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mercoledì 28 settembre 2022

Speciale: Ricette del 28 settembre 2022 e buon pranzo a tutti!

 

 

“Non mi sento per niente vecchio. Al massimo, leggermente anziano.

[Nel 1996]
” Marcello Mastroianni

 

 

 

Zuppa di Cavolo nero

Per 6 persone

 

 

Ingredienti:

 

1 kg di cavolo nero, 600 gr di pane toscano, 4 spicchi di aglio, olio, sale, pepe.

 

La ricetta è scritta dall’artista fiorentino Ardengo Soffici.

 

Si faccia bollire fino a giusta cottura in una pentola una quantità adeguata al numero di persone della famiglia, di quel cavolo invernale dalle foglie lunghe e ricciute di colore verde cupo, detto in Toscana cavolo nero. Intanto mentre il cavolo cuoce, si preparino e si arrostiscano dalle due parti, sulla gratella (meglio al fuoco a legna) tante fette di pane casalingo quanto si giudica opportuno al bisogno (da due a tre pro capite) e si soffreghino gagliardamente, sempre da diritto e da rovescio, con spicchi d’aglio. Ciò fatto, si tolga dal fuoco la pentola e si tuffino appena nell’acqua ancora bollente, una per una le fette, disponendole l’una accanto all’altra in un capace vassoio di maiolica, si aspergano poi, ancora da ogni lato, di sale e di pepe, con una certa abbondanza ed infine di genuino olio extravergine di oliva con grande generosità. Si distribuisca sulle fette così: condite con uno strato del cavolo cotto e previamente sgrondato che si spruzzerà ancora, ma questa volta con discrezione, di sale, pepe e olio. Dopodiché si serva in tavola senza indugio; ché tale piatto, di forte e grato sapore e odore, per gente di stomaco sano e alieno da pregiudizi di società.

 

 

 

 

Polpettone al Vino Rosso e Purea di Patate

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

450 gr di polpa di vitello tritata, 120 gr di salsiccia, 100 gr di mortadella affettata fine, 1 bicchiere e ½ di vino rosso, 2 uova, 30 gr di burro, sale e pepe.

 

Mettete la polpa di vitello tritata in una ciotola, aggiungetevi la salsiccia a cui avrete tolto la pelle e sgranata, le uova e ½ bicchiere di vino rosso. Salate e pepate leggermente, amalgamando bene gli ingredienti. Imburrate uno stampo rettangolare da forno e foderatelo con le fette di mortadella, in modo che una parte fuoriesca dallo stampo stesso. Versate l’impasto comprimendolo bene. Ripiegate le fette di mortadella, in modo da avvolgerlo completamente. Mettete il polpettone in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti, versando ogni tanto il rimanente vino. Servitelo tiepido, tagliato a fette, accompagnato da purea di patate.

 

 

 

 

Crepes al Miele

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

250 gr di farina, 3 uova, 2 grandi bicchieri di latte, 3 cucchiai d’olio, un pizzico di sale; per la glassa: 6 cucchiai di miele, 2 cucchiai di Gran Marnier.

 

Mettere la farina in una terrina, aggiungere le uova, una alla volta, amalgamando bene. Unire il sale e l’olio e piano piano, il latte, rimescolando con cura. Lasciare riposare la pastella un paio d’ore prima di preparare le crêpes. Mettere le crêpes una sull’altra su di un piatto. Mettere in un tegamino il miele, unire il Gran Marnier e scaldare a fuoco dolcissimo per 2 o 3 minuti, rimescolando. Si possono poi farcire le crêpes col miele preparato oppure portare a tavola crêpes e salsa, con cui ogni commensale si servirà a piacere.

Lo Sapevate Che: Brigitte Bardot: C’è una sigla nella storia del cinema che evoca una delle donne più affascinanti e sexy di sempre, modello per generazioni di attrici. Quella sigla è B.B. e sta per Brigitte Bardot, nata a Parigi e considerata un'icona del cinema francese e non solo.


“A parte mio marito, che potrebbe anche diventarlo un giorno, io vivo circondata da omosessuali. Per anni sono stati il mio sostegno, i miei amici, i miei figli adottivi e i miei confidenti.” Brigitte Bardot

 

Erotismo ed energia

Brigitte Bardot nasce a Parigi il giorno 28 settembre 1934 dall'unione di Louis "Pilou" Bardot, industriale, e di Anne-Marie Mucel.

Considerata un'icona sexy negli anni Cinquanta, è soprannominata B.B.

Il suo esordio come attrice sul grande schermo avviena nel 1952 con il film "Le Trou Normand", per la regia di Jean Boyer. Nello stesso anno, appena diciottenne, sposa il regista Roger Vadim con il quale vivrà una romantica storia d'amore per molti anni.

In questo periodo il cinema europeo era in grande sviluppo, ma anche considerando ciò l'ascesa di Brigitte Bardot nello star system è da considerarsi una cosa straordinaria ed eccezionale: basti ricordare che sarà una delle pochissime attrici europee a catturare l'attenzione dei mass media statunitensi.

Al suo pari, a livelo di immagine, assurte a icone della sessualità femminile durante gli anni '50 e '60, vi sarà solo l'americana Marilyn Monroe.

I film di B.B. durante i primi anni '50 sono caratterizzati da storie romantiche, poco impegnate, alcune a sfondo storico; alla francese capitava di interpretare parti - che spesso lasciavano ammirare allo spettatore il suo bellissimo fisico - di ingenue eroine.

Dopo aver recitato in più di una dozzina di film, il marito e regista Vadim non è soddisfatto della poca valorizzazione riservata alla sua bella moglie dalla critica internazionale, così cerca di promuoverla come attrice impegnata: lavora così nel film "Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme, 1956)", con Jean-Louis Trintignant. La pellicola narra la storia di una disinvolta teenager che vive in una piccola e rispettabile cittadina: il successo che ottiene è grandissimo e trasforma Brigitte Bardot in una celebrità mondiale. Nel contempo circolano voci di una sua relazione con il co-protagonista Trintignant, che poi si riveleranno fondate.

Durante l'epoca di Doris Day e di Jane Russell, dopo la sua interpretazione de "La linea francese" (1953) la critica pensa che la Bardot mostrando il suo ombelico si sia spinta troppo avanti.

Brigitte Bardot appare con piccole parti in tre film in lingua inglese: la commedia "Dottore in alto mare" (1955) accanto a Dirk Bogarde, il film "Elena di Troia" (1954), in cui, dopo aver quasi ottenuto la parte di protagonista, recita invece come ancella di Elena, e "Atto d'amore" (1954) con Kirk Douglas. Dopo aver espresso un erotismo vellutato in "Mademoiselle Pigalle" (1956) e aver compiuto una faticosa esperienza di vita vissuta a Hollywood, soprattutto per il disagio di una lingua diversa, decide di tornare in Europa. La sua immagine ne guadagna tanto che sul nascere degli anni '60 Brigitte Bardot viene indicata come dea del sesso del decennio.

Separata da Roger Vadim nel 1957, due anni dopo convola a nuove nozze con l'attore Jacques Charrier. La vita della coppia viene costantemente seguita dai paparazzi. Nel 1960 nasce il suo unico figlio, Nicolas-Jacques Charrier. Due anni dopo (1962) si separa anche dal secondo marito.

Questo è anche un periodo caratterizzato da disaccordi sulla direzione della propria carriera; se i film interpretati aumentano di spessore, la pressione a cui l'attrice viene sottoposta è sempre più pesante; anche se sembrava trovare consenso presso i critici cinematografici, il resto del mondo continuava a vedere in B.B. una modella glamour.

Nei primi anni '60 Brigitte Bardot si ritira nel Sud della Francia dove arriva a tentare il suicidio.

Tra i film di questo decennio ricordiamo "Vita privata" (1961), diretto da Louis Malle, che contiene più di un elemento autobiografico. La scena in cui, rincasando, il personaggio interpretato dalla Bardot incontra una signora di mezz'età che la insulta, è basato su un episodio realmente accaduto, e getta una luce sugli aspetti meno noti della celebrità a metà del XX secolo. Compar in film patinati come "Viva Maria" (1969), muove qualche passo nella musica pop e vive a fondo il suo ruolo di icona femminile. Nel 1965 interpreta se stessa nella produzione hollywoodiana "Erasmo il lentigginoso" a fianco di James Stewart.

Dopo la separazione da Charrier si risposa nel 1966 con il ricchissimo playboy tedesco Gunther Sachs: la relazione dura però solo tre anni. Sposa poi nel 1992 - all'età di 58 anni - Bernard d'Ormale, esponente politico della destra francese, con il quale vive con tutta probabilità il migliore dei suoi matrimoni.

Tra le varie relazioni che le sono state attribuite vi sono quelle con Serge Gainsbourg ("bad boy" della musica francese: cantautore, musicista, paroliere, poeta e pittore), con il cantante Sacha Distel; le è stato attribuito addirittura un flirt con Jimi Hendrix.

La scrittrice Marguerite Duras ha definito Brigitte Bardot come "L'impossibile sogno dell'uomo sposato".

I suoi primi film - ricordiamo "Manina, ragazza senza veli" (1952) - così come le sue apparizioni a Cannes e in numerosi album fotografici, hanno contribuito al diffondersi in quegli anni della popolarità del bikini.

Brigitte Bardot è stata inoltre una delle prime dive a esibirsi, in qualche occasione, in topless. Mentre in Francia il topless era piuttosto comune, negli U.S.A. questo suscitava scandalo. L'icona di B.B. si incastonava perfettamente nella moda eccentrica degli anni '60 tanto da diventare - al pari di Marilyn Monroe e Jackie Kennedy - soggetto nei dipinti di Andy Warhol.

Lo scultore Alain Gourdon nel 1970 per la realizzazione di un busto di Marianne, l'emblema nazionale francese, si ispirerà proprio a Brigitte Bardot.

Appena prima del suo quarantesimo compleanno, nel 1974, l'attrice annuncia il suo ritiro dalle scene. Con più di cinquanta pellicole alle spalle, dopo e aver pubblicato diversi dischi - in particolare con Serge Gainsbourg - sceglie di dedicarsi alla salvaguardia dei diritti degli animali.

Nel 1986 crea la "Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali" finanziandola con 3 milioni di franchi, raccolti vendendo all'asta numerosi oggetti personali, compresi i gioielli. Per tutti gli anni seguenti sarà a livello mondiale una delle più influenti attiviste dei diritti degli animali, nonché tenace oppositrice al consumo della carne di cavallo.

Nel 2003 pubblica il libro "Un grido nel silenzio". Le opinioni espresse nel suo libro sono giudicate razziste e offensive verso i musulmani e gli omosessuali, e le contestazioni che ne sono seguite sono state violente. Il 10 giugno 2004 Brigitte Bardot viene condannata da una corte francese, per "incitamento all'odio razziale" e al pagamento di una multa di 5.000 Euro (si trattava della quarta condanna da lei subita a causa del summenzionato libro). Nel 2008 viene condannata al pagamento di una multa di 15.000 Euro per istigazione all'odio verso la comunità musulmana.

In particolare le sono stati contestati i passaggi relativi alla "islamizzazione della Francia" e alla "sotterranea e pericolosa penetrazione dell'Islam" (la comunità musulmana francese è la più grande in Europa). Nel libro citato gli omosessuali sono definiti "fenomeni da baraccone" e si condanna la presenza delle donne nel governo. In precedenza l'ex attrice era stata condannata anche per opinioni favorevoli ai massacri di civili in Algeria.

https://biografieonline.it/biografia-brigitte-bardot

Lo Sapevate Che: Herman Melville: Nato a New York, trasse dal suo vissuto di marinaio l'ispirazione per la produzione letteraria di scrittore, poeta e critico letterario. Per gli amanti della narrativa d'avventura è semplicemente il papà di Moby Dick, la mitica balena bianca rincorsa, nell'omonimo romanzo, dal capitano Achab.


Ci sono certe bizzarre circostanze in questa strana e caotica faccenda che chiamiamo vita, che un uomo prende l'intero universo per un'enorme burla in atto, sebbene non riesca a vederne troppo chiaramente l'arguzia, e sospetti anzichenò che la burla non sia alle spalle di altri che le sue. Egli ingolla tutti gli avvenimenti, [...] non importa quanto indigeribili, come uno struzzo dallo stomaco robusto inghiotte pallottole e pietre focaie. E quanto alle piccole difficoltà e afflizioni, le prospettive d'improvvisa rovina, di pericolo della vita o del corpo, tutto questo, e perfino la morte, gli sembrano ingegnosi e amichevoli colpi, allegre spunzonature nei fianchi, somministrati dall'invisibile e inspiegabile vecchio mattacchione. Herman Melville

 

 Metafore di avventure vissute

Al tempo in cui morì il suo autore, era stato quasi del tutto dimenticato, poi il capolavoro del 1851 "Moby Dick" sarebbe stato rilanciato nel 1921 grazie a una biografia di Raymond Weaver; oggi quel romanzo è ritenuto uno dei massimi capolavori dell'Ottocento. Il suo autore è Herman Melville, scrittore, poeta e critico letterario statunitense, nato il giorno 1 agosto 1819 a New York. Amico di Nathaniel Hawthorne, "Moby Dick" come le altre opere di Melville sarebbero state ispirate dalla produzione più tarda dell'amico.

Studia a New York e matura la passione per l'avventura ascoltando i racconti del padre Allan, ricco commerciante dal carattere espansivo, che in passato molto aveva viaggiato. Nei racconti del padre erano spesso presenti figure quali gigantesche onde marine e alberi di navi che si spezzavano come fuscelli. Dopo una vita trascorsa in sostanziale tranquillità economica, nell'estate del 1830, l'attività del padre fallisce: Allan Melville manifesta in seguito una malattia psichica che lo porterà alla morte. Il fratello tenta di riprendere gli affari del padre, ma fallisce: la famiglia è composta di otto figli tra fratelli e sorelle (Herman è il terzogenito): si riduce in miseria e si trasferisce al villaggio di Lansingburgh, sul fiume Hudson.

Qui Herman lascia definitivamente la scuola per iniziare a lavorare nell'azienda di uno zio; lavora poi nel negozio del fratello maggiore e infine come maestro in una piccola scuola.

La mancanza di una prospettiva lavorativa stabile, unita al desiderio di viaggiare, spingono il futuro scrittore ad imbarcarsi come mozzo su una nave ancorata al porto di New York, in partenza per Liverpool. È il mese di giugno del 1839: Melville attraversa l'oceano e giunge a Londra. Tornerà poi in patria con la stessa nave. Questo viaggio ispirerà il suo romanzo "Redburn: il suo primo viaggio" (Redburn: His First Voyage), pubblicato a dieci anni di distanza.

Tornato a casa, riprende la professione di insegnante. All'inizio dell'anno 1841 si arruola di nuovo come marinaio: parte dal porto di New Bedford (in Massachusetts) sulla nave baleniera Acushnet, diretto verso l'Oceano Pacifico. Il viaggio durerà un anno e mezzo. Una volta raggiunte le Isole Marchesi (nella Polinesia Francese), Melville diserta; il racconto di "Taipi" (Typee) come la sua continuazione "Omoo", saranno testimonianza di questa vicenda.

Dopo un soggiorno alle Isole della Società, Melville si dirige a Honolulu, dove resta per quattro mesi lavorando come impiegato in un ufficio. Si unisce poi all'equipaggio della fregata americana "United States", che naviga in direzione Boston, facendo scalo presso un porto peruviano nell'ottobre del 1844. Descriverà questa esperienza insieme alla nave con il nome di "Neversink" (L'inaffondabile) in "Giacchetta bianca o il mondo visto su una nave da guerra" (White Jacket: or, The World in a Man-of-War, 1850).

Il 4 agosto 1847 a Boston, Herman Melville sposa Elizabeth Shaw, evento che pone termine alle avventure marinaresche dello scrittore. La coppia si stabilisce a New York dove rimane fino all'anno 1850, quando acquistano una fattoria a Pittsfield (Massachusetts); proprio nel febbraio dello stesso anno inizia a scrivere "Moby Dick", l'opera che lo proietterà nella storia della letteratura americana e mondiale.

Durante i tredici anni passati a Pittsfield, Melville tiene conferenze presso le scuole, dedicandole principalmente alle sue avventure nei mari del sud.

Le sue opere non riusciranno a raggiungere un pubblico vasto, così Melville non avrebbe guadagnato molto dalla sua attività di scrittore. Economicamente molto doveva alla famiglia della moglie; in seguito lavorerà anche come doganiere a New York, dove si trasferirà con la moglie.

Dopo una malattia che dura diversi mesi, Herman Melville muore nella sua casa di New York, nelle prime ore della mattina del 28 settembre 1891. La sua salma viene sepolta nel Woodlawn Cemetery, nel quartiere del Bronx.

https://biografieonline.it/biografia-herman-melville

Lo Sapevate Che: Raffaele Paganini: Romano doc, è un famoso ballerino ed attore teatrale, dal 2009 impegnato anche in TV come scopritore di nuovi talenti della danza.


Faccio parte di quella generazione di ballerini classici che posso definire un po' ottusi: ho vissuto diversi anni all’estero, ho avuto la fortuna di lavorare in Inghilterra e di girare un po' tutto il mondo con il London Festival Ballett; noi che facevamo danza classica pura quasi snobbavamo i musical, non si andava neppure a vederli. Oggi non è più così, ma allora c'erano questi pregiudizi.” Raffaele Paganini

 

Volteggiando per i teatri del mondo

Raffaele Paganini nasce a Roma il 28 settembre 1958 in una famiglia di artisti: primo di undici fratelli, la madre è cantante lirica, mentre il padre è danzatore classico. Raffaele segue le orme del padre ma inizia a danzare a quattordici anni, età piuttosto tarda per un ballerino di danza classica. Studia alla scuola di ballo del Teatro dell'Opera di Roma e ottiene il diploma. Dopo soli quattro anni entra a far parte del corpo di ballo dell'ente romano come ballerino solista.

Dopo un avvio di carriera totalmente improntato alla danza classica, accetta di partecipare ad alcune trasmissioni tv di grande risalto, tra queste: "Fantastico 2", "Europa Europa", "Pronto chi Gioca?" e "Il cappello sulle ventitrè".

Divenuto étoile del Teatro dell'Opera di Roma, è ospite di molte compagnie internazionali fra cui il London Festival Ballet (1984-1985), Ballet Theatre Francais de Nancy (1986), balletto dell'Opera di Zurigo (1986), Ballet Concerto de Puerto Rico (1985-1986), balletto del Teatro alla Scala di Milano (1987), balletto del Teatro San Carlo di Napoli, compagnia del Teatro Nuovo di Torino.

Dal 1988 è ospite fisso al Gran Gala internazionale "Les dans étoiles" che si svolge annualemente in Canada.

Durante la sua prestigiosa carriera, Raffaele Paganini ha danzato con molte tra le più famose ballerine internazionali, fra queste vi sono le italiane Carla Fracci, Luciana Savignano, Gabriella Cohen, Oriella Dorella, Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Maya Plisetskaia, Eva Evdokimova, Katherine Healy, Trinidad Sevillano, Silyane Bayarde, Isabelle Guerin, Eleonora Cassano, Galina Samsova, Arantxa Arguelles e Galina Panova.

Artista eclettico Raffaele Paganini si è dedicato con successo anche al genere musical, interpretando "Un Americano a Parigi" (1995, con Rossana Casale), "Cantando Sotto la Pioggia" (1996), "Sette Spose per Sette Fratelli" (1998), "Dance!" (2000), "Carmen" (2001), "Giulietta e Romeo" (2004), con musiche originali di Prokofiev e coreografie di Monteverde: quest'ultimo tour teatrale fa registrare il record di tutto esaurito nelle 190 repliche in 104 tra i maggiori teatri italiani. Nel 2005 arriva un altro grande successo con "Coppelia", con musiche di Leo Delibes e coreografie di Luigi Martelletta.

Nel 2006 fonda la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e presenta, per la prima volta, una sua produzione che debutta con "Da Tango a Sirtaki - omaggio a Zorba", con musiche di Astor Piazzolla e coreografie di Luigi Martelletta.

Nel 2009 è protagonista su Rai Due di "Academy", prima edizione di un nuovo talent show importato dagli USA: nel programma, condotto da Lucilla Agosti, Raffaele Paganini è insegnante e giudice per i ballerini di danza classica.

Nel 2011 partecipa come uno dei concorrenti naufraghi dell'edizione numero 8 de "L'isola dei famosi".

https://biografieonline.it/biografia-raffaele-paganini

Lo Sapevate Che: Marcello Mastroianni: È universalmente riconosciuto come il Marcello del cinema italiano, di cui fu un protagonista assoluto nella stagione d'oro tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Settanta.


“Non mi sento per niente vecchio. Al massimo, leggermente anziano.

[Nel 1996]
” Marcello Mastroianni

 

Anima candida

Il celebre attore (il cui nome completo era Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni), nato a Fontana Liri (Frosinone), nel 1924, ebbe la fortuna di respirare aria di cinema fin dalla più tenera età. Ancora bambino, infatti, ebbe la possibilità di fare comparsate addirittura in alcuni film del grande De Sica (che negli anni trenta era un maestro riconosciuto).

In seguito, conseguita la maturità liceale, si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio, senza però mai interrompere il rapporto con lo spettacolo e in particolare con il teatro. Inseritosi nei gruppi del Centro Universitario Teatrale, fu notato nientemeno che da Luchino Visconti, il quale lo chiamò con sè per interpretare importanti ruoli in lavori teatrali di recente concezione come, ad esempio, "Un tram chiamato desiderio" e "Morte di un commesso viaggiatore", oppure più classici come "La locandiera" e "Le tre sorelle".

Parallelamente, ha modo di lavorare ancora nel cinema, dove viene sempre chiamato per effettuare alcune comparsate che, con il tempo, cominciano a diventare cospicue. Il film che lo rivela è "Le ragazze di Piazza di Spagna", dove interpreta la parte del giovanotto simpatico ed estroverso, girato da Luciano Emmer nel '52, regista che aveva già diretto Mastroianni due anni prima in "Domenica d'agosto". Già in quelle prime prove, Mastroianni si rivelò particolarmente adatto alla delicata introspezione di un cinema che stava a metà strada tra il neorealismo e la commedia all'italiana.

Questa sua predisposizione venne confermata in "Giorni d'amore" di De Santis, dove l'attore potè rivivere le sue origini ciociare in una chiave di lieve comicità. Si andava delineando al caratteristiche principale dell'attore Mastroianni, quella cioè di incarnare la figura di un uomo buono e sottilmente malizioso, scapestrato ma con giudizio, dolce e lievemente melanconico. In seguito, la sua cifra stilistica si improntò quasi sempre a questo aureo modello, anche quando, come nei film di Blasetti o Lizzani, gli venivano proposte parti drammatiche. Quelle caratteristiche vennero poi abbinate in alcuni film, a 'mò di contrasto, alla malizia femminile della giovane Sophia Loren, da cui scaturirono nella metà degli anni cinquanta film come "Peccato che sia una canaglia", e "La fortuna di essere donna".

Ma la svolta della sua carriera arriva con "La dolce vita" (1960), epocale pellicola di costume in cui Mastroianni è un moderno antieroe e che segna pure l'inizio d'un lungo e fortunato sodalizio artistico con Federico Fellini. Con Fellini fornì i memorabili esiti anche in "Otto e mezzo" (1963), vestendo i panni di una sorta di alter ego del regista riminese.. In seguito, nei primi anni sessanta, ottenne un personale trionfo in "Divorzio all'italiana" e "I compagni". Fece coppia con Sofia Loren in vari film di De Sica e apparve in diversi film di Ferreri tra i quali "La grande abbuffata", "Ciao maschio" e "Storia di Piera". Ha lavorato con Petri da "L'assassino", con Scola da "Dramma della gelosia" a "Splendor" e "Che ora è?", attraverso "Una giornata particolare" che fu una delle sue prove migliori. Il prosieguo della sua carriera è stato un susseguirsi di successi a fianco dei più grandi registi. Negli ultimi anni, si ricorda la sua interpretazione ad un film di impegno civile come "Sostiene Pereira" e il montaggio dei suoi ricordi personali, apparsi postumi, nel film-documento "Ricordo, sì io mi ricordo".

Protagonista di grande versatilità e di indiscussa bravura (si è detto che in certi film sembrava essere in grado di poter lavorare soltanto con l'espressione dello sguardo), ha trasmesso l'immagine di un uomo colto e sensibile, alieno da pose divistiche, che guardava con fastidio alla pubblicizzazione della sua vita privata da parte della stampa scandalistica. Ha rappresentato con grande generosità la cinematografia italiana a livello internazionale, ma non ha mai purtroppo un pur meritatissimo Oscar. Mastroianni si è spento il 19 dicembre 1996 nella sua casa di Parigi. Di lui il regista Dino Risi, che lo conosceva bene anche per averlo diretto, ha detto: "Era l'anima più bella del nostro cinema, l'italiano medio e pulito. Mastroianni era forse quello con cui era più piacevole lavorare: e questo per una ragione semplicissima, non rompeva mai le scatole. Non gli ho mai sentito dire "Questa battuta così non va". Aveva una grande duttilità e disponibilità. Non parlava: semplicemente, faceva l'attore, vestendo i panni del personaggio con una capacità straordinaria. Mastroianni aveva il pregio di farsi piacere anche i film che non gli piacevano".

https://biografieonline.it/biografia-marcello-mastroianni

Lo Sapevate Che: Fleming scopre la penicillina: Fare una sensazionale scoperta in campo scientifico è sempre il risultato di un lungo e meticoloso lavoro di ricerca in laboratorio e di osservazione della natura. In molti casi, tuttavia, la fortuna, o il caso che dir si voglia, gioca un ruolo decisivo nel vedersi riconosciuta la paternità di un'intuizione prima di altri.

 

Penicillina: il primo antibiotico scoperto da Alexander Flaming

L'EFFICACIA DELLA PENICILLINA CONTRO LE INFEZIONI BATTERICHE VALSE IL PREMIO NOBEL ALLO SCIENZIATO.

 

La scoperta casuale della penicillina

L'efficacia della penicillina contro le infezioni

Il premio Nobel ad Alexander Fleming

 

La scoperta casuale della penicillina

La scoperta della penicillina avvenne per puro caso: durante i primi anni del Novecento la convinzione che ci fossero agenti micotici che potessero aiutare l'uomo a difendersi da altri germi patogeni era diffusa, ma non provata. La ricerca in questo senso languiva senza poter produrre effetti utili.

Il punto di svolta si ebbe quando nel 1928 Alexander Fleming, microbiologo inglese, nel suo laboratorio di St. Martin, a Londra, verificando lo stato di una coltura di batteri, vi trovò una copertura di muffa. Questo evento non aveva nulla di straordinario, poiché erano normali situazioni del genere; la cosa eccezionale fu invece il fatto che questa muffa aveva annientato tutti i Batteri circostanti. 
Fleming identificò la 
muffa come appartenente al genere Penicillium notatum che in italiano si traduce con "pennello notevole", dalla forma degli sporofori.

La scoperta fu casuale; infatti, se si fosse trattato di un altro tipo di germi, o di un altro tipo di muffa, o più semplicemente di uno scienziato più distratto, probabilmente tutto sarebbe passato inosservato.

La scoperta non suscitò all'epoca grande entusiasmo, anche perché la penicillina non curava molte altre malattie, tra cui la più banale influenza, non immunizzava e soprattutto non eliminava definitivamente i batteri, ma li "stordiva", in attesa che il sistema immunitario si organizzasse per combatterli e distruggerli. Inoltre, essendo eliminata piuttosto velocemente, erano necessarie diverse somministrazioni giornaliere per ottenere l'effetto desiderato.

Il risultato degli primi studi confermò che l’estratto di muffa manteneva la stessa capacità antibatterica attesa così ben preso, i risultati si sostituirono allo scetticismo iniziale e l’estratto entrò in uso sperimentale proprio con il nome ufficiale di penicillina.

L'efficacia della penicillina contro le infezioni

Nel 1941 però successe qualcosa che dimostrò, invece, l'efficacia reale di questo ritrovato. In un ospedale di Oxford, durante la guerra, era ricoverato un poliziotto che stava per morire di Setticemia a causa di una piccola ferita infetta al lato della bocca.

Rivelatesi inutili le somministrazioni di sulfamidici, al poliziotto venne iniettata una dose di penicillina di 200 mg. Accanto al suo letto non c'era Fleming, ma i suoi due collaboratori Chain e Florey; un netto miglioramento cominciò a vedersi. Purtroppo, le scorte di penicillina si esaurirono e il poliziotto morì, ma l'efficacia del farmaco contro le infezioni fu definitivamente dimostrato. In Gran Bretagna e negli USA cominciò una massiccia produzione del preparato.

Il premio Nobel ad Alexander Fleming

Nel 1944 Alexander Fleming fu insignito del titolo di baronetto e l'anno dopo divise il premio Nobel con i suoi collaboratori Chain e Florey.
Fleming morì nel 1955 e fu sepolto nella Cattedrale di S. Paolo, insieme ad altri inglesi illustri.

https://www.paginemediche.it/benessere/storia-della-medicina/alexander-fleming-e-la-penicillina

Lo Sapevate Che: Amazon lancia il tablet low-cost: Dopo una campagna mediatica efficace che ha alimentato la suspense, Jeff Bezos, fondatore di "Amazon", presenta in anteprima il Kindle Fire, il primo tablet low cost

 

Si tratta di un tablet mini dal costo ridotto, dotato del sistema operativo Android, che attraverso l'Appstore di Amazon mette a disposizione oltre 20 milioni di film, giochi, libri, etc.

Il suo lancio provoca una vera rivoluzione nel settore dei tablet, costringendo i principali marchi ad adeguarsi con dispositivi più a buon mercato. Il 6 settembre 2012 Amazon lancia le nuove versioni del dispositivo.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/22058