battezzate, in suo onore, "Kipling" e "Rudyard".

Nel 1897 torna in Inghilterra e con tutta la famiglia si stabilisce a Rottingdean, vicino a Brighton, dove nasce il figlio John. Nello stesso anno pubblica "Capitani coraggiosi" (1897), e "Il lavoro quotidiano" (1897), ai quali due anni dopo seguirà una delle sue opere più celebri, "Il fardello dell'uomo bianco" (1899), in cui esalta il concetto di superiorità della razza bianca alla quale è affidato il compito di civilizzare le popolazioni arretrate.

Nel 1900, allo scoppio della guerra anglo-boera, Kipling parte per il Sudafrica come corrispondente di guerra: le esperienze vissute in questo periodo forniscono l'ispirazione per il romanzo "Kim" (1901), da molti considerato il suo capolavoro. A guerra finita e fino al 1908 Kipling vivrà in Sudafrica, dove agli impegni giornalistici affiancherà un'instancabile attività letteraria. Pubblica "Storie proprio così" (1902), "Le cinque Nazioni" (1903), "Traffici e scoperte" (1904) e "Puck delle colline" (1906).

Nel 1907 a Rudyard Kipling viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura.

Torna nuovamente in patria dove per un periodo di circa cinque anni si impegna politicamente nel partito conservatore, ma le antipatie che ne derivano lo convincono ad abbandonare la politica. Nel frattempo pubblica "Azioni e reazioni" (1909) e "Ricompense e Fate" (1910).

All'inizio della Prima guerra mondiale, Kipling torna a svolgere l'incarico di corrispondente di guerra, prima sul fronte occidentale, poi su quello italiano. La guerra sarà per lui fonte di una tremenda sciagura: la perdita del figlio John, arruolatosi volontario, dato per disperso nel 1915.

Successivamente pubblica "Creature" (1917), le raccolte "The Years Between" (1919), "Debiti e Crediti" (1926), "Quel servo del tuo cane" (1930), e "Il limite e la potenza" (1932), l'ultima sua opera narrativa.

Rudyard Kipling muore improvvisamente il giorno 18 gennaio 1936 a Londra.

L'autobiografia "Something of myself, for my friends known and unknown" verrà pubblicata postuma l'anno seguente.

La sua salma è sepolta nell'Abbazia di Westminster, fra i Grandi d'Inghilterra.

https://biografieonline.it/biografia-rudyard-kipling

Lo Sapevate Che: Rita Levi Montalcini: È stata una delle menti più eccelse e illustri che la ricerca italiana abbia conosciuto. Ricercatrice e neurologa, nel 1986 è stata insignita del Nobel per la medicina.


“Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.” Rita Levi Montalcini

 

La ricerca non può finire

Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Entrata alla scuola medica di Levi all'età di vent'anni, si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi.

La passione per la sua materia comunque la sospinge e le dona la forza per andare avanti tanto che continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.

Gli anni della guerra

Sono anni assai travagliati per il mondo e per l'Europa. Infuria la seconda guerra mondiale ed è assai difficile trovare luoghi dove poter stare tranquilli, figuriamoci intraprendere delle ricerche.

Nel suo girovagare, nel 1943 approda a Firenze, dove vive in clandestinità per qualche anno, prestando fra l'altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati.

Finalmente, nel 1945 la guerra finisce, lasciandosi alle spalle milioni di morti e devastazioni inimmaginabili in tutti i Paesi.

La ricerca in America

Dopo così lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita torna nella sua città natale (giusto poco prima dell'invasione tedesca del Belgio), riprendendo con più serenità le sue importanti ricerche insieme a Levi, sempre attraverso un laboratorio domestico.

Poco dopo riceve un'offerta difficilmente rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri). Accetta, dopo essersi però ben assicurata che potrà proseguire le stesse ricerche che aveva cominciato a Torino. La giovane Rita ancora non sa che l'America diventerà una sorta di sua seconda patria, vivendoci con incarichi prestigiosi per oltre trent'anni (diventerà professore di Neurobiologia), e precisamente fino al 1977.

I risultati scientifici

Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le tappe di questa straordinaria ricerca che ha portato a risultati altrettanto straordinari. I suoi primi studi (risaliamo agli anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati.

Nel 1951-1952 Rita Levi Montalcini scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.

Il Premio Nobel

Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen).

Nella motivazione del Premio si legge:

"La scoperta del NGF all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".

Rita Levi Montalcini nei decenni dal 1960 al 2000

Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare.

Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di Superesperto.

Le indagini di Rita Levi Montalcini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti (negli anni 2000) hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.

Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society.

È inoltre per tutta la vita molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società.

Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L'obiettivo è quello di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.

Gli ultimi anni

In data 22 gennaio 2008 l'Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.

Rita Levi Montalcini muore alla straordinaria età di 103 anni il 30 dicembre 2012 a Roma.

Alcune pubblicazioni significative di Rita Levi Montalcini

  • Origine ed Evoluzione del nucleo accessorio del Nervo abducente nell'embrione di pollo, Tip. Cuggiani, 1942.
  • Cantico di una vita, Raffaello Cortina Editore, 2000
  • La galassia mente, Baldini & Castoldi, 1999
  • L' asso nella manica a brandelli, Baldini & Castoldi, 1998
  • Senz'olio contro vento, Baldini & Castoldi, 1996
  • Per i settanta anni della Enciclopedia italiana, 1925-1995, Istituto della Enciclopedia italiana, 1995
  • Il tuo futuro, Garzanti, 1993
  • NGF : apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia, Roma Napoli, 1989
  • Sclerosi multipla in Italia : aspetti e problemi, AISM, 1989
  • Elogio dell'imperfezione, Garzanti, 1987
  • Il messaggio nervoso, Rizzoli, 1975

https://biografieonline.it/biografia-rita-levi-montalcini

Lo Sapevate Che: Diego Della Valle: Tra i protagonisti della sfera imprenditoriale italiana, la sua attività spazia dal tessile al calcio, passando per l'editoria e i motori.


In alto l'Italia

E' il creatore di tre dei marchi "Tod's", "Hogan" e "Fay", tutti sinonimi del lusso italiano. Oggi chi vuol vestire in modo elegante difficilmente può prescindere dai capi sfornati dalle aziende di Diego Della Valle, imprenditore che rappresenta un fiore all'occhiello per l'Italia in virtù non solo della sua competenza ma anche della grande sensibilità con cui conduce le sue aziende. La sua attenzione per il benessere dei lavoratori ne fanno uno dei pochi imprenditori "etici" presenti sulla scena industriale.

L'avventura di Diego Della Valle parte agli inizi del secolo dalla calzoleria artigianale del nonno Filippo, a Casette D'Ete, un paesino in provincia di Fermo. Nato il 30 dicembre 1953 dopo gli studi in legge a Bologna e un breve periodo di lavoro negli Stati Uniti, nel 1975 entra nell'azienda di famiglia, affiancando il padre nella gestione. Ma è sua l'idea di un innovativo piano di marketing (e del lancio di nuovi marchi), che dagli anni '80 hanno reso famoso il nome Della Valle.

Con il successo è poi arrivata inevitabilmente la quotazione in Borsa, una sorta di battesimo del fuoco che finora ha solo portato bene all'azienda italiana. Abilissimo nel fiutare i prodotti e le griffe, anche di nicchia, che possono avere un appeal, Diego Della Valle era già entrato in banca, naturalmente arrivando al consiglio di amminsitrazione, alla fine degli anni '90 e precisamente alla Comit. Un ruolo che lo portò a proverbiali scontri con la guida di Mediobanca a proposito del destino dell'istituto di Piazza della Scala.

Da qualche tempo oltre ad essere entrato in punta di piedi nel calcio acquistando la moribonda Fiorentina dell'ex Vittorio Cecchi Gori, Della Valle è anche nel consiglio del polo francese del lusso "Louis Vuitton Moet Hennessy" (con cui è partner per "Acqua di Parma").

Si è poi assicurato un piccolo ma importante 2% delle azioni RCS, una mossa che gli ha permesso di entrare a far parte del consiglio di amministrazione del quotidiano di via Solferino, il "Corriere della sera".

I suoi interessi spaziano dunque dalle rotative agli stadi, passando sempre per la moda e l'innovazione. Visti gli straordinari successi della sua attività imprenditoriale, nel 1996 è stato nominato Cavaliere del Lavoro.

Schierato politicamente con il centro sinistra, nel marzo del 2006 Diego Della Valle si è dimesso dal direttivo di Confindustria, in seguito all'attacco che Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale, gli ha rivolto al convegno dell'associazione.

Conseguentemente allo scandalo di "Calciopoli" le sentenze emesse (luglio 2006) hanno portato la Fiorentina in serie B con una penalizzazione di 12 punti e l'inibizione di Diego Della Valle per quattro anni.

Fino al 2006 è stato azionista e consigliere di BNL (Banca Nazionale del Lavoro). L'anno seguente Della Valle acquisisce un numero rilevante di quote azionarie di Piaggio e di Bialetti.

Nel maggio del 2009 acquista il 5,9% delle quote dei grandi magazzini di lusso americani "Saks Fifth Avenue", per un valore di 30,3 milioni di dollari, diventando il secondo azionista. La rete di magazzini Saks è il principale distributore del "made in Italy" sul mercato statunitense: un anno dopo le quote di Della Valle salgono al 7,13%.

Alla fine del mese di marzo 2010 rassegna le proprie dimissioni da Presidente onorario della Fiorentina.

https://biografieonline.it/biografia-diego-della-valle

mercoledì 29 dicembre 2021

Speciale: Menù del 29 Dicembre 2021 e buon pranzo a tutti!


“Dio l'abbiamo cercato, però non abbiamo avuto una risposta.” Shlomo Venezia

 

 

Pescoi, involtini di cavolo Veneti con fette di Polenta

Per 6 persone

 

1 kg di cavolo verza, 2 etti di carne tritata di vitello, 1 etto di carne tritata di maiale, 1 etto di prosciutto cotto in una sola fetta, 1 etto di riso Originario, 1 uovo, 1 cucchiaio di prezzemolo, 50 gr di parmigiano grattugiato, ½ lt di brodo vegetale, olio, sale, pepe. Per la polenta: 500 gr di farina per polenta taragna.

 

Fate bollire 1 lt e 750 gr di acqua, salatela e versateci a pioggia la farina, mescolate velocemente con una frusta in modo da non formare grumi. Continuate a cuocere per un’ora, poi voltate la polenta su un piano da lavoro, inumidito con acqua e fatela raffreddare.

Far bollire in acqua salata il riso per 10 minuti e scolarlo. Sfogliare il cavolo. Lavare le foglie. Portare ad ebollizione in una casseruola abbondante acqua salata. Fare scottare le foglie per 3 minuti, poche alla volta. Prelevarle con un mestolo forato e posarle su un canovaccio pulito, una accanto all’altra. Preparare l’impasto. Tritare finemente il prosciutto, metterlo in una ciotola e unirvi le carni trite, l’uovo leggermente battuto, il parmigiano, il riso bollito, il prezzemolo, regolare di sale e pepe. Mescolare bene il composto e riempire ciascuna foglia di cavolo, a cui avrete eliminato le nervature dure. Richiudere bene le foglie ad involtino. Sistemare gli involtini in un tegame in un solo strato e coprirli con il brodo vegetale. Cuocere a tegame coperto e a fuoco moderato per mezz’ora dall’ebollizione, aggiungendo eventualmente ancora un poco di brodo se necessario. Tagliate la polenta a fette e fatele grigliare da entrambi le parti, sotto il grill del forno. Servire gli involtini con le fette di polenta.

 

 

Arancini dolci di Polenta

Per 4 persone

200 gr di farina di grano saraceno, 1 lt di latte, gr 200 di zucchero, 3 uova, una tavoletta di cioccolato al latte, 50 gr di burro.

Preparate una polenta con farina, latte e 100 gr di zucchero. Via dal fuoco incorporate il burro ammorbidito, i tuorli e infine gli albumi montati a neve. Con il composto ottenuto formate delle palline della grossezza di un arancino di riso. Al centro di ognuno mettete un quadretto di cioccolato, quindi disponeteli su un piatto da portata e ricopriteli con un caramello preparato con lo zucchero rimasto e pochissima acqua.

 

Lo Sapevate che: Shlomo Venezia: E stato un memorialista italiano, superstite della Shoah e importante testimone della sua esperienza all'interno dei campi di concentramento nazisti. Fu tra i pochissimi sopravvissuti all'eliminazione sistematica dei prigionieri appartenenti al Sonderkommando di Birkenau. Wikipedia


“Dio l'abbiamo cercato, però non abbiamo avuto una risposta.” Shlomo Venezia

 

Testimone del tempo oscuro degli uomini

Shlomo Venezia nasce a Salonicco (Grecia) il 29 dicembre 1923. Cittadino italiano di origine ebraica, è un testimone deportato ad Auschwitz dai nazisti. E' uno dei pochissimi sopravvissuti nel mondo - è l'unico in Italia - ad essere appartenuto durante la propria prigionia a particolari unità speciali destinate alla cremazione dei corpi dei deportati, uccisi nelle camere a gas del campo di concentramento polacco.

Come racconta egli stesso nel suo libro di memorie "Sonderkommando Auschwitz" (2007), le squadre venivano periodicamente uccise proprio per mantenere segreto ciò che avveniva.

Shlomo Venezia viene arrestato con la famiglia a Salonicco nel mese di aprile del 1944 e deportato presso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, uno dei tre campi principali che componevano il complesso di Auschwitz. Durante la selezione operata dai medici nazisti per individuare i deportati considerati abili al lavoro - quelli considerati inutili venivano subito inviati alle camere a gas - Shlomo Venezia si salva insieme a due cugini e al solo fratello.

Dopo essere stato sottoposto a rasatura, doccia, tatuazione di un numero identificativo (sull'avambraccio sinistro) e vestizione, viene rinchiuso in una sezione isolata del campo dedicata alla quarantena dei nuovi arrivati. Considerate la sua robusta costituzione e le buone condizioni fisiche, dopo soli venti giorni Venezia viene assegnato al Sonderkommando di uno dei forni crematori.

Lo scrittore Primo Levi, anch'egli deportato presso Auschwitz, noto autore del libro "Se questo è un uomo", ebbe modo di affermare che l'istituzione di queste squadre speciali rappresentò il più grave crimine del nazionalsocialismo, perché i nazisti cercarono attraverso il Sonderkommando di condividere e scaricare il crimine sulle vittime stesse.

Dopo la liberazione Shlomo Venezia diviene uno tra i più importanti portavoce di questi fatti. Ospite in trasmissioni tv, invitato in conferenze nelle scuole, nelle manifestazioni a ricordo della Shoah, Venezia rivolge oggi il suo interesse all'educazione dei giovani, perchè non dimentichino, e perchè siano portavoci futuri dell'immane tragedia che è stata l'Olocausto.

Shlomo Venezia muore a Roma il giorno 1 ottobre 2012 all'età di 88 anni.

https://biografieonline.it/biografia-shlomo-venezia

Lo Sapevate Che: Luigi Albertini: È stato un giornalista e editore italiano. Fu direttore del Corriere della Sera dal 1900 al 1921, portandolo alla posizione di prestigio che il quotidiano mantiene ancora oggi. Wikipedia


“La domanda di scioglimento della società proprietaria del Corriere della Sera intimatami dai fratelli Crespi porta al mio distacco da questo giornale. Avrei avuto il diritto in sede di liquidazione di entrare in gara con essi per l'acquisto dell'azienda; ma era il mio un diritto teorico che in pratica non potevo esercitare. Non potevo esercitarlo, sia perché mi mancavano i mezzi per vincere nella gara i fratelli Crespi, possessori della maggioranza delle quote sociali, sia perché, quand'anche fossi riuscito a vincerli, la mia vittoria sarebbe stata frustrata dalla minacciata sospensione del Corriere. Abbiamo dovuto dunque, mio fratello ed io, rassegnarci alle conseguenze dell'intimazione dei signori Crespi, cedere loro le nostre quote e rinunziare alla gerenza ed alla direzione di questo giornale.” Luigi Albertini

 

Colonna del “Corriere”

Luigi Albertini nasce ad Ancona il 19 ottobre 1871. Giovane studente in giurisprudenza, prima a Bologna e poi a Torino - dove conosce e frequenta Luigi Einaudi, Saverio Nitti, Luigi Roux - manifesta già un forte interesse per le scienze sociali ed economiche ed una passione per il giornalismo. Quest'ultima lo porta, nel 1896, dopo una breve permanenza a Londra, al "Corriere della Sera", chiamato dal proprietario Torelli Viollier - l'altro socio comproprietario è l'imprenditore Crespi - che inventa per lui il ruolo di "segretario di redazione", ed egli non tarda a farsi apprezzare.

All'inizio del 1900 è nominato direttore amministrativo e, dopo la morte di Torelli Viollier, avvenuta il 26 aprile, la proprietà gli affida il prestigioso ruolo di direttore responsabile e, implicitamente, quello di direttore politico, in precedenza detenuto dal socio deceduto.

Luigi Albertini imprime al giornale una chiara impronta liberal-conservatrice divenendo un feroce oppositore di Giovanni Giolitti, al quale addebita la responsabilità di una classe politica eticamente biasimevole ed uno scarsissimo interesse per le regioni del Mezzogiorno.

Con la società "Luigi Albertini e C." rileva una quota della proprietà della testata, in un momento di forte crisi di vendite e, entro pochi anni, raddoppia le copie e supera di molto il concorrente storico "Il Secolo". Nasce nel 1899 la gloriosa "Domenica del Corriere". Conserva la guida del "Corriere" per venti anni, trasformandolo in una delle testate più prestigiose d'Europa.

Nominato senatore nel 1914 prende posizione a sostegno dell'intervento bellico, avviando una campagna in tal senso anche dalle pagine del suo giornale. In seguito a nuovi impegni legati alla carica politica nel 1921 affida il giornale al fratello Alberto.

Inizialmente favorevole al Fascismo ne prende subito dopo, e fermamente, le distanze, tanto da essere indotto, in seguito alle pressioni ed intimidazioni sempre più frequenti del regime, ad abbandonare ogni attività e ritirarsi a vita privata, conservando però, per ancora quattro anni, la carica di senatore.

Approfittando della sua condizione di debolezza i Crespi riescono ad acquisire le sue quote di proprietà, estromettendolo del tutto dal giornale.

Negli anni che seguono Albertini si dedica, con ottimi risultati, all'agricoltura, e comincia ad affidare alla penna la sua ventennale esperienza politica. Compone due imponenti opere, entrambe pubblicate dopo la morte: "Le origini della guerra del 1914", in tre volumi, e "Venti anni di vita politica, 1898-1918", in cinque volumi.

Luigi Albertini si spegne all'età di 70 anni, a Roma, il 29 dicembre 1941. Fra le altre opere di Luigi Albertini si ricorda "La questione delle 8 ore di lavoro", del 1894. Altre raccolte di scritti, discorsi e lettere sono uscite postume.

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