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martedì 30 marzo 2021

Lo Sapevate Che: Franco Cosimo Panini: È il re delle figurine che lanciò insieme ai fratelli negli anni Sessanta, facendone un fenomeno sociale e culturale, prima che uno straordinario successo editoriale

Franco Cosimo Panini (Maranello, 8 ottobre 1931 – Modena, 30 marzo 2007) è stato un editore italiano.

Già famoso per aver reso popolari in tutto il mondo le mitiche figurine, la sua fama e il suo valore sono legati anche alla pubblicazione di volumi di grande pregio, tanto da essere definito dal caro amico Antonio Paolucci «L'editore che inseguiva la bellezza».

È stato presidente della casa editrice da lui fondata, la Franco Cosimo Panini Editore, nata dallo scioglimento dell'azienda familiare fondata insieme ai fratelli Giuseppe, Umberto e Benito ad inizio anni sessanta.

Sposato dal 1960 con Emilia Spalanzani, ha avuto cinque figli: Laura, Silvia, Maria Teresa, Lucia e Luca[1].

Franco Cosimo Panini è morto nel 2007 ed è stato sepolto nel cimitero di Maranello.

Nato a Maranello nel 1931, ultimo degli otto figli di Antonio Panini (1897-1941) e Olga Cuoghi (1900-1987), Franco Cosimo Panini ebbe il primo contatto con il mondo della carta stampata lavorando nell'edicola di corso Duomo, nel centro di Modena.

All'età di trentadue anni lasciò la banca dove lavorava come ragioniere per unirsi ai fratelli Giuseppe, Umberto e Benito, che avevano avviato una promettente attività: la produzione di figurine per ragazzi. Era l'inizio della grande epopea delle figurine Panini, a cui Franco Cosimo contribuì concentrandosi sullo sviluppo internazionale della società.

Nel 1990, dopo la cessione della Panini International, fondò la casa editrice che porta il suo nome. Nell'arco di qualche anno Franco Cosimo Panini ideò due progetti editoriali di eccezionale valore scientifico e culturale: la collana Mirabilia Italiae, la più completa ed esauriente serie di volumi mai dedicati ai principali monumenti del nostro paese; e la collana di facsimili di codici miniati La Biblioteca Impossibile, inaugurata nel 1995 con la riproduzione della celebre Bibbia di Borso d'Este.

In virtù dell'importanza di questi progetti editoriali Franco Cosimo Panini ricevette numerosi riconoscimenti. Nel 1999 fu nominato grande ufficiale della Repubblica Italiana, nel 2000 ricevette dall'Università di Modena la laurea honoris causa, nel 2003 fu insignito dell'onorificenza di cavaliere di gran croce della Repubblica Italiana.

Accanto all'impegno nella promozione e diffusione dell’arte e della cultura, Franco Cosimo Panini si è distinto per la pubblicazione di libri per bambini (come la Pimpa di Altan) e del tabloid umoristico Comix, da cui nacque l’agenda scolastica.

Dopo la sua scomparsa, il timone dell’azienda è passato alla figlia Laura, che – insieme ai fratelli Luca, Silvia, Maria Teresa e Lucia – ha portato avanti l'azienda e i progetti editoriali più ambiziosi del padre.

Oggi la Franco Cosimo Panini Editore vanta tre divisioni specializzate rispettivamente nell'editoria d'arte, nell'editoria per l'infanzia e nella produzione e distribuzione di prodotti per la scuola e il tempo libero e conta oltre 150 fra dipendenti e collaboratori divisi tra la sede principale – al Direzionale 70 di Modena – e il centro logistico di Ozzano dell'Emilia (BO).

Principali opere pubblicate

Franco Cosimo Panini si è distinto nella sua attività di editore per la pubblicazione di opere letterarie di particolare valore e pregio. Qui si segnalano in particolare la collana Mirabilia Italiae, con volumi dedicati ai principali monumenti italiani, e le edizioni in facsimile di preziosi codici miniati, raccolti nella collana La Biblioteca Impossibile.

Quest'ultima comprende ad oggi i seguenti titoli:

La Bibbia di Borso d'Este

Historia plantarum

Il Libro d'Ore Visconti

La Bibbia di Federico da Montefeltro

Il Libro d'Ore di Lorenzo de' Medici

La Divina Commedia di Alfonso d'Aragona

Il Libro d'Ore di Bonaparte Ghislieri

Il Libro d'Ore Durazzo

Il Lezionario Farnese

Il Libro d'Ore Torriani

Le Ore Medici Rotschild

Il Libro d'Ore del Perugino

Le Très Riches Heures del Duca di Berry

Il libro delle sorti

La Grammatica Sforza

Il Leggendario Sforza-Savoia

https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Cosimo_Panini

lunedì 29 marzo 2021

Speciale: Il menù del lunedì e buon pranzo! …☺♥ …

 

“Non sempre chi ti tira della merda addosso lo fa per farti del male; non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa per farti del bene.” Terence Hill

 


 

Penne alla Parmigiana

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

450 gr di penne, 2 melanzane, 1 spicchio d’aglio, 250 gr di passata di pomodoro, un ciuffo di basilico, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di salvia, 1 mozzarella di bufala, 150 gr di parmigiano grattugiato, olio, sale e pepe.

 

Lavate e pulite le melanzane. Affettatele e poi friggetele in una padella con 4 cucchiai d’olio. Fate asciugare l’olio in eccesso su carta da cucina. In una piccola casseruola con 3 cucchiai d’olio, fate soffriggere lo spicchio d’aglio, unite la passata di pomodoro e le foglie di basilico, salate e pepate. Fate cuocere per 15 minuti. Tritate le foglie del rosmarino e della salvia, fatele rosolare in un padellino con 3 cucchiai d’olio. Affettate sottilmente la mozzarella. In una casseruola, con abbondante acqua salata, fate cuocere la pasta al dente. Scolatela e conditela con l’olio agli aromi di rosmarino e salvia. In una pirofila oliata, sistemate uno strato di pasta, uno di melanzane, uno di fettine di mozzarella, salate e pepate. Aggiungete una spolverata di parmigiano. Ripetete gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti. Finite con la spolverata di parmigiano grattugiato. Mettete la pirofila in forno preriscaldato a 190° per 15 minuti. Servite caldissimo.

 

 

Calzoncini Campani

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

400 gr di farina, 25 gr di lievito di birra, 250 gr di mozzarella, 200 gr di ricotta di capra, 100 gr salame Napoli, 2 uova, 40 gr di parmigiano grattugiato, un ciuffo di prezzemolo, olio, sale pepe

 

Stemperare il lievito in ½ bicchiere di acqua tiepida, aggiungere 50 gr di farina e lavorare gli ingredienti sino ad ottenere una pasta omogenea. Coprirla con un tovagliolo e lasciarla lievitare per circa un’ora. Mettere la farina rimasta in una terrina capiente e formare la fontana. Porvi al centro l’impasto lievitato a pezzetti, un bicchiere d’acqua tiepida e una presa di sale. Impastare con cura il tutto, lavorando energicamente il composto per circa 10 minuti. Stendere la pasta su di un piano infarinato, facendo forza con il palmo delle mani, poi raccoglierla  stenderla di nuovo. Sollevare l’impasto con le mani e gettarlo con forza contro il piano di lavoro, alternando l’operazione con quella descritta precedentemente. Alla fine formare una palla, coprirla con un canovaccio e lasciarla lievitare in luogo tiepido per almeno 1 ora. Quando la pasta avrà raddoppiato il volume, lavorarla ancora per un paio di minuti, quindi suddividerla in 12 pagnottelle che coprirete con un canovaccio e lascerete lievitare ancora per circa un’ora. Nel mentre preparare la farcitura: Lavorare la ricotta in una grande ciotola, aggiungere il salame a dadini, i dadini di mozzarella fatti scolare precedentemente dal liquido di vegetazione, il prezzemolo tritato, il parmigiano, una presa di sale, una spolverata di pepe. Battere a parte le uova e unirle al composto preparato legando bene il tutto. Stendere le palline in dischi dello spessore di 4 mm e mettervi al centro un po’ della farcia preparata, Ripiegarle a mezza luna, sigillare bene i bordi aiutandovi con i rebbi di una forchetta. Scaldare abbondante olio in una padella e friggere i calzoncini da tutte e due le parti, sin che diventino dorati. Prelevarli con un mestolo forato e appoggiarli su carta assorbente a perdere l’olio in eccesso.  Servirli subito ben caldi. 

 

 

Torta al caffè

Per 6 persone

Ingredienti:

 

Un Pan di Spagna rotondo, ½ kg di ricotta piemontese, 220 gr di zucchero a velo, 1 bicchiere di Marsala, 2 tazzine di caffè ristretto, caffè in polvere, 50 gr di canditi di cedro e arancio, chicchi di caffè.

 

Mettere la ricotta in un contenitore e lavorarla con un cucchiaio di legno aggiungendovi poco alla volta gr 200 di zucchero a velo. Preparare il Pan di Spagna tagliato in senso orizzontale in tre dischi di spessore uguale. Unire al bicchiere di Marsala le due tazzine di caffè e mescolare bene. Appoggiare le fette di torta su di un piano di lavoro e bagnarle con la miscela preparata di caffè e Marsala. Dividere la ricotta in due parti e una delle parti ancora a metà. Appoggiare un disco di torta su di un piatto di portata e spalmarlo con una delle due metà di ricotta. Appoggiarvi sopra l’altro disco e spalmarlo con la seconda metà di ricotta. Appoggiare sopra il terzo disco di pasta e spalmare sia la superficie che il bordo con la parte di ricotta più grande. Tenere in frigorifero per mezz’ora. Spolverizzare la torta con 2 cucchiai di caffè solubile e guarnirla con piccoli pezzettini di cedro e arancio intramezzati a dei chicchi di caffè.

 

Lo Sapevate Che: Terence Hill: Prima tirava cazzotti con l’inseparabile Bud Spencer, oggi investiga tra una preghiera e una cavalcata nel bosco, confermandosi uno degli attori più amati del pubblico di tutte le età


“Non sempre chi ti tira della merda addosso lo fa per farti del male; non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa per farti del bene.” Terence Hill

 

 ...Continueremo a chiamarlo Trinità

Nato da madre tedesca a Venezia il 29 marzo 1939, il suo vero nome è Mario Girotti. Trascorre l'infanzia in Sassonia, a Dresda, dove sopravvive ai tremendi bombardamenti della II Guerra Mondiale. Fin da giovane dimostra attitudini e caratteristiche che poi saranno tipiche anche di alcuni suoi personaggi, in particolare di quelli nati in coppia con l'inseparabile Bud Spencer, ovvero un certo carattere scanzonato, una buona dose di intraprendenza, e un'intelligenza viva e attenta.

I suoi esordi nel mondo dello spettacolo avvengono per puro caso. Ancora giovanissimo, durante un incontro di nuoto (che Mario praticava con continuità), viene notato dal regista Dino Risi, che lo scrittura per una parte del film "Vacanze con il gangster". Siamo nel 1951 e l'attore si presenta ancora con il suo nome italiano.

Molto coscienzioso, non dimentica però l'importanza degli studi, consapevole che nella società contemporanea il sapere è un bene fondamentale. Senza troppo montarsi la testa, quindi, intraprende in sordina una carriera attoriale volta pragmaticamente a mantenere gli studi.

L'universo cinema, però, è una macchina con degli ingranaggi ferrei e guai ad uscirne. Capisce che sarebbe un errore imperdonabile. Preso da un vortice di partecipazioni e richieste sempre più ampie, dopo tre anni di Lettere classiche all'Università di Roma, decide di dedicarsi completamente al grande schermo. Scelta difficile ma che si rivela ben presto vincente.

Poco dopo Luchino Visconti, uno dei massimi registi italiani del momento, lo vuole nel film "Il Gattopardo", in breve divenuto un "cult" assoluto della cinematografia.

Dopo questo primo esordio in una produzione così importante e così blasonata, riesce ad avviare una carriera vera e propria, lontana dalla incertezze semidilettantesche e che si rivelerà assai continuativa e senza soste.

Nel 1967 mentre gira "Dio perdona...io no", s'innamora e poi sposa una ragazza americana, Lori Hill. Decide anche di cambiare nome, in parte in ossequio ad una certa moda dell'epoca che tendeva a svalutare gli artisti italiani in favore di quelli stranieri provenienti in particolare dall'America.

Sceglie il nome prendendo spunto da un autore di storia latina che stava leggendo, Terenzio, e il cognome da quello della moglie: Mario Girotti diventa per tutti Terence Hill.

Il suo successo è legato soprattutto ad alcuni titoli del genere "neo-spaghetti western" come gli indimenticabili "Lo chiamavano Trinità" (del 1971), e il suo seguito "...Continuavano a chiamarlo Trinità", in coppia con il sodale Bud Spencer. Seguiranno film altrettanto fortunati dove la comicità si sostituisce alla violenza ed i cattivi, in genere eccezionali e "macchiettistici" stunt-man, hanno sempre la peggio. Sono titoli ormai celeberrimi come "Altrimenti ci arrabbiamo" o "Io sto con gli ippopotami", sempre con lil fido Bud Spencer. Da ricordare che Terence Hill nel 1976 è chiamato a Hollywood, dove appare in "March or die" con Gene Hackman e dove recita in "Mister Miliardo" con Valerie Perrine.

Dopo un lungo periodo di profonda depressione causata dalla perdita del figlio diciassettenne, perito in un incidente stradale, l'attore si è rilanciato nei panni di un sacerdote investigatore, nella serie Rai intitolata "Don Matteo"; molto popolare anche in Germania, anche per questa produzione italiana, pur dimostrando nel ruolo di curato versatilità e (già note) ottime doti di attore, il suo nome rimarrà indissolubilmente legato al suo più noto personaggio Trinità.

https://biografieonline.it/biografia-terence-hill

Lo Sapevate Che: Si celebra il centenario di Giulio Ruffini con la mostra "L’epica popolare e l’inganno della modernità" Eventi a Ravenna

  

Si celebra il centenario di Giulio Ruffini con la mostra "L’epica popolare e l’inganno della modernità" Eventi a Ravenna

A pochi giorni dalla riapertura dei musei, il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo annuncia il primo importante progetto espositivo del 2021 che viene dedicato a una delle figure che più hanno contribuito a dare un volto e un’identità alla Romagna attraverso l’arte: Giulio Ruffini. La mostra "Giulio Ruffini. L’epica popolare e l’inganno della modernità" (1950-1967) apre al pubblico giovedì 18 febbraio e resta aperta fino al 2 maggio. E' il primo di una serie di appuntamenti espositivi che si svolgeranno nel corso dell’anno in diverse città della regione per celebrare il centenario della nascita dell’artista, scomparso nel 2011. 

La mostra bagnacavallese, curata dal direttore del museo Diego Galizzi, ripercorre i primi anni della lunga carriera del pittore di origine bagnacavallese, quelli che vanno dalla sua formazione presso la scuola di arti e mestieri di Luigi Varoli fino al 1967, un anno “cruciale” per Ruffini, un passaggio che cambierà il successivo corso del suo percorso artistico portandolo verso una poetica introspettiva, tutta giocata sulla memoria e sulla nostalgia. 

Il percorso espositivo costruito al museo di Bagnacavallo riunisce per la prima volta, offrendoli alla diretta esperienza dei visitatori, i dipinti che più hanno caratterizzato questo periodo. Sono più di settanta le opere presenti in mostra, provenienti da decine di collezioni pubbliche e private, tra le quali spiccano la Pietà per il bracciante assassinato (1952), opera vincitrice del Premio Suzzara che ha dato a Ruffini notorietà a livello nazionale, la superba Crocifissione del 1954 di marcato stampo guttusiano, e i tre dipinti con i quali l’artista ha partecipato alla XXVII Biennale di Venezia. 

La mostra vuole presentare al pubblico l’arte di Ruffini prima del cambiamento avvenuto nel 1967, un’arte attenta al quotidiano e al sociale che si forma come diretta espressione della sua terra e delle sue radici. "In queste opere – commenta il curatore Diego Galizzi – prende vita la Romagna delle campagne e dei braccianti, restituita con uno sguardo da documentazione diretta e partecipe, uno sguardo potremmo dire “militante”, appassionato, dal sapore diverso rispetto a quello un po’ da rivisitazione nostalgica che caratterizzerà le sue immagini dei decenni successivi. Mai come in questi anni – prosegue Galizzi - il suo personale racconto popolare riesce a ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle dinamiche dell’arte nazionale, in particolar modo nell’ambito dei fermenti neorealisti dei primi anni Cinquanta".

Uno degli aspetti più interessanti della mostra bagnacavallese è la messa in luce di uno dei volti forse meno noti dell’artista, quello di ricercatore instancabile, a cui a un certo punto della sua carriera non basta più la descrizione del “suo” mondo attraverso i codici figurativi della fedeltà al vero, ma sperimenta altre vie, che lo portano a misurarsi con linguaggi più aggiornati come quello dell’informale, tenendo però al centro della sua attenzione l’uomo e la sua dignità, rivendicandone i diritti e allo stesso tempo facendosi carico dei suoi patimenti, delle angosce e dei soprusi imposti dalla nascente civiltà industriale.

Ingresso gratuito. La mostra resta aperta al pubblico fino al 2 maggio con i seguenti orari: da lunedì a mercoledì ore 15-18; giovedì ore 10-12 e 15-21; venerdì ore 10-12 e 15-19. Chiusa sabato, domenica e festivi. Gli orari potrebbero estendersi anche al fine settimana nel momento in cui le disposizioni anti-Covid lo consentiranno.

https://www.ravennatoday.it/eventi/bagnacavallo-centenario-giulio-ruffini-mostra-epica-popolare-inganno-modernita.html


domenica 28 marzo 2021

Speciale: Il menù della domenica e buon pranzo! …☺♥ …

  

“Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell'aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima.” Marc Chagall

 

  

Torta di Patate ripiena

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

1 kg di patate, 180 gr di petto di pollo, 100 gr di prosciutto in una sola fetta, 100 gr di formaggio Asiago, 100 gr di formaggio Montasio, 100 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo, 3 tuorli, un mazzetto di prezzemolo, un rametto di rosmarino, 2 cucchiai di farina, 50 gr di burro, noce moscata, olio, sale.

 

Lavate le patate con la buccia e mettetele in una pentola con acqua fredda. Fatele cuocere per 40 minuti circa, dal momento dell’ebollizione. In un padellino con 2 cucchiai d’olio, fate cuocere il petto di pollo con il rosmarino, salate, coprite e cuocete per 10 minuti. Scolate le patate, sbucciatele e ancora calde passatele allo schiacciapatate. Riunite la purea in una terrina, aggiungete 60 gr di parmigiano, una presa di sale, la farina, un pizzico di noce moscata e il 40 gr di burro a dadini. Mescolate bene gli ingredienti, poi incorporatevi i tre tuorli. In uno stampo da forno di circa 16 cm di diametro, imburrato, stendete due terzi del composto di patate sul fondo e sulle pareti, formando uno strato uniforme, spesso un centimetro circa. Tritate grossolanamente petto di pollo, il prosciutto e i formaggi; metteteli in una terrina e lavorateli con un cucchiaio di prezzemolo tritato, un uovo, il parmigiano rimasto e un pizzico di noce moscata grattugiata. Versate il composto nel guscio di patate. Coprite il ripieno con la rimanente purea e rigate la superficie con una forchetta. Cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti, finchè la superficie sia ben dorata. Servite la torta calda o tiepida.

 

   

Strudel con Formaggio e Coste

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

Una confezione di pasta sfoglia rettangolare, 800 gr di coste, 180 gr di ricotta, 1 cucchiaino di curry, 4 cucchiai di sesamo, olio, sale, pepe.

 

Togliere i filamenti alle coste, riducendole a pezzetti. Lavarle e lessarle in acqua bollente salata per 20 minuti. Scolarle, strizzarle e tritarle grossolanamente. Aggiungere la ricotta, il curry, sale e pepe. Tostare il sesamo in un padellino antiaderente, senza alcun condimento. Ungere con olio la pasta sfoglia e bucherellarla con i rebbi di una forchetta. Splalmarvi sopra metà dei semi di sesamo, adagiarvi il composto e arrotolare la pasta per formare uno strudel. Metterlo su una piastra da forno unta di olio, ricoprirlo con i restanti semi di sesamo, facendolo bene aderire, con la pressione delle mani. Cuocerlo in forno caldo a 200° per circa 1 ora.

 


 

Torta profumata agli Agrumi

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

350 gr di farina, 240 gr di zucchero semolato, 150 gr di burro, 4 albumi, 30 gr di latte, 1 bustina di lievito in polvere, il succo e la scorza grattugiata di ½ limone, la scorza grattugiata di ½ arancia. Burro e farina per la teglia, panna montata per decorare.

 

Fare sciogliere 150 gr di burro in un padellino con 10 gr di latte a fuoco dolcissimo. Sciogliere il lievito in 20 gr di latte tiepido. In una terrina versare la farina mescolata a 200 gr di zucchero, il burro intiepidito, il succo e la scorza di limone, la scorza di arancia, il lievito sciolto e il residuo latte. Impastare accuratamente gli ingredienti per amalgamarli bene. Montare a neve fermissima gli albumi con 40 gr di zucchero e incorporarli con delicatezza al composto. Imburrare e infarinare una pirofila rotonda e versarvi il composto. Fare cuocere in forno preriscaldato a 180° per 50 minuti. Controllare che uno stecchino infilato nella torta risulti asciutto, diversamente cuocere ancora 10 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare. Sformare il dolce su un piatto di portata e decorarlo con la panna montata.

Lo Sapevate Che: Marc Chagall: Le tradizioni della natia Russia, i ricordi dell’infanzia, l’amore per gli animali domestici. Questi i temi ricorrenti della produzione di un artista di straordinaria suggestione


“Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell'aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima.” Marc Chagall

 

 

I colori del mondo

A dispetto della francesizzazione del suo nome, Marc Chagall è stato il pittore più importante che la Bielorussia abbia avuto. Nato a Liosno, presso Vitebsk il 7 luglio 1887, il suo vero nome è Moishe Segal; il nome russo sarebbe stato Mark Zakharovic Sagalov, abbreviato in Sagal, che secondo la trascrizione francese sarebbe poi diventato Chagall.

Nato in una famiglia di cultura e religione ebraica, figlio di un mercante di aringhe, è il maggiore di nove fratelli. Dal 1906 al 1909 studia prima a Vitebsk, quindi all'accademia di Pietroburgo. Tra i suoi isegnanti c'è Léon Bakst, pittore e scenografo russo, studioso dell'arte francese (nel 1898 avrebbe fondato assieme all'impresario teatrale Diaghilev il gruppo d'avanguardia "Il mondo dell'arte").

Questo è un periodo difficile per Chagall in quanto gli ebrei potevano vivere a Pietroburgo solo con un permesso apposito e solo per breve periodi. Nel 1909, nei suoi frequenti ritorni a casa, incontra Bella Rosenfeld, che diverrà in futuro sua moglie.

Nel 1910 Chagall si trasferisce a Parigi. Nella capitale francese conosce le nuove correnti in auge. In modo particolare si approccia al Fauvismo e al Cubismo.

Inseritosi negli ambienti artistici d'avanguardia, frequenta numerose personalità che in Francia mantengono frizzante gli ambienti culturali: tra questi vi sono Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger. Marc Chagall espone le sue opere nel 1912 sia al Salon des Indépendants, che al Salon d'Automne. Delaunay lo presenta al mercante berlinese Herwarth Walden, che nel 1914 gli allestisce una personale presso la sua galleria "Der Sturm".

L'avvicinarsi dell'inizio del conflitto mondiale fa rientrare Marc Chagall a Vitebsk. Nel 1916 nasce Ida, la sua primogenita. Nella sua città natale Chagall fonda l'Istituto d'Arte, di cui sarà direttore fino al 1920: suo successore sarà Kazimir Malevich. Chagall si trasferisce quindi a Mosca, dove crea le decorazioni per il teatro ebraico statale "Kamerny".

Nel 1917 partecipa attivamente alla rivoluzione russa tanto che il ministro sovietico della cultura nomina Chagall Commissario dell'arte nelle regione di Vitebsk. Non avrà perà successo in politica.

Nel 1923 si trasferisce in Germania, a Berlino, per tornare infine a Parigi. In questo periodo pubblica le sue memorie in lingua Yiddish, scritte inizialmente in russo e poi tradotte in francese dalla moglie Bella; il pittore scriverà anche articoli e poesie pubblicati in diverse riviste e raccolti - postumi - in forma di libro. A Parigi riallaccia i contatti con il mondo culturale che aveva lasciato e conosce Ambroise Vollard, il quale gli commissiona l'illustrazione di vari libri. Passa poco tempo e nel 1924 ha luogo un'importante retrospettiva di Chagall presso la Galerie Barbazanges-Hodeberg.

In seguito l'artista bielorusso viaggia molto, in Europa ma anche in Palestina. Nel 1933 viene organizzata una grande retrospettiva in Svizzera, presso il Museo d'arte di Basilea. Mentre in Europa si assiste all'ascesa del nazismo al potere, tutte le opere di Marc Chagall in Germania vengono confiscate. Alcune di queste figurano nell'asta tenuta alla Galerie Fischer di Lucerna nel 1939.

Lo spettro della deportazione degli ebrei porta Chagall a decidere di rifugiarsi in America: il 2 settembre 1944 muore Bella, compagna amatissima, soggetto frequente nei dipinti dell'artista. Chagall torna a Parigi nel 1947 per stabilirsi a Vence due anni più tardi. Molte mostre, alcune molto importanti, gli vengono dedicate un po' ovunque.

Si risposa nel 1952 con Valentina Brodsky (detta "Vavà"). Inizia in questi anni una lunga serie di decorazioni di grandi strutture pubbliche: nel 1960 crea una vetrata per la sinagoga dell'ospedale Hadassah Ein Kerem in Israele. Nel 1962 disegna le vetrate per la sinagoga dello Hassadah Medical Center, presso Gerusalemme, e per la cattedrale di Metz. Nel 1964 realizza le pitture del soffitto dell'Opéra di Parigi. Nel 1965 realizza le grandi pitture murali sulla facciata della Metropolitan Opera House di New York. Nel 1970 disegna le vetrate del coro e del rosone del Fraumünster di Zurigo. Di poco successivo è il grande mosaico a Chicago.

Marc Chagall muore a Saint-Paul de Vence il 28 marzo del 1985, alla veneranda età di novantasette anni.

Opere di Chagall: approfondimenti

Io e il villaggio (1911)

Alla Russia, agli asini e agli altri (1911)

 Autoritratto con sette dita (1912-1913)

Il Violinista (1912-1913)

Donna incinta (1913)

Acrobata (1914)

Ebreo in preghiera (1914)

Doppio ritratto con un bicchiere di vino (1917-1918)

Intorno a lei (1947)

Cantico dei Cantici II (1954-1957)

La caduta di Icaro (1975)

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